Gigantino (VMware): “Clienti e partner al centro, più della tecnologia contano i modelli organizzativi”

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Raffaele Gigantino - Country Manager VMware Italia

Il nuovo AD di VMware Raffaele Gigantino mette al centro clienti e partner, i modelli organizzativi prima delle tecnologie. Queste ultime devono fare da ponte tra i vari silos presenti nelle aziende nell’era multicloud e di edge computing

Raffaele Gigantino a partire dal 2 luglio 2018 è il nuovo country manager di VMware. Ha trascorso oltre 15 anni in diverse multinazionali, con l’ultimo incarico svolto in Microsoft dove ha ricoperto il ruolo di Director Solution Sales per Data e Artificial Intelligence – Cloud & Enterprise per l’area Western Europe. Gigantino raccoglie l’eredità di Alberto Bullani, che in pratica ha aperto VMware in Italia e ora è responsabile in area Emea di alcune verticalities di in ambito vSan e Iperconvergenza.

Il passaggio di testimone è all’insegna della continuità. Gigantino indica direzioni e obiettivi: “Vogliamo accelerare la crescita dell’azienda in un mercato promettente, anche in Italia”. Crescita che secondo il nuovo AD passa da due elementi fondamentali: i clienti – al centro di ogni strategia per tutte le aziende – e l’ecosistema dei partner che può abilitare VMware a scaricare a terra e rendere fruibili le soluzioni tecnologiche nel portafoglio.

Una sfida ambiziosa, per affrontare la quale Gigantino farà tesoro della sua esperienza e del suo ricco cursus honorum, iniziato addirittura con un incarico di supporto tecnico di prevendita a significare anche una profonda conoscenza tecnologica e non solo degli economics.

Raffaele Gigantino – Country Manager VMware Italia dal 2 luglio 2018

Gli obiettivi si legano alle persone e al business. Secondo Gigantino “l’attenzione alle persone, la capacità di attrarre talenti e svilupparne le competenze sarà fondamentale. Il Business crescerà ponendo al centro il cliente e l’ecosistema dei partner. Significa rafforzare la collaborazione con i system integrator che servirà ad accelerare nelle aree strategiche su cui VMware sviluppa il portafoglio, quindi focus su iperconvergenza, l’approccio al cloud, la cultura della rete e la sicurezza applicativa e i nuovi strumenti per il digital workplace”.

Le partnership con i più importanti attori nello scenario del cloud pubblico ovviamente riguardano IBM e AWS (Amazon Web Services). Per quanto riguarda i partner, essi andranno aiutati a trasformarsi da partner “transazionali” a partner a valore.

Devono essere capaci, utilizzando le tecnologie VMware di generare valore per i clienti finali, aiutandoli nel processo di trasformazione digitale. Gigantino: “La tecnologia è importante ma solo secondariamente fondamentale, quello che conta sono i modelli organizzativi, la capacità di organizzarsi e rispondere alle esigenze dei consumatori finali in modo efficiente e veloce”.

Il momento sembra propizio.Secondo Assinform nel 2017 il mercato digitale italiano è cresciuto del 2,13 percento, per un fatturato complessivo di 68 mld di euro. La crescità terrà nei prossimi tre anni, fino ad arrivare al +3,1 percento nel 2020. Il mercato più vicino a VMware fa registrare una crescita del 5,9 percento per un business complessivo di circa 6,6 mld.

Con il mercato cloud che sta crescendo di circa il 18 percento (valore di circa 2 mld), con l’innovazione trainata da manufacturing, financial, telco e media, con crescite tra il 24 percento e il 10 percento anno su anno, VMware non potrà avere alibi e dovrà necessariamente fare bene ancora.

La strategia VMware, Gigantino l’ha potuta assimilare direttamente da Pat Gelsinger, proprio in occasione dell’ultima data VMworld USA, in un meeting privato a Las Vegas invitato da Maurizio Carli, VP Mondiale per VMware, in un clima di estrema fiducia verso il nostro Paese.
Dal punto di vista strategico i messaggi del Ceo possono essere così sintetizzati: “le tecnologie VMware rappresentano il ponte tra i vari silos presenti nelle aziende”.

Partendo da vSphere, si è passati alla componenti WorkSpace One – la piattaforma di Digital Workspace integrata che consente di distribuire e gestire in modo semplice e sicuro qualsiasi app sui diversi dispositivi con OS eterogenei – quindi VMware ha abbracciato le tecnologie di virtualizzazione della rete (Bridging across Network), fino ad arrivare al fondamento della strategia futura identificabile nell’approccio multicloud.

Tutte le aziende pensano di voler usufruire di servizi in modo diverso con a disposizione cloud di diversi provider (pubblici, privati, service provider, di edge computing), potendoli gestire scegliendo la combinazione migliore per l’ottimizzazione dei costi. Una strategia supportata anche da acquisizioni, come per esempio proprio l’ultima di CloudHealth.

VMware ora dovrà capitalizzare quindi sui pilastri IT condivisi: cloud, mobile, AI, machine learning e la componente Edge/IoT. in questo ultimo ambito la vision è in evoluzione. Solo otto anni fa si è iniziato a parlare di Software Defined Data Center, oggi si parla di Self Driven Data Center abilitato da Machine Learning e AI. L’IoT rappresenta l’ennesima opportunità e frontiera. Gartner dice che nel 2022 il 75 percento dei dati sarà generato al di fuori dei data center, l’edge computing sarà al centro dell’attenzione.

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