Extreme Networks crede nel software e nello sviluppo di AI e machine learning

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Extreme Networks sta investendo il 95% del budget R&D nel software e nell’intelligenza artificiale per creare una rete sicura capace di autogestirsi e autocorreggersi, dalla periferia della rete al cloud

Extreme Networks ha nominato di recente il nuovo Country manager per l’Italia. Si chiama Vincenzo Lalli è entrato in azienda nel 2006 come System Engineer e ha vissuto le sfide, i successi e il cambiamento all’interno dell’azienda degli ultimi 13 anni fino a diventare Sales Manager Southern Italy. Oggi si trova ad affrontare una sfida strategica che prevede una serie di iniziative dirette alla strutturazione interna per aggredire nuovi mercati verticali e punta alla crescita del canale dei partner, una risorsa sempre più importante per lo sviluppo dell’azienda sul territorio italiano. I nuovi investimenti nell’area delle soluzioni software-driven, basate su concetti quali l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning, saranno fondamentali per il cambiamento della proposta commerciale secondo la filosofia Customer-Driven Networking.
Dalla telemedicina nel settore della sanità all’etichettatura elettronica nel settore del retail all’apprendimento digitale nel settore dell’educazione, Extreme vuole trasformare la rete da semplice utility a potente motore in grado di connettere in modo automatico e intelligente le persone alla tecnologia, e consentire alle direzioni IT in tutti i settori un ripensamento delle proprie attività e lo sviluppo di soluzioni creative che migliorano la user experience più di quanto sia mai riuscito in precedenza.

Vincenzo Lalli

Per realizzare la digitalizzazione, le imprese devono avere una rete agile, adattabile e sicura, un approccio basato sul software, e il buon senso a sostenere tutte le attività. Questo è il motivo per cui Extreme sta investendo il 95% del budget R&D nel software e nell’intelligenza artificiale per ampliare le funzionalità di automazione nelle soluzioni Smart OmniEdge, Automated Campus e Agile Data Center e creare una rete sicura capace di autogestirsi e autocorreggersi – dalla periferia della rete al cloud – con le seguenti caratteristiche:
• Ecosistema aperto e basato su standard – per costruire l’architettura e le applicazioni necessarie per le particolari esigenze dell’azienda.
Automazione cross-domain e closed-loop – per ottimizzare le prestazioni della rete dagli apparati periferici ai server applicativi.
Infrastruttura software-driven, sostenuta da machine learning e intelligenza artificiale – per rispondere alle esigenze di ampiezza di banda e di comportamento degli utenti, per assicurare che questi ultimi ottengano i servizi di cui hanno bisogno quando ne hanno bisogno.
Visibilità e analisi – per tenere sotto controllo in tempo reale il comportamento di applicazioni, utenti e apparati IoT devices in real-time, identificare le anomalie e risolvere senza nessun intervento umano.

“Abilitatore all’approccio è la virtualizzazione con sistema Linux potendo arrivare fino all’edge della rete. Per esempio – spiega Lalli – un’applicazione SDI che risiede in un’applicazione specifica con piattaforma a bordo rete ha un approccio disruptive, una commodity. Il 90% degli investimenti in azienda – spiega Lalli – non è sullo sviluppo di nuovi prodotti ma sull’integrazione ottimale del mondo applicativo, quindi con un focus sul software. Una delle ultime soluzioni che offriamo è il defender Iot”.

“La crescita significativa di Extreme Networks in Italia è frutto sia del successo della strategia di acquisizioni messa in atto dalla corporation sia della componente organica che deriva dal lavoro di un team, dove la comunità di intenti del gruppo ha permesso di arrivare alla situazione attuale. E sarà proprio su queste fondamenta che costruiremo l’evoluzione della vision aziendale sul nostro territorio“, afferma Lalli.

Extreme Networks ha un canale distributivo consolidato, fatto sia di distributori paneuropei sia da distributori più specializzati e presenti sul territorio italiano. Non si possono definire di nicchia ma realtà che studiano il territorio italiano per quello che è: piccole imprese che necessitano di un contato di prossimità. Extreme, in un percorso di crescita, annuncia che ci saranno cambiamenti allargando sia il focus dei partner sia dei distributori focalizzati su segmenti di mercato specifici. Di sicuro l’azienda non vuole aumentare le basi di partner e distributori ma modellarne il ruolo a seconda delle esigenze delle aziende clienti e fornendo soluzioni.

John Morrison

Questo vogliono i clienti oggi e questo, a detta sia di Lalli sia di John Morrison, senior vice president Emea, è il futuro. Morrison sottolinea che i distributori che investono fanno la differenza, per questo la base di questi attori di canale non può crescere troppo. Anche perché, Extreme Networks sta allargando il focus sui partner e sui distributori aiutandoli a sviluppare competenze verso mercati verticali, come per esempio la sanità pubblica e privata. “Portiamo soluzioni verticalizzate nel mondo sanitario. Con il defender IoT andiamo a proteggere i sistemi elettromedicali mettendo in sicurezza gli oggetti indipendentemente dalla rete sottostante e senza modificare l’infrastruttura”, spiega Lalli.
L’azienda chiude l’anno fiscale 2019 a fine giugno, ha una media di fatturato che si aggira tra i 20/21 milioni di euro con obiettivo di crescita del 10%.

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