Microsoft lancia ufficialmente PowerApps e Flow

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Dopo diversi mesi di test con partner e clienti, PowerApps e Flow si propongono come strumenti per la generazione di applicazioni e flussi di lavoro

Dopo circa sei mesi di disponibilità in anteprima per alcune decine di migliaia tra clienti e partner, Microsoft ha reso disponibili a tutti i potenziali utenti le piattaforme PowerApps e Flow, che ora fanno parte di Dynamics 365 e delle versioni business di Office 365. I due nuovi strumenti vanno ad affiancare Power BI in quello che James Phillips, Corporate Vice President Microsoft Business Applications, ha definito come il “power trio”, ossia un insieme di tool che permette ai “power user” di eseguire funzioni che prima avrebbero richiesto competenze di programmazione.

In tutto questo ciascuno dei tre elementi ha un suo ruolo specifico, anche se sono stati progettati per lavorare in sinergia. Come già sappiamo, Power BI è dedicato all’analisi e alla visualizzazione dei dati aziendali. Flow serve invece ad automatizzare i processi di business e PowerApps a realizzare applicazioni web e mobile senza scrivere codice.

PowerApps e Flow sono servizi basati su Microsoft Azure: risiedono sul cloud e soprattutto conservano in cloud alcuni elementi trasversali che consentono alle applicazioni e ai flussi di lavoro di condividere informazioni. Uno di questi elementi chiave è il Common Data Service, un database su Azure che contiene le strutture dati formalizzate delle informazioni gestite dall’azienda: contatti, opportunità di vendita, informazioni sui dipendenti, agende e molto altro.

Una app PowerApps integrata in SharePoint
Una app PowerApps integrata in SharePoint

Questa standardizzazione delle informazioni trasversalmente ai vari moduli permette di creare applicazioni e workflow senza partire da zero e soprattutto sfruttando le informazioni che sono già presenti. La disponibilità di connettori verso le principali applicazioni, con in prima fila ovviamente Microsoft Office 365 e Dynamics 365, permette di definire applicazioni e wokflow che interagiscono con centinaia di piattaforme business e database. Il valore è anche nel fatto che in questo modo si coinvolgono processi che in precedenza potevano anche essere del tutto separati.

L’integrazione con Azure si esprime anche nella possibilità di collegare le applicazioni e i flussi di lavoro generati da PowerApps e Flow con vari servizi che Microsoft eroga in cloud, compresi quelli di sviluppo e analytics. I dati in cloud possono essere combinati con quelli conservati in locale attraverso il cosiddetto On-premises data gateway.

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Autore: Silicon
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