Nutanix: in fermento l’iperconvergenza nel segno della semplicità

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Tappa milanese del .NEXT on tour di Nutanix. I vertici Filisetti, Turcati e Uva hanno snocciolato novità e strategie legate all’iperconvergenza e alla semplicità nel cloud

Dieci anni dalla nascita in San Josè, operativa dal 2011, Nutanix è stata celebrata alla tappa milanese del .Next on Tour, l’ultima di un lungo tour che è partito lo scorso anno in America, e, nelle sole tappe italiane, ha raccolto circa 500 persone tra partner, clienti, prospect. Alberto Filisetti è il country manager Italy di Nutanix, nonché il primo che credette in questa ‘avventura’ e aprì la filiale italiana facendo in lungo e in largo per l’Italia, come lui stesso ha ricordato. Dopo Milano, Roma e poi ancora il Nord Est dove le soluzioni Nutanix hanno attecchito pesantemente, Filisetti sul palco con Christian Turcati, senior system engineer manager della società, ricorda i suoi inizi in Nutanix e l’evoluzione della società. Cloud pubblico, privato, ibrido, on premise, ma soprattutto Iperconvergenza nella semplicità sono le parole chiave che hanno costellato l’offerta della società che, di fatto, ha cercato di aprire la strada alle novità, specie in ambito storage.

Fonte: Nutanix

Abbiamo acquisito tecnologia, l’abbiamo integrata, tutto nel segno della semplicità”, spiega Filisetti. “Tra la crescita, l’evoluzione e il focus sul business, ci siamo spostati dal concetto di far investire in It le aziende alla digitalizzare e alla ‘delega’ della tecnologia. Ci siamo resi conto che in circolazione ci sono strumenti che permettono di aumentare la produttività delle imprese, liberandole dal peso, anche economico, dell’infrastruttura fisica in sede. Così facendo, avrebbero potuto concentrarsi sui veri obiettivi legati al loro core business. Lo sforzo è dunque delegare, ricordando che Nutanix è nata virtualizzando lo storage. Dopo di che – dicono Filisetti e Turcati – dovevamo e potevamo fare di più, inventando un nuovo mercato: abbiamo cambiato il concetto di storage e inventando l’iperconvergenza da storage a software defined e far digerire ai clienti il concetto di iperconvergenza è stato duro. Il punto è stato sganciarsi dagli Hyperscaler,dando la possibilità ai clienti di scegliere il meglio per loro. Stiamo ridisegnando l’hypervisor per nuova generazione e numeri alla mano dicono che oltre il 40% delle vendite ai clienti è su cyber-hypervisor. Oggi si parla di multicloud, nel 2018 si è iniziato a parlare delle periferie, con l’edge e con l’avvento dell’IoT si è creata una certa commistione. Sono nati dunque servizi per aiutare i clienti nell’evoluzione del concetto di multicloud”.

Fonte: Nutanix

Oggi, Nutanix non si ferma, se pensiamo che il 42% delle imprese è sul cloud misto, l’azienda ha annunciato un nuovo ‘cloud’ che non sia la classica piattaforma, ma una piattaforma che guardi al cloud come un erogatore di servizi. “L’annuncio è di un paio di anni fa – dice Turcati – e a breve sarà disponibile sul mercato. Abbiamo dimostrato che fare iperconvergenza sull’infrastruttura è possibile, dimostreremo che è possibile fare iperconvergenza sul cloud. Il percorso migliore è scrollarsi di dosso le rigidità del data center”, conclude.

Matteo Uva

“Oggi facciamo iperconvergenza software defined”, spiega Matteo Uva, sales maanger commercial accounts. “Abbiamo un approccio diverso perché portiamo le caratteristiche del cloud, grazie al software defined, nel data center dei clienti, richiamando così un concetto di semplificazione. Questo approccio software si estende ai fornitori di cloud privato, pubblico, dando la possibilità ai clienti di scegliere perché dobbiamo garantire la stessa user experience tra cloud pubblico e on premise”. Uva spiega meglio: “Nutanix vuole garantire la stessa user experince, quindi, se i clienti sono abituati con il loro cruscotto, dallo stesso cruscotto possono decidere di continuare o di aprire a un fornitore di cloud pubblico e lasciarlo, successivamente nel caso non ne avessero più bisogno”.

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