Google entra in CERN Openlab, la sfida su gestione e valorizzazione dei Big Data

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Google Cloud annuncia una nuova importante collaborazione ed entra a far parte del CERN openlab di Ginevra, l’obiettivo è realizzare progetti congiunti in ambito cloud computing, machine learning e quantum computing

Google ha annunciato la firma di un accordo con il CERN che sancisce la partnership nell’ambito esplorativo di progetti comuni di ricerca e sviluppo nell’ambito cloud, sull’apprendimento automatico e l’informatica quantistica.

Il CERN è uno dei più importanti istituti di ricerca per la fisica nel mondo, ma è anche il luogo in cui è nato il World Wide Web grazie al lavoro di Tim Berners-Lee e Robert Cailliau. Google stessa deve quindi molto all’istituto.

L’Openlab è stato creato nel 2001 per abilitare la collaborazione tra il CERN e le aziende leader nel settore dell’informatica e computing technology. La nuova collaborazione tra CERN e Google si propone di creare nuovi strumenti computazionali e supportare la comunità scientifica nell’espandere le frontiere della tecnologia.

Ora l’interesse di Google alla partecipazione nei progetti del CERN sarà incentrata anche sul programma di aggiornamento relativo al Large Hadron Collider per consentire ai ricercatori maggiore visibilità sulla natura fondamentale della materia, attraverso ricerche basate sul cosiddetto incremento della ‘luminosità (HL-LHC) alla cui origine c’è la collisione tra un maggiore maggiore di particelle (rispetto a quanto è possibile oggi).

Localizzazione del CERN e del LHC

Come spiega Wikipedia,  LHC è un acceleratore di tipo circolare che può accelerare adroni (protoni e ioni pesanti) fino al 99,9999991% della velocità della luce e farli successivamente scontrare, con un’energia che a maggio 2015, dopo due anni di pausa tecnica, ha raggiunto, nel centro di massa, i 13 teraelettronvolt, un numero molto vicino al limite teorico della macchina di 14 TeV; negli anni precedenti la macchina era stata utilizzata fino a 8 TeV.

Con hardware e software ora disponibili la capacità di elaborazione per HL-LHC  è ancora del tutto insufficiente (da 50 a 100 volte inferiore a quella necessaria) per sviluppare le giuste capacità di calcolo ma HL-LHC potrebbe essere sfruttabile a partire dal 2026. Allo stesso tempo Google, nella sua collaborazione con Fermilab ha già dimostrato la capacità Google Compute Engine nell’elaborazione e nella gestione di exabyte di dati dal rilevatore CMS su LHC  e qui si innesterà la collaborazione con il CERN.

Spiega Alberto Di Meglio, responsabile del CERN openlab: “Il CERN ha un ambizioso programma di aggiornamento per Large Hadron Collider, che si tradurrà in una vasta gamma di nuove sfide informatiche. Il superamento di queste sfide avrà un ruolo chiave nel garantire che i fisici siano in grado di fare nuove scoperte rivoluzionarie sul nostro universo. Riteniamo che lavorare con Google possa aiutarci ad affrontare con successo alcune di queste sfide, oltre a produrre scoperte tecniche che possono avere un impatto oltre la nostra comunità di ricerca “.

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