Neri (HPE): l’eccitante periodo che va dall’Edge alle nuove frontiere del dato

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Durante l’HPE Discover 2018 a Las Vegas, Antonio Neri, Ceo e president di HPE, spiega le evoluzioni strategiche della società alla luce di attualità e rapporto con i partner. Spazio all’Intelligence Edge e all’analisi del dato

Tecnologia, persone, dati economici sono i tre fattori che hanno segnato il cambiamento in Hpe negli ultimi due anni, dai tempi della scissione di HP a oggi di strada ne è stata fatta. Ma è giocoforza che in questi ultimi anni il mercato e il mondo Ict ci abbia posto di fronte a cambiamenti quasi epocali che, di fatto, continuano oggi. E’ Antonio Neri, President e Ceo di HPE, intervenuto sul palco dell’HPE Discover 2018 a Las Vegas, ad aprire le danze su questo cambiamento.

Un cambiamento che, di fatto, ha coinvolto anche lui, dato che si è ritrovato a rivestire il ruolo che aveva in precedenza Meg Whitman. Di origini italiane, con moglie tedesca, Neri parla di “eccitante momento di mercato del cambiamento: la digital transformation è ovunque: dall’Edge fino alle nuove frontiere del dato e del cloud model dei partner che è in costante accelerazione perché i dati sono sempre prodotti”, spiega.

Ci sono i sensori che raccolgono e inviano dati continuamente e le nostre imprese si troveranno a dover analizzare sempre più dati e correlarli attraverso fenomeni di tipo diversi, raccoglierli e correlarli in un modo economicamente sostenibile, “Le aziende non possono spendere cifre immense per raccogliere dati e sarebbe impossibile se lo facessimo con le architetture del passato: servono piattaforme rivoluzionarie diverse ed è questa la missione di Hpe. Attraverso la guida di Antonio Neri, che ha preso il posto a ceo di Meg Whitman, ed è il primo Ceo dopo 20 anni che arriva dall’interno dell’azienda, è un segnale: stiamo riconducendoci verso una crescita organica come innovatori che porta sul mercato le nuove categorie tecnologiche per la valorizzazione dei dati”, spiegava Stefano Venturi, presidente e amministratore delegato di HPE Italia durante l’HPE Italian Summit 2018.

Antonio Neri

HPE sta realizzando nuove architetture hardware con intelligenza artificiale. “Stiamo utilizzando intelligenza artificiale per far rendere al meglio le infrastrutture realizzate con gli investimenti dei clienti: l’intelligenza artificiale può fare tanto. Si pensi all’acquisizione di tecnologie: HPE ha acquisito Nimble, in particolare la piattaforma di predictive maintence che è utilizzabile anche su proactive maintenance su sistemi storage. I risultati di installazione dai clienti sono buoni per quanto riguarda l’abbattimento delle problematiche dei sistemi di storage e li porteremo su tutti gli elementi del data center per arrivare all’autonomous data center. I punti su cui investiamo per la valorizzazione del dato dei clienti è In memory computing: siamo arrivati a 48 terabyte di memoria live, abbiamo già realizzato prototipi di 160 terabyte, dove ci starebbero tutte le cartelle cliniche degli utenti del mondo, si pensi all’estensione e a dove si potrà arrivare”.

HPE sta investendo poi su High performance computing. Il compito dell’azienda è realizzare modelli più snelli per le medie aziende per la valorizzazione dei dati in modo sostenibile: mobile engagement, mobile e data collection engagement riassumibili nel networking che, dopo l’acquisizione di Aruba sta valorizzando i clienti nel retail con il marketing posizionale. “I dati vanno raccolti e non solo elaborati, abbiamo quindi soluzioni di Edge che fanno prelavorazioni, quindi uso dell’intelligenza artificiale per la sicurezza nel punto in cui si raccolgono i dati. Io devo capire i comportamenti non posso mettere un firewall su ogni sensore, devo capire cosa fa quello specifico sensore. Per aiutare i clienti della trasformazione abbiamo i nostri servizi tecnici in collaborazione con i partner perché la strategia che portiamo avanti è tecnologica portando i clienti da vecchio a nuovo mondo attraverso l’innovazione. I clienti ci chiedono velocità, dobbiamo farlo su decine di migliaia di clienti e lo facciamo con partnership, sia a livello tecnologico, sia con partner locali che a km 0 portano innovazione presso i clienti. I nostri clienti sono fondamentali ai fini della trasformazione degli ambienti e per questo abbiamo varato qualche mese fa un sistema a consumo, attraverso il quale i clienti che hanno necessità di affrontare i picchi di lavoro, utilizzano la nostra tecnologia e ne pagano solo per il consumo che ne fanno”, sosteneva Venturi.

Stefano Venturi, Corporate Vp e amministratore delegato gruppo Hewlett Packard Enterprise in Italia
Stefano Venturi, Corporate Vp e amministratore delegato gruppo Hewlett Packard Enterprise in Italia

E, a questo punto, Neri si è soffermato sulle tre trasformazioni che hanno riguardato l’azienda: tecnologia, persone e dati economici. “Per tutto quanto, dobbiamo avere partner che accelerino i sogni nel futuro. E’ stata realizzata una software defined platform che aiuti a connettere ogni Edge e ogni cloud, le next generation application e monetizzare attraverso i dati”.

Hpe è one platform, specifica Neri nel suo intervento, spiegando che grazie ai partner sono state attivate circa un milione di licenze. Neri parla delle recenti acquisizioni di Nimble, in ambito Intelligence software defined storage e hybrid cloud; Flexxi per quanto riguarda il software defined networking solution e, infine, l’apporto di Aruba.

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