Quindici anni di intesa: Avanade copre l’ultimo miglio

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Mauro Meanti, amministratore delegato di Avanade Italy

Avanade è il braccio operativo della joint venture nata tra Microsoft (braccio tecnologico) e Accenture (braccio servizi). Un triangolo che ha 15 anni di vita e che guarda alla digital trasformation. Tre imprese complementari, guidate da Meanti, Purassanta e Benasso, incontrati di recente a Milano

Da quindici Avanade – nata nel 2000 come joint venture al 50% tra Microsoft e Accenture – continua a crescere anno su anno del 20% con 800 clienti a livello mondiale. A dirigere la filiale italiana, da meno di due mesi, è Mauro Meanti che dopo anni di esperienza manageriale all’estero e un background di 23 anni di Microsoft, si pone l’obiettivo di fare crescere questa realtà che poggia da una parte sull’anima tecnologia di Microsoft, e dall’altra sull’anima consulenziale e di system integration di Accenture, svolgendo il lavoro di coprire “l’ultimo miglio sul cliente”, il braccio operativo che porta la tecnologa Microsoft in azienda con sopporto, servizi e consulenza.

Mauro Meanti, amministratore delegato di Avanade Italy
Mauro Meanti, amministratore delegato di Avanade Italy

“Avanade è un’azienda mondiale e locale nello stesso tempo, come dimostra la scelta di affidare l’azienda a persone di talento che conoscono bene il tessuto locale, e questo mi piace” precisa Fabio Benasso, amministratore delegato di Accenture, che sottolinea come le aziende siano fatte in fondo di persone, valorizzando il peso dei talenti in ogni singola realtà. “E anche in questa joint venture le persone sono state quelle che negli anni hanno fatto la differenza, come Ezio Barbaro che da Microsoft creò l’azienda quindici anni fa”.

Per noi Avanade è un partner che porta la nostra tecnologia in azienda – dichiara Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft ma soprattutto che rende possibile la trasformazione digitale che le aziende di oggi richiedono” perché il tema che allinea le tre aziende è la digital trasformation e come i clienti voglio rispondere a questa. Un percorso che significa anche stimolare i clienti verso la migrazione delle attività sul cloud, concepire in modo diverso il digital workplace, gestire big-data analytic per finalità di business, cogliere le opportunità dell’omnicanalità e dell’Internet of Things.

Fabio Benasso, presidente e amministratore delegato Italia Accenture
Fabio Benasso, presidente e amministratore delegato Italia di Accenture

“L’obiettivo è proprio quello di accompagnare le aziende in questa trasformazione – precisa Meanti – in settori che sono dinamici, come quello di media, retail o fashion, e in quelli che ancora approcciano il cambiamento con incertezza”. In Expo 2015 il progetto Supermercato del futuro realizzato per Coop, basato sul cloud di Azure e sull’interazione di Kinect, è la dimostrazione di come si possa contestualizzare un servizio, di come cambia il retail partendo dalla consapevolezza di acquisto delle persone, di come evolvono stock, filiera, time to market. “I servizi virano al digitale e le nostre imprese italiane, con tutta la loro lentezza, si stanno trasformando” spiega Purassanta, mentre Meanti elenca altri progetti interessanti fatti in altri vertical, come per la trasformazione digitale di Rai, Cubovision di Telecom Italia o Mediaset Premium nel mondo dell’entertainment, per Eni Gas&Luce e Aviva nel mondo retail, per Linkem e H3G nel mercato delle comunicazioni.
In Italia vedo tantissimo interesse in alcuni vertical, come il retail o il travel, con una forte tensione verso il cambiamento, mentre altre realtà sono più riflessive. Ho voglia di restituire alle aziende italiane l’esperienza maturata in tanti anni di lavoro all’estero” precisa Meanti. Che Avanade non sia più un teenager (parole di Benasso) ma abbia la rilevanza per fare operazioni più grandi è un pillar per affrontare sfide più grandi. “Nelle grandi aziende vedo tanta energia – insiste Benasso – o cambi o muori. Il settore pubblico invece mi sembra più silente ma spero che l’agenda digitale spinga in modo decisivo verso l’innovazione”.

Carlo Purassanta, Microsoft
Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft Italia

Il divario tra appetito verso la tecnologia e velocità di adozione della tecnologia stessa è un paradosso italiano: i consumatori italiani hanno molto appeal sulle tecnologie ma se guardiamo quanto l’IT pesi nelle aziende vediamo che il rapporto spesa IT e PIL è molto basso. “Tre cose stanno cambiando la percezione del digitale: l’IoT che implica una rivoluzione di pensiero, la conoscenza del consumatore e l’importanza della relazione tra aziende e clienti, fondamentale in Italia, soprattutto in termini di trasparenza, come il caso Volkswagen dimostra” puntualizza Purassanta, per questo la continuità nella relazione con partner e clienti è strategica. “E’ una questione di etica di business, di reputation” precisa Benasso, garantita dalla complementarietà delle tre aziende che hanno portato Avanade a fatturare, a livello mondiale, 2 miliardi di dollari. In Italia la crescita del fatturato 2015 su 2014 è stata dell’11%.

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