Infor: cinque anni di strada verso il cloud

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Infor va avanti sulla strada delineata cinque anni fa con la decisa virata verso il cloud e verso nuovi modelli di sviluppo: approcci confermati e rafforzati con l’acquisizione di GT Nexus

L’Inforum Europe 2015 si apre in un momento significativo per Infor: il quinto anniversario da quell’ottobre del 2010 in cui Charles Phillips lasciava Oracle per diventare CEO di Infor e dava inizio alla virata verso l’approccio “cloud first” che si sta concretizzando in maniera completa negli ultimi 18 mesi circa. Questo percorso si è basato su oltre due miliardi di dollari di investimenti in ricerca e sviluppo che hanno portato alla creazione di Infor 10 e Infor 10x, con in prospettiva la nuova piattaforma Infor Xi, e per la parte cloud “pura” alla nascita delle CloudSuite.

Ma il percorso si è soprattutto basato sulla scelta di alcuni presupposti strategici che differenziano l’azienda e in particolare, secondo i suoi manager, la mettono in grado di giocare meglio di altri la partita del cloud. Presupposti che in questa fase vengono tutti confermati e rilanciati, a partire da quelli forse più netti: la partnership tecnologica con Amazon e la focalizzazione sui “microvertical”.

Il presidente di Infor, Stephan Scholl
Il presidente di Infor, Stephan Scholl

Lo sviluppo di microvertical, nel senso di applicazioni mirate per settori specifici invece di un prodotto standard poi da personalizzare su misura del cliente, è un tratto distintivo di Infor da tempo: l’azienda ritiene che se i processi di business sono diversi debbano esserlo anche le applicazioni che li gestiscono. “Sono passati i tempi – spiega Stephan Scholl, Presidente di Infor – in cui una soluzione generica adattabile andava bene. Sappiamo come va a finire: la customizzazione aumenta i rischi e i costi, poi ti blocca in una specifica release del software per lungo tempo”.

Spostato al cloud questo concetto si rafforza – un applicativo in SaaS non è un prodotto customizzato – e il lavoro di personalizzazione diventa più una integrazione ad hoc dei vari micro-servizi sui cui si basano le CloudSuite e delle funzioni di integrazione offerte trasversalmente dal middleware ION.

Lato cloud tutta l’offerta di Infor si basa sui servizi di Amazon AWS: Infor vuole fare quello che sente di fare meglio – sviluppare applicazioni, oggi in logica cloud – lasciando ad Amazon il compito di sviluppare e gestire la parte infrastrutturale sottostante. “I nostri concorrenti – spiega il CEO Phillips – dicono di avere uno stack completo e ottimizzato, ma talvolta la tecnologia cambia” e l’idea di fare tutto in casa viene equiparata da Phillips al voler costruire un’automobile “assemblando i componenti, mentre ci si deve chiedere come si può offrire un servizio di trasporto”. Anche perché, sottolinea Phillips, è difficile se non impossibile fare l’hyperscaler meglio di quanto possa farlo Amazon AWS.

La "timeline" delle direttrici di sviluppo di Infor
La “timeline” delle direttrici di sviluppo di Infor

E proprio i servizi di Amazon AWS combinati con lo sviluppo Infor permettono di puntare a uno degli obiettivi della software house: la combinazione di sempre più funzioni analitiche e di automazione nella parte di gestione dei processi. Tecnicamente questa idea si basa ancora su ION come motore di integrazione XML delle varie sorgenti dati e poi su Sky Vault, ossia la combinazione di un database cloud basato su Amazon Redshift con appunto diverse funzioni analitiche. La parte Amazon sottostante permette alle applicazioni di avere a disposizione risorse virtualmente illimitate di elaborazione e di storage e quindi, spiega Phillips “la possibilità di considerare e analizzare tutto quello che è ad esempio legato a un prodotto o un processo, non solo un ambito limitato di dati e informazioni”.

L’altra direttrice di sviluppo di Infor è quella della gestione multi-enterprise, necessaria in uno scenario in cui sempre più aziende progettano e realizzano i loro prodotti in collaborazione con partner. I motivi possono essere tanti: dalla volontà di combinare diverse specializzazioni alla necessità di ridurre tempi e costi di consegna o di abbassare il costo del lavoro. Ciò però significa che alcuni processi chiave della produzione e della supply chain non sono più gestiti solo internamente e quindi, dal punto di vista dei sistemi IT, bisogna gestirli in un’ottica di dialogo e condivisione delle informazioni. Rientra in questo senso l’acquisizione di GT Nexus e della sua commerce platform, che ha portato alla nascita della Commerce Cloud.

Ora siamo nella fase di integrazione fra le soluzioni delle due aziende. I tre engine ERP M3, LN e Syteline/CSI saranno integrati nella rete di GT Nexus, operazione che è semplificata dalle metodologie di sviluppo adottate da entrambe le aziende. Ci si aspetta che questa prima integrazione si concluda nei primi mesi del prossimo anno.

Il CEO di Infor, Charles Phillips
Il CEO di Infor, Charles Phillips

Anche questa evoluzione è un altro tassello nel cloud di Infor che, secondo il CEO Phillips, l’anno prossimo potrebbe pesare già per il 50 percento del business dell’azienda. Per convincere gli utenti ad adottare l’approccio “nuvola” era stata sviluppata l’iniziativa UpgradeX, che ora si arricchisce di una nuova opzione denominata Lift and Shift: è in sintesi un programma di migrazione al cloud a fasi successive adatto agli utenti Infor che hanno software molto personalizzati o specifici, come può accadere nel settore del manufacturing.

Nella prima fase (Lift) Infor si occupa di portare in cloud i sistemi dell’utente nel giro di 4-6 settimane, mentre nella seconda fase (Shift) questi vengono “modernizzati” con le tecnologie Infor in un processo che dura da 2 a 24 mesi a seconda del ritmo voluto dall’utente. Da quel punto in poi è Infor a gestire aggiornamenti ed evoluzione del nuovo ambiente cloud.

Come al solito tutto si basa sull’infrastruttura di Amazon AWS e questo offre un elemento particolarmente sentito di questi tempi: la migrazione al cloud può avvenire nelle due “region” europee e i dati gestiti possono restare in Europa, senza passare l’Atlantico.

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