NetApp, il dato autoconsapevole nel futuro delle aziende smart

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Le sfide per i CTO nel 2018 e la risposta tecnologica di NetApp che intravvede profondi cambiamenti nelle architetture applicative e spinge nella proposta di soluzioni basate su memoria persistente

NetApp ha chiuso il secondo trimestre del nuovo anno fiscale 2018 e si presenta agli esami di fine anno solare in salute con ricavi netti cresciuti del 6 percento (nel confronto anno su anno), frutto delle vendite di prodotti e software rispettivamente per 807 milioni di dollari e 240 milioni di dollari, con il comparto servizi che vale 375 milioni. La parte del leone, il comparto che cresce di più, è quello degli array all-flash (+58 percento anno su anno) in linea fisiologica con le tendenze tecnologiche del momento.

Per l’Italia l’azienda riporta i dati di conclusione del suo terzo trimestre 2017  con una quota di market share cresciuta, anche se poco, di poco più di due punti percentuali, rispetto a Q3 2016 e che passa quindi dal 17,6 percento al 19,6 percento e consente a NetApp di confermarsi  il primo vendor nel comparto degli all-flash array.

E’ questa la tecnologia che soddisfa di più per indirizzare le sfide attuali: accelerare le applicazioni enterprise, soddisfare le esigenze dei data center di prossima generazione, abilitare il controllo in rapidità sulle risorse negli scenari di cloud ibrido.

Al centro della strategia NetApp pone però la sfida sui dati, non sul “ferro”. Sono sempre più distribuiti e dinamici, diventeranno “autoconsapevoli”, cioè saranno spostati e gestiti e protetti da processi intelligenti (sfruttando i metadati) che agiscono su essi senza tanti degli interventi umani ora necessari.

A seconda dei carichi di lavoro poi sarà sempre di più possibile sfruttare macchine virtuali fornite su infrastrutture di webscale piuttosto che su macchine reali. In pratica NetApp già intravvede la possibilità di approdare in modo virtuoso a una sorta di “cloud sul cloud”, alla possibilità quindi di sfruttare macchine virtuali distribuite su infrastruttura webscale, per cui gli utenti possono semplicemente richiedere risorse per specifiche attività lasciando al cloud provider il compito di assegnarle. 

Marco Pozzoni -
Marco Pozzoni – Country Manager NetApp Italia

L’obiettivo è riuscire a sfruttarli per rivoluzionare il business dell’azienda, per questo Marco Pozzoni, Country manager di NetApp Italia, parla di uno scenario Data Thriver. Sono quelle realtà che sanno essere disruptive e aggredire i mercati sfruttando le tecnologie digitali, un passo oltre chi ha saputo implementare l’utilizzo dei dati nelle linee di business, e a chi li analizza per imparare da quanto è già accaduto.

Per le realtà Data Thriver i dati sono asset primario, la loro qualità è prioritaria, e la loro generazione, lo studio e l’analisi sono diffusi attraverso tutti i processi aziendali.

In prospettiva, NetApp prevede quindi la possibilità di rendere sempre più pret a porter la lettura dei dati, in uno scenario in cui la crescita delle informazioni sarà decisamente più veloce rispetto alla velocità a cui si riesce a farle muovere, mentre è in corso una trasformazione per cui non si parlerà solo di Big Data, ma anche di “enormi tipologie di dati” per cui bisogna creare soluzioni in grado di monetizzare i dati raccolti al “bordo” dagli stessi sensori sui device con nuove architetture applicative supportate da tecnologie come la memoria persistente e da meccanismi decentralizzati per la gestione delle informazioni in modo comunque sicuro, per cui per esempio Blockchain stessa sarà un modello di riferimento.

Chi sono i Data Thrivers
Chi sono i Data Thrivers

NetApp ha lavorato nei suoi ultimi rilasci su più fronti in risposta a questa serie di esigenze. Ha cercato di trasformare la Customer Experience con soluzioni di Cognitive computing, ha avviato il servizio con Microsoft First Azure Enterprise NFS Service, ha rilasciato NetApp Ontap 9.3, e ha lavorato al completamento del portfoglio NetApp Converged Systems. In concreto meritano di sicuro una segnalazione Active IQ, soluzione con capacità analitiche predittive per il controllo completo sulla Data Fabric in una singola vista, e nell’ambito dei servizi per i clienti l’introduzione dell’assistente digitale Elio, in grado di sfruttare il cognitive computing di IBM Watson. Il portfolio dei sistemi convergenti prevede quindi oggi le proposte FlexPod, NFlex (con il marchio congiunto NetApp e Fujitsu) e NetApp HCI .