Amazon spinge i servizi cloud “serverless” con AWS Lambda

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Si possono abilitare servizi cloud senza dover pensare anche alla gestione dei server: Amazon in questo senso porta avanti AWS Lambda

Si possono realizzare servizi cloud senza dover anche pensare all’attivazione e alla gestione delle istanze server virtualizzate che dovono eseguirli? Secondo Amazon sì, ed è una strada fortemente consigliata per chi, come gli sviluppatori di applicazioni, dovrebbe concentrarsi più sulla parte di front-end (appunto le applicazioni) e meno sul back-end che serve a gestire aspetti infrastrutturali importanti ma che raramente sono il vero valore aggiunto delle app.

In casa Amazon la piattaforma che permette di fare tutto questo è AWS Lambda. Qui gli utenti non devono preoccuparsi di definire in anticipo e man mano adattare l’infrastruttura virtuale che deve sostenere i loro servizi. Si limitano a caricare le parti di codice che devono essere eseguite in funzione di determinati eventi, come ad esempio il caricamento di contenuti su Amazon S3, e AWS Lambda attiva le risorse del cloud Amazon necessarie a sostenere il volume di richieste di esecuzione in arrivo. L’utente paga poi a consumo, in funzione delle risorse usate e del tempo che il codice impiega per eseguirsi.

Il problema di AWS Lambda è che il modello del “serverless” cloud – il quale non è davvero senza server, ovviamente, ma solo senza gestione dei server – non è chiaro a tutti gli sviluppatori. Per questo il CTO di Amazon, Werner Vogels, ha pubblicato alcune reference architecture studiate per dimostrare l’utilizzo di Lambda in diversi scenari comuni. Le architetture sono tutte scaricabili da GitHub e comprendono il necessario (in particolare il codice) per attivare su Lambda alcune funzioni di esempio con le loro risorse.

L'architettura di riferimento per un'applicazione mobile basata su AWS Lambda
L’architettura di riferimento per un’applicazione mobile basata su AWS Lambda

Le architetture presentate sono cinque. Una è dedicata agli sviluppatori di app mobili e mostra come definire un back-end su Lambda che riceva fotografie e note di testo via S3, passando poi i testi a DynamoDB per renderli ricercabili. Una architettura per l’elaborazione in tempo reale di file mostra la conversione di file Markdown in HTML e testo, mentre una per la dimostrazione della realizzazione di applicazioni web crea un sistema che riceve voti via SMS, li aggrega in DynamoDB e usa S3 per mostrare i risultati.

Non potevano mancare le applicazioni IoT e infatti Vogels ha mostrato due architetture applicabili all’Internet of Things: una per la memorizzazione dei dati provenienti dai sensori sul campo e l’altra per l’elaborazione in tempo reale di stream di dati.

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Autore: Silicon
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