OVH acquisisce la divisione vCloud Air di VMware

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Vmware lascia a OVH la piattaforma di cloud pubblico vCloud Air. Per il provider francese rappresenterà un’importante testa di ponte nel mercato americano

Da un lato c’è un fornitore di servizi cloud su ampia scala già partner di Vmware su vCloud Air Network, dall’altro VMware, vendor di riferimento per quanto riguarda virtualizzazione, infrastrutture cloud e la gestione dei dispositivi mobile. Oggetto dell’accordo è vCloud Air. Spieghiamo in breve di che porzione dell’offerta VMware si tratta.

vCloud Air è il servizio di cloud computing pubblico basato su vSphere di VMware, virtuoso nell’abilitare una vera esperienza di hybrid cloud per le aziende, quindi dedicato a un’offerta Infrastructure As A Service. Ed è nato con tre livelli di sottoscrizione Iaas: uno per il disaster recovery, uno di cloud dedicato e il terzo di private cloud virtuale. Come servizio Pay As You Go vCloud Air conta anche Virtual Private Cloud OnDemand. Un’offerta interessante anche nel portafoglio VMware.

Lo schema di massima di vCloud Air
Lo schema di massima di vCloud Air

L’azienda ora è sempre più focalizzata su un’offerta ibrida e cross-cloud sia dal punto di vista software che dal punto di vista dei servizi, ma ha anche già stretto un’alleanza strategica con AWS per Vmware Cloud. Con la chiusura dell’acquisizione, VMware passa a OVH i data center vCloud Air negli Usa (tassello importante nella strategia di OVH per sbarcare in america), quelli europei, le operations dei clienti, e i team al servizio dei clienti;  OVH continuerà ad erogare il servizio di VMware con la dicitura vCloud Air Powered by OVH, in un certo senso sollevando il vendor da un asset che non è comunque in linea con il suo core. OVH continua come fornitore di servizi cloud a proporre ai clienti la tecnologia ibrida di VMware, e a lavorare con VMware  allo sviluppo di vCloud Air nei suoi tre ambiti: l’estensione del data center, DC consolidation e recovery.

Questa acquisizione rappresenta un tipico caso di separazione tra servizio e prodotto e tuttavia per alcuni aspetti non ci convince pienamente. OVH è tra i più grandi service provider al mondo, riconosciuto da VMware, con data center disseminati ovunque, ma potrebbe anche non risultare gradito ad alcuni clienti che allo stesso tempo vorrebbero mantenere la propria scelta vCloud Air.

Da un lato è vero che per VMware accollarsi funzioni e costi da cloud provider non è funzionale, allo stesso tempo bisognerebbe valutare su larga scala anche il possibile cambiamento di equilibri in questo mercato, in cui dopo il ferro, potrebbe essere la tecnologia a rappresentare una commodity.

A nostro avviso e per non pochi aspetti la partnership Vmware con AWS e la cessione ora di vCloud Air ad OVH da un lato rappresentano operazioni di alta focalizzazione sul business, dall’altro delineano VMware come azienda esclusivamente di tecnologie. Ora è virtuoso, negli anni potrebbe non bastare.