Evoluzione Nutanix, l’armonia software-defined per ogni tipo di cloud

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Nutanix cambia pelle, supera la semplice proposta di un sistema iperconvergente software defined e abbraccia l’idea Enterprise Cloud. Ecco come gestire risorse on-premise, cloud pubblico e distribuito nel modo più semplice

Nata nel 2009 e arrivata in Italia a fine 2011 con Alberto Filisetti, country manager per il nostro Paese, Nutanix non è proprio più la startup che abbiamo conosciuto agli inizi. Si è organizzata e strutturata, sia a livello mondiale che nel nostro Paese, e ha maturato la propria offerta ora in una direzione ben precisa, cambiando “pelle e messaggio” per approdare a un ideale di Enterprise Cloud.

Alberto Filisetti, Country Manager Nutanix Italia

Partita con una visione più legata all’infrastruttura – pur essendo un’azienda che può essere definita squisitamente software – da subito si è prefissa di ottimizzare l’infrastruttura stessa sfruttando proprio le soluzioni software.
Matteo Uva, channel manager Nutanix Italia, spiega meglio quale è stato il core business dell’azienda (e in parte è ancora) e i passi in avanti mossi: “L’idea fondante di Nutanix è stata portare gli stessi vantaggi e lo stesso approccio tipici del cloud pubblico all’interno dei data center dei clienti”. Così, chi ha mostrato un approccio prudente verso l’offerta di cloud pubblico con Nutanix ha potuto comunque portarsi in casa tutti i benefici del cloud, ma nel proprio data center. Ora l’obiettivo è andare ancora oltre per abbracciare con il software la possibilità di gestire tutti i cloud e traguardare così l’idea di Enterprise Cloud. E allora entriamo nel dettaglio della proposta e della sua evoluzione. 

Nel cloud pubblico con la carta di credito si può avere a disposizione un’infrastruttura con servizi di rete, storage, calcolo, on demand, pronti all’uso e soprattutto sempre aggiornati. Una scelta on-premise invece costringerebbe a un livello di complessità non indifferente per ognuno di questi blocchi.

Nutanix lo elimina, l’applicazione resta l’unica preoccupazione del cliente, che adotta solo una soluzione hardware iperconvergente, riducendo quindi la complessità, e grazie al software Nutanix gestisce in modo semplificato il proprio data center on premise come se fosse cloud pubblico. Obiettivo quindi chiaro: partendo dai data center dei clienti trasformarli rendendoli agili ed efficienti e semplici da gestire proprio come il cloud.

Filisetti non nasconde la soddisfazione per la sfida vinta e afferma: “Ce l’abbiamo fatta davvero! A fine 2011 abbiamo proposto il nostro sistema iperconvergente ma con una logica diversa. Server, storage e networking in un unico sistema di ferro, con un’intelligenza software superiore in più. Ci siamo fatti conoscere così, ma siamo andati oltre”. 

Matteo Uva, Channel Manager Nutanix Italia

Certo Nutanix ha venduto il “pezzo di ferro”, anche con la propria OEM interna, ma sempre insieme al software, per fare capire i vantaggi di un’esperienza end-to-end. Nel 2013 è arrivato il primo esperimento di disaccoppiamento delle componenti, con il software Nutanix non più sul “proprio” hardware, che è sempre stato industry standard, ma su hardware di terze parti non controllato direttamente, attraverso un accordo con Dell (oggi Dell Emc) e poi con Lenovo.

Anche questo secondo step evolutivo non è stato l’ultimo, perché l’azienda ha poi presentato la propria proposta software only, per cui un partner oggi può fare da integratore, prendere hardware compatibile (lo fanno Cisco, HPE, Crystal) e sopra può innestare semplicemente il software Nutanix, crescendo sempre poi con un approccio scale-out. Nutanix tra l’altro offre con il proprio ferro anche la possibilità di aggiungere singole componenti specifiche di storage e computing, risolvendo una delle criticità delle soluzioni iperconvergenti.

Nutanix, l’evoluzione della proposta

L’evoluzione odierna della proposta va ben oltre quanto abbiamo spiegato fino ad ora.
Sopra il blocco della proposta iperconvergente gestita dal software Nutanix, l’azienda ha innestato gli strati necessari per un vero processo di ibridizzazione del data center delle aziende, che sia completamente software defined. Lo ha fatto con una proposta di virtualizzazione nativa, le Operations One-Click, l‘automazione applicativa e soprattutto il sistema per il controllo Multi-Cloud e quindi la gestione controllata anche delle risorse scelte per i momenti di picco su cloud pubblico, è il vero approdo al concetto di Enterprise Cloud. 

Nutanix Enterprise Cloud

Andiamo per ordine.I clienti possono utilizzare sì qualsiasi hypervisor ma da tre anni nell’offerta Nutanix c’è anche la proposta dell’hypervisor Acropolis. E’ un progetto gratuito per i clienti e trova l’adozione al 30 percento sul totale del venduto Nutanix. E’ basato su Kvm con tutto il supporto Nutanix e il supporto per le funzionalità avanzate (tra cui disaster recovery), e beneficia della parte grafica di gestione, Prism, vera interfaccia convergente per il controllo di tutti gli stack.

Lo stack Nutanix si è esteso anche alla parte di networking, con la parte di microsegmentazione, l’orchestrazione, la visibilità dell’intero network e la parte di sicurezza in partenrship con i vendor specifici.

La parte di Operations One-Click è frutto di uno sforzo in verità nel DNA aziendale dal primo giorno, oggi la stessa esperienza d’uso del cloud pubblico è disponibile on-premise grazie a un singolo pannello di controllo, Prism appunto, che fornisce strumenti di provisioning, Planning e Scaling, Insight e reportistica. Definita l’infrastruttura e lo strato di Operations, con Prism, l’azienda ha messo a disposizione quindi un’unica consolle di amministrazione per un unico strato hardware e un unico strato software.

Si monitora infatti così anche l’andamento dello strato hardware. Il software “percepisce” l’hardware aggiunto, ne assorbe le capacità e ridistribuisce carichi di lavoro in modo corretto.
Lo strato di application automation è invece offerto dall’acquisizione estiva nel 2016 di Calm.io; anche in questo caso con lo stesso strumento Prism si può generare il ciclo di vita dell’applicazione e farne il deployment in un tempo decisamente ridotto.

Public Cloud, Private Cloud e Cloud Distribuito semplicemente Software Defined è la proposta di Nutanix

La tecnologia Calm.io ha altresì permesso a Nutanix di adempiere al modello Enterprise Cloud e compiere il salto più importante. Da software Nutanix è possibile quindi anche astrarre completamente l’infrastruttura on-premise, in cloud, in modo trasparente. Integrato Calm.io in Prism anche in questo caso gli utenti avranno a disposizione la vista di quanto installato in casa, così come a portata di mano la decisione di sfruttare i servizi dei cloud provider più conosciuti (Azure, Google AWS) oltre che Nutanix Xi Cloud Services, vera proposta di soluzione disaster recovery in cloud pronta all’uso.

Nutanix oltre a fare dialogare cloud pubblico e data center on-premise, è riuscita con il suo approccio ad estendere la proposta anche agli scenari di cloud distribuito (tipico negli scenari di remote office), sempre grazie a Prism. 

La proposta piace. Nutanix conta circa 7800 clienti in 130 Paesi con circa tremila persone, in Italia una trentina. Gartner colloca questa realtà nel quadrante in alto a destra degli Integrated Systems. Il modello di vendita è completamente indiretto. Due le vie. La via classica prevede la vendita alla distribuzione e poi ai rivenditori certificati (Authorized, Premier Partner ed Elite, nel complesso un centinaio) dell’appliance Nutanix. I distributori sono Exclusive Networks e Systematika.

L’altra via, quella esclusivamente software, ha previsto la certificazione delle piattaforme hardware. Con qualche brand sono stati chiusi contratti OEM, quindi nel loro listino c’è il loro prodotto con il loro brand, ma ovviamente anche il software Nutanix. I contratti attivi in questa modalità sono al momento con Dell Emc, Lenovo e IBM per la piattaforma Pseries (non x86). Nutanix ha certificato anche HPE e Cisco ma solo con il meccanismo HCR (software certificato su hardware x86).

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