Qualys, con Turani parte l’attività anche in Italia, tra cloud, sicurezza e Saas

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Emilio Turani, managing director di Qualys in Italia, Spagna e Portogallo, spiega la strategia aziendale e spiega come, in due anni, l’Italia sia balzata da due a 80 clienti, il tutto in chiave Saas

Conosciuti come quelli del ‘vulnerability assesment’, l’azienda Qualys propone un Saas per la sicurezza e compliance di cui la vulnerabilty assesment è solo una parte. Emilio Turani, appena nominato managing director per l’Italia, la Spagna, il Portogallo di Qualys, ha alzato il sipario sulla realtà che negli Stati Uniti è attiva dal 1999 ma in Italia ha visto la luce solo da un paio d’anni.

Turani, ex Stonesoft, si è portato in azienda due delle figure che con lui avevano condiviso l’esperienza in Stonesoft: Luca Besana, channel manager e Francesco Armando, Technical account manager, di Qualys Italia. La società si occupa della fornitura di soluzioni di sicurezza e conformità basate sul cloud e, quasi precursori dei tempi, Turani ha parlato di modello Saas nel mondo del vulnerability assessment. “La vulnerability assesment racchiude la vulnerability management con il threat protection rendono dinamiche e proattive la scelta della vulnerability con la parte di application scanner, il mondo network sposa l’applicativo. Oggi – spiega Turani – il modello di go-to-market è basato sull’as a service. Oggi il cliente non si deve preoccupare della gestione, costi di sospeso e della gestione della scalabilità. Copriamo il mercato delle aziende di fascia medio alta, aziende che vanno dal finance, governement, Telco, dove i numeri o gli indirizzi da proteggere sono molti. La nostra scalabilità è a garanzia di granularità e automazione perché oggi i clienti cercano un approccio legato all’automazione e alla riduzione dei costi di possesso, amministrazione e interoperabilità con i processi aziendali”.

Emilio Turani

Oggi, Qualys copre circa diecimila clienti al mondo; in Italia, in due anni, l’azienda è passata da due/tre a quasi 80 clienti in ambito enterprise.
Sul fronte partner di canale, il management della società spiega che il partner ideale deve avere un carattere consulenziale con un approccio pay per use o pay per grow.
Secondo Besana il momento della trasformazione digitale ha accelerato la connettività alla rete e la sostituzione di pc con i laptop. Il business chiede molto in termini di connessioni, videosorveglianza ma l’It fatica a stare dietro. “La digital transformation porta valore ma va gestita – dice Besana – e su questo la security va considerata. Siamo nell’era del cloud e non si può più tornare indietro”, spiega.

L’approccio al mercato prevede che la clientela enterprise si interfacci direttamente con Qualys mentre le Sme sono gestite dai partner che sono sostanzialmente system integrator che si occupano di security e massificano il mercato italiano: sono una ventina di partner che coprono le principali zone del territorio.