IBM: un trimestre con il segno meno

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Il dollaro forte e la cessione dei server x86 fanno scendere il fatturato e gli utili di IBM, ma secondo il CEO Rometti il rinnovamento va avanti come deve

Il secondo trimestre fiscale di IBM si chiude con il segno meno: -17 percento per gli utili (3,5 miliardi di dollari contro i 4,3 dello stesso periodo dell’anno scorso) e -13 percento per il fatturato (20,8 miliardi di dollari contro 24). Questi cali sono dovuti, secondo la società, in particolare al rafforzamento del dollaro e alla cessione delle attività legate ai server x86, passata a Lenovo qualche tempo fa. Senza questi due fattori il fatturato sarebbe stato quasi stabile (-1 percento).

Percentuali simili si ritrovano anche se consideriamo tutti i primi sei mesi del 2015: l’utile netto è sceso del 12 percento (5,9 miliardi di dollari contro 6,8) e il fatturato del 13 percento (40,4 miliardi di dollari contro 46,3).

Ginny Rometti, CEO di IBM
Ginny Rometti, CEO di IBM

Ginni Rometty, CEO di IBM, ha fatto notare che IBM sta andando avanti sulla sua strada di rinnovamento verso prodotti e servizi di maggior valore e ha registrato una forte crescita nei settori che ora giudica strategici: il cloud, gli analytics e l’engagement. I numeri sembrano andare proprio in questa direzione: i tre settori insieme sono cresciuti di oltre il 20 percento anno su anno. Più in dettaglio, il business legato al cloud ha mosso 8,7 miliardi di dollari negli ultimi 12 mesi (è un valore che tiene conto della cessione dei server x86, indica IBM) ed è cresciuto di più del 50 percento nei primi sei mesi del 2015.

IBM ha anche dichiarato che nei primi sei mesi del 2015 il giro d’affari legato alle business analytics è cresciuto di più del 10 percento, quello del mobile è quadruplicato e quello legato agli aspetti social è cresciuto del 30 percento. Tutti questi valori sarebbero superiori senza l’apprezzamento del dollaro.

Un sistema Power di IBM
Un sistema Power di IBM

Esaminando il business IBM per settori le note migliori vengono dai mainframe z System (+9 percento anno su anno) e dai server Power (-1 percento, ma sarebbe una crescita tenendo conto dell’apprezzamento del dollaro). Male lo storage (-10 percento). Il comparto hardware è ovviamente quello che cala di più (-32 percento anno su anno per 2,1 miliardi di dollari di fatturato) a causa della cessione dei server x86.

Decrescite tutte del 10 percento anno su anno si registrano nei servizi del segmento Global Technology Services (8,1 miliardi di dollari di fatturato) e nel software (5,8 miliardi di dollari).

In quanto ad aree geografiche, l’impatto del dollaro forte ha fatto segnare risultati negativi in EMEA (6,6 miliardi di dollari di fatturato, -17 percento anno su anno) e nella regione Asia-Pacifico (4,3 miliardi, -19 percento). Segno meno anche per l’America, ma contenuto: 9,8 miliardi di fatturato e -1 percento anno su anno. Tenendo conto del fattore-dollaro e della cessione dei server x86 la regione EMEA sarebbe addirittura in crescita dell’1 percento.

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Autore: Silicon
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