Santini (Microsoft): Non c’è IoT senza cloud

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Il business dell’IoT viaggia parallelo alla diffusione del cloud, della banda larga e dei servizi. Ne parliamo con Fabio Santini, Direttore della Divisione Developer Experience & Evangelism di Microsoft Italia, che preferisce chiamare IoT “Internet of your things” e abilita gli sviluppatori a pensare a nuovi business

L’idea di Internet of Things è ancora oggi da chiarire, perché riguarda non solo oggetti ma progetti complessi, in un processo end to end che coinvolge oggetti, servizi, infrastrutture. Da chiarire perché tutti ne parlano e sono già schierati sulla linea di partenza device e i sensori wearable che producono e ricevono informazioni per le più svariate applicazioni (industriali, fisiche, metereologiche, metropolitane…), senza che il via alla corsa, più simile a una maratona che a una sprint, sia stato ufficialmente dato.
Una partenza lenta ma che ha tutte le carte in regola per arrivare a fare i numeri che il mercato si aspetta (50 miliardi di dispositivi connessi entro il 2020) ma che necessita di tempo e passaggi importanti, per spingere le aziende italiane a cogliere nuove opportunità.

Che di opportunità ce ne siano è convinto Fabio Santini, Direttore della Divisione Developer Experience & Evangelism di Microsoft Italia, che crede “che Internet delle cose, nelle cose, sarà un processo che subirà un’accelerata con l’arrivo di Windows 10 in autunno, un sistema operativo ideato per girare su qualsiasi device. Windows 10 diventerà il sistema operativo delle cose e aprirà il mondo a nuovi sviluppatori”.

Fabio Santini, Direttore della Divisione Developer Experience & Evangelism di Microsoft Italia
Fabio Santini, Direttore della Divisione Developer Experience & Evangelism di Microsoft Italia

Un’evoluzione che non può prescindere da altri fattori: Cloud e Analytic. “Non c’è IoT senza cloud” sostiene Santini.
Serve banda larga per raccogliere informazioni da scambiare tra data center e aziende, per gestire migliaia di dati raccolti da infiniti sensori in grado non solo di inviare ma anche di ricevere informazioni. “Oggi abbiamo linee più veloci a ricevere le informazioni che a mandarle, invece nel mondo dell’IoT sarà molto importante focalizzarci sulla capacità di mandare i dati dai sensori al cloud – precisa Santini -. C’è la possibilità di una cloud infinita, con una capacità di banda elevata e una capacità di memorizzare i dati che possa essere a basso costo. Per rispondere a questa richiesta abbiamo 19 data center distribuiti a livello mondiale con un’offerta di banda garantita da Microsoft stessa, mentre i nostri competitor offrono banda di terzi. In Europa, i due data center ad Amsterdam e Dublino rispettano normative europee per trattamento di dati, certificazioni, gestione, sicurezza”.

Per la parte di Analityc entrano in gioco servizi pensati per l’loT come Event Hubs, un servizio che dopo avere analizzato trilioni di informazioni in real time e averle elaborate, scarta quelle poco rilevanti e tiene solo quelle privilegiate. O come Machine Learning, un sistema che permette di analizzare i dati e grazie ad algoritmi previsionali stima ciò che potrà accadere (eventi climatici, interruzioni di servizi, guasti…). “Se oggi il processo comune alle aziende è ‘controllo e reagisco’  con Machine Learning il sistema permette di anticipare le reazioni grazie all’analisi di errori precedenti sui quali il sistema stesso autoimpara. Un sistema nel cloud che è applicabile a qualsiasi tipo di processo, analizzabile da data scientist e aperto permetteno a qualunque utente di inserire un proprio algoritmo. Se in passato l’aspetto previsionale era un affare per poche aziende con budget da dedicare, con il cloud questa tecnologia è a disposizione di tutti a costi accessibili. Algoritmi, analisi in real time, capacità previsionali aprono scenari molto importanti non solo nell’ambito dell’allarmistica ma anche di molte attività produttive”.

Rimane fondamentale l’aspetto della formazione dei partner che possono costruire business nuovi e il coinvolgimento anche di pmi e start up interessate ad allargare il proprio raggio d’azione. Per loro sarà importante accedere al nuovo centro di competenza dedicato all’Internet of Things in costruzione a Torino, che vedrà la luce nei prossimi mesi grazie alla consolidata collaborazione con l’Istituto Superiore Mario Boella e che sarà un polo dove clienti potranno toccare con mano tecnologie e prototipi. “Sarà un centro aperto a tutte le tecnologie, non solo Windows ma anche Linux, per fare ricerca applicata. Oltre ad essere un hub di esperienza in ambito IoT farà formazione, con workshop e esperienze immersive, e aiuterà le aziende a conoscere i bandi e le iniziative italiani ed europei per accedere a finanziamenti pubblici e privati” conclude Santini.

La roadmap di Windows 10 confermata per l’autunno sarà una leva molto importante per spingere gli sviluppatori (più di 100.000 in Italia) a guardare il mondo dell’Internet of Things o di Internet of Your Things, come preferisce definirlo Santini, mettendo in quel “your” l’oggetto del “tuo” business, sia questo di grandi aziende, pmi o start up.

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