Insight, l’IT italiano a supporto del business, tra paure e cambiamento

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Tra le aziende italiane l’IT è riconosciuto motore di cambiamento, ma i professionisti ritengono ancora oggi di non disporre degli strumenti adatti per sostenere sfide complesse. Le evidenze di Intelligent Technology Index 2018

Insight, realtà che si occupa della fornitura di soluzioni tecnologiche e di consulenza nella gestione di contratti IT complessi ha pubblico i risultati del suo report Intelligent Technology Index 2018interessante per la presenza nel campione anche delle realtà italiane.

La prima evidenza riguarda proprio quest’ultime con le cifre che raccontano come per le nostre imprese l’IT stia assumendo responsabilità crescenti quale motore di cambiamento, ma la stragrande maggioranza dei professionisti IT italiani ritenga di non avere ancora gli strumenti adatti – in termini di infrastrutture, budget e roadmap – per affrontare sfide sempre più complesse e trasformare il business.
Vediamo i numeri, con un focus sul rapporto tra gestione ordinaria e innovazione.

Le criticità

Il 76% dei responsabili IT italiani è convinto che l’IT sia destinata a fallire, se la necessità di far funzionare i sistemi di base impedisce alla struttura di evolvere verso progetti d’innovazione a supporto del business. Il principale punto dolente per l’IT è proprio la manutenzione/supporto costante (32 percento), probabilmente perché richiede risorse che defocalizzano dai processi d’innovazione, impedendo di avere un ruolo determinante per la crescita dell’azienda.

Ed entrando nel merito dell’ottimizzazione dell’infrastruttura IT, emergono diverse sfide: in primis l’investimento in servizi a supporto (43%), l’implementazione di una strategia di gestione dati che faccia leva sul Cloud (38%) e l’integrazione di device mobili e ibridi che non minaccino l’architettura core (36%).

Le preoccupazioni dei professionisti IT
Le preoccupazioni dei professionisti IT

I responsabili IT ritengono di non avere a disposizione un quadro ideale per fare bene e aree sui cui sarebbe necessario migliorare la collaborazione tra business leader e IT leader quindi emergono esigenze in conflitto e risorse non sufficienti per supportare efficacemente l’organizzazione (67%); mancano ruoli e responsabilità ben definiti all’interno dell’organizzazione (38%) e all’IT viene spesso richiesto di supportare l’innovazione, nonostante i processi e le pratiche di business in essere non stiano evolvendo per raggiungere questo obiettivo (20%).

Cosa preoccupa i manager italiani?  Il controllo dei budget e dei costi (86%), la data privacy (94%), la manutenzione della dotazione IT (85%), l’attrazione dei talenti (81%), ma anche aspetti d’impatto sul business come il miglioramento della customer experience (92%) e il customer engagement (84%).

Le soluzioni

Alcune risposte arrivano direttamente dai Managed Services Provider (MSP) e grazie al Cloud Computing. E soprattutto si fa strada una sorta di approccio bimodale ai talenti IT. Quindi tramite la disponibilità di un team focalizzato sui processi ordinari e un altro sull’innovazione, in modo da riuscire a gestire al meglio le due esigenze: nel 63% dei casi è in qualche misura attivo un approccio di questo tipo e nel 27% emerge un’adesione totale a questo tipo di modello. E la stragrande maggioranza delle realtà che utilizzano almeno in parte un approccio bimodale si è adattata abbastanza bene (74%) o addirittura molto bene (25%).

Un numero crescente di aziende pone l’accento su servizi gestiti: mediamente tra le aziende italiane il 30% del budget IT è dedicato ai cosiddetti managed services. E i principali motivi sono la necessità di ottimizzare la gestione IT e migliorare la governance (56%), il desiderio di supportare i dipendenti consentendo loro di gestire al meglio e personalizzare i propri strumenti tech (44%) e la volontà di liberare le risorse IT interne da dedicare a iniziative a supporto del business (34%). In virtù di queste priorità la stragrande maggioranza dei responsabili IT (82%) conta di investire in servizi gestiti nei prossimi 12/24 mesi.

Perché si investe nei Managed Services

A sua volta anche il cloud computing è riconosciuto come leva strategica. I responsabili IT, a livello globale, dichiarano di aver migrato su cloud pubblico il 53 percento dei workload aziendali e nell’ultimo anno  il 67% dei responsabili IT dichiara di aver investito in Saas, il 61% in security as a service, il 52% in Iaas, ma solo il 31% ha investito in disaster recovery as a service. L’impatto positivo emerge in modo evidente: il 60% di coloro che hanno adottato il cloud dichiara sia stato di grande beneficio e il 39% comunque di qualche beneficio.

Il Cloud aprirebbe nuove opportunità anche in ambito Internet of Things. La maggior parte delle realtà italiane ha integrato l’IoT nella propria strategia IT: il 57% del campione per l’innovazione di prodotto, il 43% per la relazione con il cliente, il 39% per la gestione della supply chain e logistica.

Con il cloud vengono però anche confermate tutte le preoccupazioni relative che ancora caratterizzano i processi di innovazione, riguardano il rispetto della sicurezza dei dati (52%), la disponibilità dei dati (33%), la localizzazione dei dati (33%), la percepita mancanza di informazioni sui servizi cloud (28%), e l’ntegrazione di molteplici vendor (27%), quindi il multicloud. E’ fondamentale il ruolo di IT provider e System Integrator che possono supportare le aziende in un processo di migrazione consapevole e accompagnarle in un percorso di crescita flessibile.

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