BSA promuove le politiche italiane per il cloud

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Nel Global Cloud Computing Scorecard di BSA l’Italia guadagna due posizioni e si attesta all’ottavo posto su 24 nazioni

BSA – The Software Alliance ha condotto una nuova edizione del suo Global Cloud Computing Scorecard, uno studio portato avanti a livello mondiale per valutare le politiche dei singoli Stati in ambito cloud. Lo studio valuta la “maturità” delle nazioni per vari aspetti normativi e tecnologici legati al mondo cloud: la presenza di norme sulla privacy e sulla sicurezza dei dati, l’infrastruttura a larga banda presente sul territorio, il supporto agli standard internazionali e al libero commercio. Rispetto alla precedente edizione della medesima ricerca, che risale al 2013, l’Italia ha guadagnato due posizioni e si situa all’ottavo posto fra le 24 nazioni principali a livello economico.

In particolare, nell’analisi della situazione italiana BSA ha apprezzato tre elementi: la normativa italiana a tutela diritto d’autore offre protezioni giuridiche dal cybercrime anche alle applicazioni cloud, aderisce agli standard internazionali sull’interoperabilità e prevede l’impiego della firma digitale; il Regolamento AGCOM per la tutela del diritto d’autore online ha introdotto il principio del notice and takedown di eventuali contenuti pirata; il Governo ha varato la Strategia per la banda ultralarga in ottemperanza all’Agenda Digitale della Commissione Europea.

Le prime 12 posizioni per il report BSA
Le prime 12 posizioni per il report BSA

Italia a parte, i risultati dell’edizione 2016 dello studio evidenziano che quasi tutte le nazioni analizzate hanno visto miglioramenti nelle politiche collegate al cloud. In termini di classifica delle nazioni più “cloud-virtuose”, la “top five” vede nell’ordine Giappone, Stati Uniti, Germania, Canada e Francia, ma la nazione che ha realizzato l’avanzamento migliore in termini relativi è stata il Sudafrica (+6 posizioni, ora al quattordicesimo posto). I principali mercati mondiali dell’IT sono rimasti sostanzialmente stabili con miglioramenti marginali.

Tra le tendenze negative emerse c’è il fatto che pochi Paesi stanno promuovendo politiche di libero scambio o di armonizzazione delle politiche del cloud computing. In particolare, Russia e Cina hanno imposto nuove politiche che ostacoleranno il cloud computing, limitando la possibilità dei fornitori di servizi di cloud computing di far transitare agevolmente i dati attraverso i confini nazionali. Non a caso Russia e Cina hanno perso diverse posizioni e la Cina, uno dei mercati principali per l’IT, ora si trova in coda in penultime posizione con dietro solo il Vietnam.

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Autore: Silicon
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