Red Hat Ansible Engine, le nuove funzionalità

Red Hat Ansible Engine 2.6 si focalizza su tre aree di automazione: Multicloud, Rete e Windows. E’ possibile espandere l’infrastruttura senza ricorrere a nuovo personale

Nel portafoglio di soluzioni Red Hat, Ansible Engine (sotto il cappello rosso da ottobre 2015) è il motore open source di automazione che opera nel provisioning di risorse, e per il rilascio delle applicazioni, così come strumento di gestione delle configurazioni. In pratica è responsabile della gestione dell’ambiente applicativo e infrastrutturale.

E’ arrivato in questi giorni alla versione 2.6 che estende le possibilità di automazione alle risorse AWS, alla Google Cloud Platform, ad Azure e VMware, con nuove funzionalità anche per gli ambienti Windows e le reti. Red Hat Ansible Engine 2.6 aggiunge quindi nuove possibilità di automazione in ambienti ibridi e multicloud, oltre a connessioni semplificate alle API di rete e aggiornamenti per l’installazione di Ansible in ambienti Windows.

Questa possibilità è abilitata in associazione a Red hat Ansible Tower che permette di estendere l’automazione su ambienti complessi – appunto gli scenari ibridi e multicloud – e sulle implementazioni di infrastrutture, reti e applicazioni eterogenee.

Red Hat Ansible Engine 2.6 permette di espandere l’infrastruttura senza bisogno di ulteriori risorse umane. Per quanto riguarda le sue potenzialità Ansible Engine 2.6 facilita il provisioning multicloud semplificato su infrastrutture virtuali on premise e public cloud attraverso moduli aggiornati per Amazon Web Services (AWS), Google Cloud Platform e Microsoft Azure. I moduli per il cloud pubblico aggiungono funzionalità da associare alle più recenti novità annunciate sulle rispettive piattaforme.

Inoltre, un nuovo modulo AWS EC2 Instance offre un’esperienza migliore in fase di provisioning e la gestione di istanze EC2. In pratica quando gli utenti effettuano il provisioning con Ansible Engine, la creazione, gestione e amministrazione continue avviene tramite un unico strumento, facilitando l’adesione alle policy indipendentemente dal cloud provider.

Il supporto è esteso anche alle infrastrutture VMware vSphere-deployed, compresa VMware Cloud su AWS, abilitando gli utenti a utilizzare l’automazione sul cloud ibrido comprese le infrastrutture legacy.

Per quanto riguarda l’automazione nella gestione delle reti Red Hat Ansible Network Automation 2.6 offre nuovi moduli vendor-agnostic che forniscono agli utenti un linguaggio comune. Con i nuovi moduli è possibile utilizzare un unico linguaggio in tutti gli ambienti di rete, Juniper e Cisco compresi.

Inoltre, nuovi meccanismi di connessione semplificano la gestione dei collegamenti ai device di rete. In ambiente Windows, grazie a plug in per Red Hat OpenStack Platform, Red Hat satellite, Red Hat Virtualization, Amazon EC2, Google Cloud Platform e Microsoft Azure ora è facilitato il modo in cui Ansible chiama gli inventari e riceve i dati, semplificando la manutenzione e l’aggiornamento dei moduli di inventario.

La landing page di Red Hat Ansible Galaxy

Oltre a Red Hat Ansible Engine 2.6, l’azienda ha presentato anche una nuova versione del servizio Ansible Galaxy (3.0) con un’interfaccia migliore, l’aggiornamento del codice, e una nuova infrastruttura containerizzata offerta da Red Hat OpenShift Dedicated. Questa release supporto anche OpenShift Ansible Broker per definire e distribuire servizi multi-container di Red Hat OpenShift Dedicated.