Maersk e IBM, la blockchain per le filiere digitali

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Maersk e IBM pronte a dare vita a una joint venture per portare le tecnologie blockchain nell’ambito della movimentazione delle merci. Si parte con due soluzioni, per la visibilità della supply chain e la digitalizzazione dei documenti

Ogni anno nel mondo vengono spedite merci per un valore complessivo di circa 4 mila miliardi di dollari, e l’80 percento di esse è trasportato via mare. Il dato davvero impressionante è che la produzione della documentazione per ogni passaggio corrisponde a circa un quinto dei costi fisici del trasporto, il 20 percento. Il World Economic Forum evidenzia come la riduzione di costi e barriere permetterebbe al commercio una crescita valutabile intorno al 15 percento con i relativi sviluppo economici e riflessi positivi sull’occupazione.

In questo scenario IBM e Maersk hanno deciso di collaborare allo sviluppo delle tecnologie blockchain per fornire sistemi più efficienti ed economici in ambito commerciale e per le filiere digitali. Le aziende già si conoscono, dal 2016 quando le piattaforme blockchain e le tecnologie basate sul cloud sono state testate da molteplici organizzazioni come DuPont, Dow Chemical, Tetra Pak, Port Huston, Rotterdam Port Community System Portbase, la Customs Administration olandese e la Customs and Border Protection statunitense.

La joint venture ora vorrà offrire al mercato una piattaforma digitale unica, aperta (sviluppata su open standard), per abilitare l’intera catena di distribuzione e acquisto e facilitare le attività di movimentazione merci mantenendo su di esse uno stretto controllo. L’interesse è elevato. Diverse aziende, infatti, hanno già espresso interesse per il progetto e stanno esplorando modalità di utilizzo della piattaforma: General Motors e Procter and Gamble – per la semplificazione delle complesse supply chain gestite – ma anche spedizionieri e aziende di logistica come Agility Logistics per migliorare i servizi di espletamento delle formalità doganali.

In diversi contributi abbiamo spiegato i vantaggi delle tecnologie blockchain. In pratica l’idea di base è quella di affidarsi a una sorta di libro mastro distribuito, che permette la condivisione fissata nel tempo e poi immutabile di tutte le transazioni che avvengono in un determinato circuito, così che ogni parte interessata sia allo stesso tempo garante della transazione registrata e possa avere accesso alle informazioni affidabili.

Ogni partner, nel flusso di dati, è attore di una nuova forma di comando e allo stesso tempo di consenso e può collaborare con gli altri in modo che nel circuito sia fornita sempre una visione unica su tutte le transazioni, senza alcuna possibilità di compromissione e soprattutto senza bisogno di un ente terzo che fa da garante e depositario unico dei processi. 

La piattaforma studiata da Maersk e IBM sfrutta quindi blockchain ed ovviamente le risorse cloud, ma anche l’Intelligenza Artificiale, IoT, e le soluzioni di analisi degli IBM Services per aiutare tutto l’ecosistema nelle operazioni di movimentazione e tracciamento, quindi dai produttori agli spedizionieri, ma anche le autorità doganali e, in ultima analisi pure i consumatori. La tecnologia blockchain è di IBM, fornita attraverso IBM Cloud e basata su Hyperledger Fabric 1.0, un framework blockchain e uno dei progetti Hyperledger ospitati da Linux Foundation

Maersk e IBM – L’infografica spiega i benefici delle tecnologie supply chain

Si parte con due funzionalità. Shipping Information Pipeline, garantirà la visibilità di tutti gli stadi del processo della supply chain per consentire alle parti coinvolte di scambiare le informazioni su ogni evento spedizione. La seconda funzionalità porta il nome di Paperless Trade, digitalizzerà e automatizzerà i documenti cartacei consentendo agli utenti finali di inviarli, convalidarli e autorizzarli in modo sicuro. Contratti intelligenti abilitati dalla tecnologia blockchain assicurano l’adempimento e la velocizzazione di tutte le autorizzazioni richieste al fine di ridurre gli errori.

 Maersk e IBM ora sono in fase di istituzione di un comitato consultivo composto da esperti d’industria per contribuire a definire ulteriormente la piattaforma e i suoi servizi, fornire indicazioni e feedback su importanti fattori industriali e promuovere standard aperti, l’obiettivo è ovviamente quello di generare una nuova società, come la formula della joint venture richiede, con sede nell’area metropolitana di New York. Alla guida della nuova socità Michael J. White, ex-Presidente di Maersk Line nel Nord America.

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