Ian Evans (VMware), come cambia la gestione dei device nello scenario IoT

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

MWC 2017 VIDEO – Ian Evans, VMware VP End-User Computing Emea, delinea i tratti portanti nell’evoluzione della gestione dei device e della virtualizzazione del desktop con il crescere delle applicazioni IoT

Dal semplice Mobile Device Management, alla proposta di VMware in ambito Unified Endpoint Management (UEM), questo passaggio rappresenta in verità un vero e proprio cambio di prospettiva, se si pensa anche ai sistemi complessi che in futuro verrano generati da IoT, e se si pensa alla necessità di portare ‘on edge’ sul bordo parte del traffico dei dati e delle risorse di computing, per rendere più efficiente un sistema che sarebbe altrimenti troppo ‘appesantito’ a livello di data center, dove convergerebbe anche ciò che non è necessario.

Con UEM l’approccio si intravede“in nuce”  a livello di semplice gestione dei device: Vmware l’aveva presentato in occasione dell’appuntamento di settembre, guarda caso sempre alla Fiera di Barcellona. E quello che l’azienda definisce come Unified Endpoint Management era la combinazione di funzioni di gestione e sicurezza per i dispositivi Windows 10 di qualsiasi tipo che comprende anche la configurazione, la distribuzione di patch e così via. Poi con AirWatch 9 abbiamo visto come si è estesa la possibilità di gestire non solo oggetti di computing, ma anche smartglass e sensori, proprio in ottica IoT con un iniziale supporto per Windows e Android ma necessariamente questo supporto verrà ulteriormente esteso. 

Parliamo di questo con Ian Evans, Vice President End-User Computing Emea, che da un lato conferma la visione di VMware sul tema ed esalta (forse per la necessità di partire da un mondo già gestito e conosciuto) le potenzialità della piattaforma Windows 10, dall’altro però avverte come IoT sarà in grado di cambiare il paradigma attuale e necessariamente lì dovrà convergere anche l’attenzione di VMware. Torna necessariamente il tema della sicurezza, con il device di cui, secondo Evans, “bisogna conoscere in ogni momento lo stato e la sua azione nell’ecosistema di interazione con il datacenter con attenzione particolare ai device utilizzati in mobilità, attraverso una VPN, con le applicazioni controllate e virtualizzate” ed è questo concetto di ecosistema su una rete sicura che viene messo in risalto. 

Workspace One
Workspace One – Un ambiente coerente e sicuro indipendentemente dal device

Ecco, la virtualizzazione. Evans proprio per l’incarico che ricopre è in grado di ripercorrere il lavoro di Vmware in questi anni: “La virtualizzazione degli OS sul desktop non è cosa superata, ma certo oggi anche Vmware è decisamente più agnostica rispetto al device che la sfrutta. E questo è anche merito dell’arrivo di Windows 10 come piattaforma e non come OS per un semplice computer”. VMware propone oggi Workspace ONE, la soluzione che è in grado di proporre un’unica interfaccia operativa all’utente indipendentemente dal device utilizzato. Chiude Evans: “Sì, a questo approccio è pronto anche il mercato europeo, perché pur in tempi diversi, la richiesta di un approccio più flessibile sia al tema della virtualizzazione del desktop, sia su quello della gestione dei device è direzione ben chiara alle aziende”

(video girato con Canon Legria HF G30)