IBM acquisisce Red Hat per 34 mld di dollari

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IBM si prende il cappello rosso. Il ceo di Red Hat riporterà direttamente a Ginny Rometty (IBM) ma manterrà brand, sede e management. Big Blue si porta in casa il miglior attore software open source per il cloud ibrido

Con una rivalutazione sulle azioni del 63 percento alla chiusura delle borse di venerdì, e nel piatto la bellezza di 34 miliardi di dollari, IBM si mette in testa il cappello rosso del mondo Linux, Red Hat, e acquisisce quella che possiamo definire la migliore proposta software per modellare al meglio il cloud ibrido aziendale in ambito open source.

L’operazione permette ad IBM di diventare il numero uno in questa proposta, in un mercato – quello di software e servizi cloud – a più alto margine rispetto al ferro,  tanto più considerato il DNA dell’acquisita Red Hat, che con il modello di sottoscrizioni riesce a crescere anno dopo anno non solo nei ricavi, ma anche con un invidiabile flusso di cassa.

L’acquisizione è forse la più importante di tutti i tempi in ambito software, per Big Blue (si pensi all’ultima importante acquisizione di Softlayer nel 2013 il cui valore al confronto è decisamente irrisorio).

Ginny Rometti, CEO e Presidente di IBM

E’ proprio il modello open source al centro delle sottolineature sia di Jim Whitehurst, Ceo di Red Hat, sia di Jinny Rometty, Ceo e Presidente di IBM.

E perché è strategico il modello open? Perché –  secondo gli attori di quella che può essere definita come la più grande acquisizione nel mondo software almeno degli ultimi dieci anni – il modello open source è abilitante per portare in cloud la pletora di app (circa l’80 percento) che ancora in cloud non sono o per cui è difficile riuscire nel passaggio tra diverse tipologie di cloud. Non solo, IBM ha bisogno di acquisire agilità per competere in cloud con Amazon, Alphabet e Microsoft

IBM si prenderà Red Hat ma ne manterrà l’indipendenza (e il brand e la sede), non ci saranno cambiamenti alla guida dell’acquisita, né negli apicali né per il team management, ma il CEO di Red Hat ora riporterà direttamente a Rometty.

L’acquisizione dovrà passare al vaglio degli azionisti e al vaglio degli enti preposti di sorveglianza. Nessun problema a livello governativo essendo entrambe le aziende americane. La conclusione dei processi è attesa per la seconda metà del 2019.

Chi ci guadagna e chi no

Alcune valutazioni: a nostro avviso i maggiori beneficiari di questa mastodontica acquisizione sono senza dubbio (se accetteranno) gli azionisti di Red Hat, lautamente ricompensati. In seconda battuta IBM che ‘esce dall’angolo’ per quanto riguarda il posizionamento dell’offerta cloud e soprattutto della capacità di portare per mano le aziende (non solo le enterprise, ma anche le medie).

Che Red Hat stessa, nella sua proposizione, possa avere un ritorno a breve e medio termine ci riesce più difficile da pensare. Sono tantissime le acquisizioni di giganti IT di realtà più piccole che hanno affossato la capacità di innovare in tempi rapidi. E Red Hat invece fino ad oggi ha saputo farlo. Sarà tutto da vedere se sotto l’egida di IBM, pur con la relativa autonomia, il cappello rosso saprà continuare a farsi notare.

 

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