Fujitsu, un’azienda su due in Italia ha implementato progetti di Digital Transformation

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Con la ricerca The Digital Transformation PACT, Fujitsu fotografa il percorso delle aziende sui pilastri chiavi. Ecco a che punto siamo in Italia

 The Digital Transformation PACT  è una ricerca Fujitsu che esamina le performance delle aziende nei confronti dei quattro elementi strategici necessari per la trasformazione digitale fissati in Persone, Azioni, Collaborazione e Tecnologia (PACT) e riassunti dall’acronimo PACT che individua quindi in modo chiaro il focus della ricerca.

L’azienda ha reso pubblici i risultati che riguardano il campione italiano, con le risposte di 150 business leader da tutti i settori industriali. La ricerca sottolinea la percezione dell’importanza della tecnologia digitale nel processo di trasformazione dei processi aziendali (40 percento) e del modello di business delle proprie organizzazioni (29 percento), indicando nelle Azioni e nella Tecnologia (28 percento in entrambi i casi) gli elementi principali su cui fare leva, con persone e collaborazione che vengono indicati come elementi importanti dal 25 percento e dal 16 percento del campione.

Nel complesso il 49 percento delle aziende italiane ha implementato con successo progetti di trasformazione digitale, e un ulteriore 25 percento dichiara di avere progetti in fase di implementazione ma con risultati finali non ancora disponibili, con un importante rilievo rispetto al dato globale per cui in Italia falliscono meno progetti di questo tipo.

Si tratta di progetti in ogni modo pervasivi considerato come il campione italiano (56 percento degli intervistati) ha messo in evidenza come nelle loro proprie organizzazioni la tecnologia digitale venga utilizzata non solo a livello di processi e funzioni aziendali, ma anche per crearne di nuovi, da affiancare a quelli esistenti, non ancora digitali.

La spinta viene dai clienti (per il 39 percento) e dai partner (35 percento), ma anche la concorrenza è volano di spinta (per il 33 percento del campione). Da un progetto di Trasformazione Digitale ci si attende un ritorno degli investimenti in breve tempo (un anno circa) con la proiezione di benefici organizzativi entro un anno e mezzo circa, una media più bassa anche rispetto alle risposte ottenute a livello globale. 

Il lato negativo della medaglia non manca: in Italia non vanno a buon fine circa il 21 percento dei progetti digitali (per un costo medio a progetto di circa 560mila euro). Un poco più di uno su quattro sono invece quelli annullati (con relativa perdita media di circa 456mila euro). L’ostacolo principale, per i progetti legati alla cybersicurezza, resta la mancanza di competenze digitali (68 percento).

Fujitsu Digital Transformation Impact

Ecco, arriviamo proprio al problema delle competenze. Il 91 percento lavora per attrarne di più, anche con la riqualificazione dei dipendenti attraverso programmi di formazione (61 percento), mentre il 37 percento preferisce adottare il cosiddetto ‘reverse mentoring’, ovvero lo scambio di competenze digitali tra dipendenti più giovani con quelli più anziani.

Non manca comunque l’ottimismo. Con l’88 percento degli intervistati che ritiene di possedere al proprio interno le competenze necessarie e il 94 percento che si sente già pronto dal punto di vista culturale.

Un altro fattore critico è rappresentato dai cosiddetti progetti digitali ombra. In più di un progetto su due si affermano iniziative che partono senza un’approvazione organizzativa esplicita. Spesso costituiscono un serio problema per  l’organizzazione, ma quasi la stessa percentuale dichiara anche che rappresentano l’unico modo per provare ad ottenere un’innovazione significativa.

Strano fenomeno quello dei progetti digitali ombra, più tipico dei processi di beta testing, sperimentali, mentre la Digital Transformation richiede per definizione la partecipazione collaborativa. Non sono negativi comunque i dati per l’Italia. Il 58 percento implementa e pianifica progetti di co-creazione in cui si lavora a stretto contatto con un’altra organizzazione per fornire innovazione digitale.

E si arriva alle tecnologie e al focus sulle tipologie di progetto. Il 59 percento di essi riguarda la sicurezza informatica (anche in vista del Gdpr), uno su due IoT, il 43 percento sono ancora progetti di cloud computing.

Bruno Sirletti, Presidente e AD Fujitsu Italia

La Digital Transformation in ogni caso è prioritaria. Pianificare l’impatto della tecnologia per l’83 percento del campione è cruciale e per la stessa percentuale è indispensabile farlo anche entro cinque anni.

Lo si farà affrontando le relative incertezze e paure: il 61 percento degli intervistati teme che la propria organizzazione non saprà adattarsi all’implementazione di tecnologie digitali come l’Intelligenza Artificiale; e il 78 percento ammette che i propri clienti si aspettano da loro un maggior livello di digitalizzazione. 

Commenta Bruno Sirletti, Presidente e Amministratore Delegato di Fujitsu Italia: “Le aziende italiane sembrano avere consapevolezza del loro livello di maturità digitale per affrontare progetti di trasformazione digitale. La cosa importante è che le aziende abbiano chiaro che l’immobilità porta a un sicuro insuccesso, mentre la costante spinta all’innovazione tecnologica – a livello di processi, funzioni e non da ultimo organizzazione – è la strada che permetterà di continuare a competere nei prossimi anni”.