Bandinelli (Aruba), la proposta data center esalta l’identità infrastrutturale riconosciuta dal mercato

CloudDatacenter

La componente infrastrutturale di Aruba è fondamentale sia per il business, sia per il posizionamento nel mercato a livello italiano ed europeo. Massimo Bandinelli, marketing manager Cloud e Data center di Aruba, mette a fuoco con Silicon Italia percorsi e strategie

In occasione di Smau 2018 incontriamo Massimo Bandinelli, marketing manager Cloud e Data center di Aruba, con cui mettiamo a fuoco la strategia di Aruba Business. E’ la divisione di Aruba focalizzata sul canale e i rivenditori e Smau resta un’occasione fondamentale di incontro dell’azienda con i partner e i professionisti del Web, prima ancora che con gli utenti finali.

Spiega Bandinelli: “La proposta Business è sul mercato oramai da tre anni. E in tre anni ha continuato a crescere. Il prodotto di punta ovviamente sono i servizi di hosting”. La maggior parte dei clienti Aruba infatti è costituita da Web Agency, da creativi sui siti che lavorano per i clienti finali. Nel corso dell’ultimo anno però Aruba ha profilato ulteriormente i servizi e gli strumenti per lavorare con maggior facilità, risparmiando su tempi e costi. Tempi e costi che restano priorità assolute per questi professionisti, preoccupati di fare manutenzione e implementazione in modo sempre più rapido.

Massimo Bandinelli, marketing manager Cloud e Data center di Aruba

Prosegue Bandinelli: “Anche il più piccolo strumento in grado di ottimizzare un singolo task può risultare fondamentale se si pensa come i benefici si riverberino su centinaia di siti curati”. Per questo Aruba Business ha rinnovato il pannello di gestione dell’hosting e dei servizi, che ora è davvero il punto di forza dell’offerta, ma anche fondamentali strumenti a corredo dell’hosting come WordPress Toolkit, e gli strumenti come Plesk e cPanel, per una gestione più flessibile ed elastica dell’ambiente di hosting.

Anche solo arrivare a un’offerta granulare nella possibilità di gestire lo spazio hosting per i clienti può essere strategico e ora Aruba mette a disposizione anche la condivisione di Ram, l’offerta di maggiore spazio disco e la flessibilità di risorse per il computing.

Aruba Business, sin dalla nascita, ha potuto beneficiare di un ottimo rapporto con i propri rivenditori, il riscontro di roadshow e anche  Smau ne sono la conferma, da qui anche l’evoluzione della proposta.

Bandinelli conferma: “Proprio dal confronto è emerso come l’automazione sia assolutamente necessaria. Ci si sta muovendo dalla concezione di ‘singolo sito’ a un ‘parco di siti’ da gestire in modo automatico (20/100 siti alla volta). La domanda oggi delle Web Agency è infatti: ‘quali sono i plugin da aggiornare sui  tanti siti che mi trovo a gestire?’ Un’altra prospettiva rispetto al passato. Non solo. A fronte dal desiderio di automazione e smaterializzazione dell’infrastruttura ecco che i rivenditori da un lato ci chiedono di gestire il meno possibile, per metterci solo intelligenza di designing, ma ci sono anche rivenditori, e il loro numero è crescente, che desiderano gestire a basso livello l’infrastruttura. Da qui il successo della proposta anche di piattaforme cloud e di Aruba Cloud e quindi di server dedicati o strutture di co-location ad hoc, e di quello che sta tra ferro e hosting”. 

Un’immagine di Aruba Global Cloud Data Center di Ponte S. Pietro

Aruba ha dovuto e saputo rimodulare così anche la propria proposta data center. Bandinelli: “Possiamo modellizzare questo percorso in tre momenti. Il primo ovviamente è stata la costituzione primordiale del DC di Arezzo, nato per supportare il business core di Aruba. Poi ci siamo accorti di come il data center in sé fosse strategico per la vendita di servizi (co-location, sale dati dedicate, etc.), abbiamo quindi deciso di riposizionarci come player nel mercato dei data center. L’anno scorso il via quindi all’operatività di quello a pochi chilometri da Milano (200mila metri quadrati), quasi del tutto opzionato nella sua superficie specifica di 10mila metri quadrati di sale dati. E ora ne sono in costruzione altri due sempre nella zona di Ponte S. Pietro. Infine in estate è stata annunciata la costruzione del DC romano per servire il mondo della PA e aprirsi al centro sud, oltre che facilitare i poli strategici Roma/Milano”.

Una nota chiara che ri-connota e rafforza l’identità fortemente infrastrutturale di Aruba. Le aziende che si affidano ad Aruba richiedono sempre un livello altissimo di compliance e sicurezza, e tutte le tecnologie dietro questi due requisiti restano strategiche. Bandinelli: “Se si vuole essere attrattivi non solo per le PMI, ma anche a livello enterprise, bisogna saper investire in modo appropriato; Aruba ha poi a cuore anche il concetto di green, che esso stesso è tecnologia (i DC di Aruba sono al 100 percento alimentati da fonti di energia rinnovabili)”.

Aruba Cloud, un’apertura internazionale

DC – ferro – e hosting, ma non solo, infatti Aruba.it ha poggiato la sua vocazione internazionale su Aruba Cloud che addirittura è nata ancora prima di Aruba Business. Lo scopo è di coprire quella fetta di mercato che richiede servizi virtuali, proprio tra una proposta di infrastruttura pura e il servizio di hosting, completando la filiera. Aruba con Cloud.it è protagonista importante sul mercato italiano e cresce all’estero con Aruba Cloud. Tra server fisici e virtuali Aruba conta più di 140mila unità. Oltre al public cloud cresce anche la sfera di cloud privato, soprattutto nell’Europa dell’Est e in Francia, come deve proorre un vero player europeo. Così come piace la proposta a chi negli Usa ha bisogno di installare piattaforme con base europea.

La maggior parte del fatturato non è cubata da Aruba Business e Aruba Cloud. La parte storica del fatturato maturato con i servizi di registrazione di dominio, hosting e di servizi come PEC, è ovviamente ancora largamente preponderante. Soprattutto i servizi accessori alla registrazione del dominio sono, ancora oggi, in espansione. E tuttavia la sfera DC ed enterprise sta acquisendo un sempre maggior peso economico per il fatturato complessivo di Aruba e la direzione strategica è ben delineata. Bandinelli non ha dubbi: “Il mondo della grande industria è decisamente in movimento, le prospettive di Aruba ora convergono proprio lì sullo sviluppo del segmento di servizi e del supporto per le grandi aziende che sono estremamente coinvolte. Ci poniamo come partner e fornitore di infrastruttura, noi mettiamo il contenitore e il cliente i contenuti, a qualsiasi livello, dalla sala dati all’hosting” .

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