Microsoft fa debuttare Azure IoT Hub

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Disponibile ufficialmente Azure IoT Hub, la “nuvola” che fa da ponte tra oggetti e applicazioni in cloud. Con un buon gruppo di partner hardware.

Microsoft prosegue sulla strada dell’Internet of Things rendendo disponibile l’Azure IoT Hub. Come per altre piattaforme cloud studiate per la comunicazione con gli oggetti connessi e per la loro gestione, prevede un meccanismo in cui il singolo oggetto viene “registrato” al cloud e da quel momento può inviare all’hub i suoi messaggi di stato e i dati che ha raccolto. Queste informazioni vengono poi passate alle applicazioni, sempre in cloud, che sono state sviluppate per gestire gli oggetti e i loro dati.

L’Azure IoT Hub fa quindi da ponte tra i dispositivi sul campo e le loro applicazioni nel cloud, garantendo una comunicazione bidirezionale attraverso i protocolli principali delle soluzioni IoT come MQTT, HTTPS e AMQPS. Elemento importante, l’IoT Hub si integra direttamente con altri servizi Azure come Azure Machine Learning e Azure Stream Analytics.

azure iot hub
Gli “oggetti” supportati dall’Azure IoT Hub

Per Microsoft l’IoT Hub fa da servizio base, ma non basta per velocizzare lo sviluppo di soluzioni IoT personalizzate. Accanto all’Hub c’è quindi anche la Azure IoT Suite, ossia un insieme di soluzioni preconfigurate per vari scenari di utilizzo dei sistemi IoT, come il monitoraggio da remoto dei macchinari o l’asset management. L’idea è quella di presentare architetture-tipo che sono solo da adattare alle proprie esigenze e non da sviluppare da zero.

Con il lancio ufficiale del’IoT Hub arriva anche la formalizzazione delle alleanze che Microsoft ha realizzato in questi mesi nell’ambito del programma Azure Certified for IoT. Lo scopo era garantire sin dal debutto che i componenti hardware sviluppati da terze parti fossero compatibili in toto con la piattaforma Microsoft.

Lato hardware vero e proprio i sistemi supportati direttamente al debutto sono Beaglebone Green e Black, Minnowboard Max, Intel Edison, Raspberry Pi 2, Freescale FRDM K64, TI CC3200 e Arrow DragonBoard 410c. I sistemi operativi supportati sono Linux, mbed, RTOS e Windows. In realtà il programma ha un raggio d’azione più vasto e Microsoft cita il coinvolgimento di una trentina di aziende di peso come Advantech, Dell, HPE, Libelium e anche Arduino.

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