Ratti (Oracle): Servizi IaaS per sfidare Amazon

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Con Emanuele Ratti, country leader Systems di Oracle Italia, il punto sugli ultimi annunci di Oracle Openworld in ambito IaaS, ma soprattutto qualche spunto per spingere le aziende a osare lo spostamento verso il cloud. Anche se inizialmente ibrido

Il “piatto forte” delle novità dello scorso Oracle Openworld di San Francisco sono gli annunci IaaS. E’ Emanuele Ratti, country leader Systems di Oracle Italia, ad evidenziare l’ampliamento dell’offerta Cloud Platform in un incontro informale post Oracle Openworld qui a Milano (presentando i servizi Oracle Bare Metal Cloud, Oracle Ravello Cloud, Oracle Container Cloud e i miglioramenti dei servizi Oracle Cloud esistenti).

In sintesi: una nuova offerta nata per aiutare le aziende a gestire i carichi di lavoro attuali nel data center aziendale e impostare un progressivo spostamento verso un ambiente cloud multi-tenant, dal momento che le aziende pur avendo compreso i vantaggi del cloud pubblico, devono ancora prendere confidenza con prestazioni, sicurezza, gestione in ambiente cloud. Un ampliamento dell’offerta che sposa la strategia della coesistenza annunciata un anno fa dal Ceo Mark Hurd e che con il passare del tempo accorcia la distanza al 2025, anno in cui la migrazione al cloud pubblico dovrebbe essere reale, assodata nella mente delle persone, nella strategia delle aziende, un viaggio oramai concluso.

“Questi nuovi servizi innovativi mettono a disposizione database-as-service, storage di rete a blocchi, storage a oggetti, connettività VPN e una rete VCN (Virtual Cloud Network) software-defined protetta e privata che permette di gestire i Servizi Oracle Bare Metal Cloud come se fossero un’estensione delle proprie reti on-premise – precisa Ratti -.  Basati su cloud pubblico i Servizi Oracle Bare Metal Cloud si avvalgono di cloud server bare metal all’interno di un ambiente di rete completamente virtualizzato”.

Tecnologia e pensieri

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Tecnologia pura sicuramente in primo piano, ma è su quello che la tecnologia abilita che verte la chiacchierata con Ratti, affascinato dalle trasformazioni in atto che impatteranno sul business di molte aziende.  “Quest’anno a Oracle Openworld erano duecento i partecipanti dall’Italia, tra partner e clienti, con la presenza di molti uomini di banca, che ci hanno chiesto aiuto per ridisegnare la banca 2020, perché aziende dal calibro di Apple e Google entrano nel mercato transazionale e fanno temere – racconta -. Ho visto molta attenzione sulla tematica dei blockchain, che avrà impatto sui financial services, così come sul  nuovo bilanciamento del fatturato delle telco, dopo il crollo del business legato agli Sms a vantaggio della comunicazione via WhatsApp. Come la storia di Tesla, con macchine cosparse di sensori che rivoluzioneranno l’automotive, pronta ad entrare anche nel mercato delle utilities; infine, la partnership annunciata dal nostro ceo Safra Catz con il primo ministro indiano, che vede nella tecnologia una leva di riscatto per un salto di qualità del suo paese”.

Spunti diversi che disegnano percorsi di digital transformation in corso e che rimettono in discussione molta della vecchia tecnologia, i sistemi legacy, e impostano la trasformazione di processi end to end. Qui entra in gioco il cloud.

oracel-journey-cloudSecondo il manager, il primo passo per convincere molte aziende ad iniziare il viaggio verso il cloud sarà portare l’Erp su Iaas, una sorta di killer application. Le banche potrebbero essere il settore che si muoverà per primo, a differenza del comparto produttivo.Il cloud aiuterà a gestire la trasformazione di singoli processi messi in discussione, con una nuova modalità di go-to-market che sarà impostata su mesi e non più su anni. A tendere nel 2025 sarà tutto public cloud –  precisa Ratti – e il nostro obiettivo è offrire un cloud completo e totalmente integrato, portare tutte le aziende ad essere delle cloud company, dando supporto per la business transformation. La nostra cloud platform garantisce piena compatibilità tra on-premise e cloud”.

Il confronto tecnico con il cloud di Amazon (“costi più bassi del 20% e velocità superiore di 11,5 volte”) e le prestazioni che impattano sul costo del servizio cloud ( “a parità di prestazioni il costo del cloud Oracle è un decimo rispetto ai concorrenti)  sono un buon biglietto di presentazione ma complessivamante il cloud oggi non è ancora maturo, con la parte di computing  quasi ininfluente, mentre contano storage e networking. “Portare in cloud significa introdurre latenza, distanze da gestire – argomenta Ratti -. Il cloud è un servizio a tempo. In passato Oracle non ha spinto sullo IaaS, credeva più sul PaaS, arrivando in ritardo su questa offerta. Oggi ha l’obiettivo di portare sullo IaaS qualsiasi workload del cliente. La volontà di Oracle è mettere in discussione la leadership di Amazon, che abbiamo visto correre molto negli anni”.

Punti di partenza

Emanuele Ratti, country leader Systems Oracle Italia
Emanuele Ratti, country leader Systems Oracle Italia

Ribandendo i concetti di Mark Hurd“la leadership sul mondo del cloud ce la stiamo giocando tutti perché banalamente un’azienda non potrà avere più di uno o due cloud provider” – rimane punto fermo il fatto che il cloud sia visto come la leva per la trasformazione del business sia in ambito applicativo SaaS, sia a livello di sviluppo PaaS, sia per efficienza a livello di data center, cioè IaaS.  “Il vero ostacolo per la migrazione è lo spostamento del database, per questo la nuova soluzioni cloud @customer site,  in cui mettere un pezzo del data center a casa del cliente, permette di avere tempi adeguati per lo sviluppo” precisa Ratti sostenendo che “questa soluzione non è un punto di arrivo ma oggi indirizza un mercato dal data privacy che esiste”.

In ogni caso questa offerta non va nella direzione di un cloud personalizzato (Personalizzare il cloud è un controsenso, così come pensare a un SaaS a scaffale che porterebbe lo stesso vantaggio competitivo  a  tutte le aziende”)  mentre per le piccole e media imprese la Divisione Oracle Digital  sta impostando progetti, posizionando in modo più semplice alcuni servizi IaaS, proponendoli e gestendoli  anche telefonicamente.

Anche se tassello importante nella strategia cloud rimangono gli storici system integrator, Oracle sta costruendo un format per reclutare partner che lavorino su tecnologie di frontiera come domotica, IoT, contact center, consapevole che quello dei partner è un ecosistema che sta cambiando in modo radicale e che sarà il primo interlocutore con i clienti per declinare i loro progetti di digital transformation. Come dire: gli annunci sono solo il punto di partenza.

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