Larry Ellison lascia il comando di Oracle

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Dopo 35 anni, Larry Ellison si dimette da CEO di Oracle, ma rimane in azienda come CTO e presidente. Nominati due Co-Ceo: Mark Hurd e Safra Catz. Il primo con competenze più focalizzate su sales, marketing e support. La seconda sugli aspetti finanziari e legali. Annuncio a sorpresa a pochi giorni dall’Oracle Openworld di San Francisco

L’annuncio è arrivato a sorpresa con un comunicato stampa ufficiale da parte di Oracle ieri pomeriggio dopo la chiusura dei mercati finanziari. Dopo 35 anni di onorata carriera, Larry Ellison lascia i vertici di Oracle, dopo avere creato l’azienda nel 1977, averla seguita, accudita, fatta crescere in modo organico e per acquisizioni, guidata senza interruzioni di sorta fino ad oggi. Non uscirà di scena, in quanto rimarrà CTO e presidente dell’azienda, passando il timone di CEO al tandem Mark Hurd e a Safra Catz, entrambi già presidenti della società.

Larry Ellison
Larry Ellison

Due background differenti per i nuovi co-ceo: Mark focalizzato su vendite, marketing e supporto, Catz focalizzata sugli aspetti legali e finanziari che manterrà inoltre il ruolo di Chief Financial Officer. Con Ellison che continuerà a seguire ciò che da sempre è la sua grande passione, la tecnologia, l’evoluzione della roadmap.

Il passaggio sarà nel segno della continuità: Hurd arrivato da Hp nel 2010 era stato fortemente voluto da Ellison che ne apprezzava determinazione e polso, e Catz in azienda dal 1999 era sempre stata la donna designata a succedere al grande capo, nel giorno del suo ritiro.

Un annuncio che arriva a poco più di  una settimana dall’apertura dell’Oracle Openworld a San Francisco, dove Ellison era solito intrattenere con il suo piglio la platea di sviluppatori e partner con entrate in scena teatrali, grandi demo, spingendo una nuova proposizione che aveva visto negli ultimi anni allargare la strategia dal software database ai sistemi ingegnerizzati, soprattutto dopo l’acquisizione di Sun Microsystems e che vede oggi, nella spinta verso il cloud computing, la definizione di una nuova Oracle anche sotto un aspetto organizzativo.

Mark Hurd
Mark Hurd

Un modello che si sta replicando anche nelle country locali. In Italia, una nuova squadra di giovani manager (la più giovane in Emea)  sta mettendo a punto da quattro mesi un strategia per far capire al mondo delle imprese che Oracle può essere al centro della trasformazione digitale delle aziende. “In un contesto in evoluzione che sta cambiando e che si sta spostando verso il cloud, crediamo che la risposta migliore che Oracle possa dare alle aziende stia nel guidarle in un percorso di adozione di cloud ibrido. Abbiamo gli elementi che possono guidare questa trasformazione, rispondendo alle esigenze di grandi aziende ma anche di realtà medie: una completezza nell’offerta cloud e nei modelli di deployment, una piattaforma di gestione dei dati, la capacità di semplificare i data center, la tecnologia best of breed” sintetizza Fabio Spoletini, da poco nel ruolo di country leader Oracle Italia e VP Technology in occasione della presentazione della nuova squadra che vede Giovanni Ravasio, country Leader Applications lavorare sulla definizione del marketplace anche in Italia, e Emanuele Ratti, focalizzato su hardware e software ingegnerizzati insieme, come Country Leader Systems di Oracle Italia. “Non a caso il tradizionale appuntamentto dell’Application Day che si terrà a Milano il 21 ottobre si chiamerà da quest’anno Oracle Cloud Day – precisa Ravasio – proprio per spingere il cloud per il business”.

Safra Catz
Safra Catz

Tornando al CEO dimissionario, Ellison lascia Oracle in buona posizione finanziaria con una capitalizzazione di 184 miliardi di dollari e ricavi annui di 38 miliardi di dollari, dopo aver chiuso il primo trimestre dell’anno fiscale con un incremento del 3%. Personalmente si godrà una pensione dorata, con un patrimonio personale stimato di oltre 46 miliardi di dollari (fonte Bloomberg Billionaires Index), e molteplici passioni di cui non ha mai fatto mistero, dall’America’s Cup, alle auto, agli aerei, agli Open di tennis, alla casa in stile giapponese nella Silicon Valley fino all’acquisto dell’isola Lanai alle Hawaii lo scorso anno. A settant’anni appena compiuti si ritira dal comando.

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