HPE, Meg Whitman lascia. Antonio Neri sarà il nuovo CEO

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Meg Whitman si dimette ma resta membro del board e dal 1 Febbraio 2018 Antonio Neri, ora presidente, assumerà l’incarico di CEO di HPE. Il percorso di HPE, azienda in continua trasformazione

“Ora è il momento giusto per Antonio e per la nuova generazione di leader di guidare HPE. Sono assolutamente convinta che continueranno a fare di HPE una grande azienda in grado di prosperare anche nel futuro”. Con queste parole Meg Whitman lascia la guida come CEO di HPE, assecondando quello che pensiamo sia un trend che va consolidandosi.

Quando si parla di Digital Transformation spesso si fa riferimento anche alla capacità dei CEO di ascoltare i CIO, i tecnici, chi ha le competenze sul campo. E HPE porta al massimo degli effetti questa idea, al punto che Meg Whitman in uno dei commenti a caldo dichiara: “Il prossimo Ceo dell’azienda deve essere un profondo conoscitore delle tecnologie ed è esattamente questo il profilo di Antonio”.  Sembra comunque concludersi un’altra era per il colosso americano.

Antonio Neri, nuovo Ceo HPE da febbraio 2018
Antonio Neri, nuovo Ceo HPE da febbraio 2018

Meg Whitman lascerà l’incarico come CEO di HPE a Neri il 1 febbraio del prossimo anno, e contrariamente alle voci che circolavano sul Web di una possibile candidatura come Ceo di Uber, sembra che invece il suo lavoro proseguirà in azienda, come membro del board, anche se la parabola della lady da 3,2 miliardi di dollari (secondo Forbes) è in chiara fase discendente. Ex Ceo di eBay, candidata come governatore della California, approdata nel 2011 in HP, presidente e Ceo di HP, quindi chairwoman di HP Inc e Ceo di HPE, Meg Whitman già a luglio 2017 aveva lasciato il suo incarico alla presidenza di HP Inc.

Sempre nella classifica delle donne più potenti e ricche del mondo secondo Financial Times, Fortune e Forbes, nel 2014 la Whitman è stata regista della separazione del business di HP, splittato in HP inc e HPE, cui è seguita la “cura da cavallo” con l’annuncio di decine di migliaia di licenziamenti. E di sicuro il suo mandato può essere ricordato come un mandato “turbolento” considerati i sei anni complessivi e nel complesso deludenti, per i dividendi degli azionisti.

meg_whitman2
Meg Whitman, CEO HPE dimissionaria

E’ vero HPE è oggi un’azienda più agile, rispetto al passato, ma è la stessa Whitman ad avere dichiarato che  il sacrificio sul campo di più di 100mila persone nella serie di ristrutturazioni non ha comunque rappresentato la parte più significativa sul risparmio dei costi in questi anni.

Non solo. In questi anni HPE è rimasta sostanzialmente un’azienda in continua trasformazione, e la trasformazione protratta per lunghi periodi di tempo costa, tanto, soprattutto se i risultati sul campo, pur positivi, non sono quelli attesi o in grado di offrire effetivamente boost al business.

Dopo la separazione da HP Inc, HPE ha deciso a maggio del 2016 lo spin off – meglio – spin merger delle attività legate ai servizi IT venduti a Csc considerata la fusione di quest’ultima con HPE Enterprise Services, cui è seguita ad aprile 2017 la formazione della nuova azienda di servizi DXC Technology.

A settembre, sempre del 2016 HPE ha ceduto poi a Micro Focus la parte software “non core” (Autonomy, Vertica e Mercury Interactive), per 8,8 miliardi di dollari, in un’operazione di spin-merge. Con un giro di affare per HPE, in chiusura del terzo trimestre che è stato di circa 8,2 miliardi di dollari, un segnale certo incoraggiante, ma forse non ancora sufficiente, con Enterprise Group che ha potuto vantare un incremento di fatturato del 3 percento anno su anno.  

Sì HPE è oggi un’azienda più leggera e snella, vuole trasformarsi in un fornitore di soluzioni infrastrutturali che crede fermamente nel cloud ibrido e ha una visione multi-cloud, spetta ad Antonio Neri puntare con chiarezza sulla valorizzazione degli asset tecnologici di punta per offrire al termine della trasformazione un’identità pienamente riconoscibile, e forse più rassicurante.