Vertiv: tra dati e nuovi data center scoppia la corsa alle ultime tendenze

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Jack Pouchet, vice president of Business Development, Global Solutions Vertiv spiega tendenze e novità dal mondo dei data center

La domanda globale di nuove risorse per i data center continua ad accelerare e si prevede che questa tendenza proseguirà per i prossimi cinque anni o più. Secondo Jack Pouchet, vice president of Business Development, Global Solutions Vertiv, i fattori propulsori del mercato e le nuove tendenze di digitalizzazione globale, in abbinamento alla richiesta di mobility e di servizi di smart working, stanno crescendo. Lo stesso spostamento della forza lavoro da attività produttive e commerciali a impieghi basati sulle conoscenze specialistiche di servizi internet/e-commerce, stanno esercitando forze opposte sulla comunità dei data center.
Proprio quando abbiamo bisogno di progettare, costruire, distribuire e gestire un’infrastruttura mission-critical più complessa, ci scontriamo con un bacino sempre più ristretto di talenti qualificati, esperti e adeguatamente formati. Il settore della costruzione di data center è messo in discussione dalle esigenze a livello regionale, dall’incapacità di prevedere la domanda e l’ubicazione, dalle caratteristiche di imprevedibilità legate alle modalità operative (start-stop-pausa-restart).

L’expertise qualificata è già limitata e le incoerenze del mercato stanno indirizzando questi specialisti verso le professioni più legate alle richieste applicative del momento. Tutto questo ha portato a un declino della qualità globale che ruota intorno al data center, all’incremento dei costi legati agli aggiornamenti delle infrastrutture e all’operatività dei nuovi servizi, creando allo stesso tempo incertezza di gestione per il TCO sui progetti a fasi plurime.

Jack Pouchet

Secondo Vertiv, l’industria dei data center ha seguito l’esempio dei settori delle telecomunicazioni, dei componenti elettronici, dei comparti di petrolio e gas, basandosi su elementi emersi e cogliendo le nuove opportunità fornite dalle tecniche di realizzazione modulari e prefabbricate. L’applicazione di queste tecniche, insieme ad altre innovazioni intelligenti, consente a Vertiv di progettare e costruire data center aziendali in loco, di colocation e hyperscale che possono essere distribuiti in tutto il mondo.
La qualità del data center si presenta in molte forme, la più semplice delle quali è la valutazione iniziale effettuata il primo giorno, il giorno in cui l’appaltatore dichiara che l’edificio è pronto per l’ispezione finale. Pouchet spiega che questo è il momento in cui ogni team fa il proprio ingresso nel data center, completa un audit circostanziato e di solito produce un lungo elenco di voci, che spesso richiedono immediati interventi correttivi.

La qualità è valutata anche su fattori meno ovvi, come ad esempio l’incidenza diretta sul volume di affari giornaliero dei vari componenti del data center. Ad esempio, con approcci modulari e prefabbricati, il data center può essere realizzato in fabbrica con tutta l’impiantistica di cablaggio aerea o sotto pavimento e la distribuzione della fibra ottica già predisposte. Le condutture per i cavi, i collegamenti elettrici, le misure antincendio, la sicurezza, il controllo degli accessi, i corridoi caldi e freddi, anche i rack IT e IDF possono essere incorporati all’interno del data center fin dal primo giorno.

Analizzando alcuni dei fattori chiave che influiscono sulle infrastrutture critiche “tradizionali” e sui vantaggi intrinsechi dei sistemi prefabbricati e assemblati in loco, il vertice di Vertiv mette in evidenza alcuni elementi: in primis il fatto che è sempre più difficile trovare addetti ai lavori estremamente qualificati. Negli Stati Uniti, dove l’economia è in piena espansione, le nuove leggi fiscali favoriscono fortemente lo sviluppo locale e i corsi di formazione specialistica ma spesso, le risorse IT vengono sovraccaricate oltre le reali capacità.

Il risultato è una scarsità di persone particolarmente esperte che genera oneri maggiori sulle fasi di progettazione sui partner subfornitori e subappaltatori, sui project manager on-site, mettendo seriamente a rischio i sistemi di ispezione legati a sicurezza e qualità. Purtroppo, non sono molti le realtà che possono permettersi di affidare esternamente le fasi finali di ispezione, collaudo e messa in servizio del data center, per poter identificare per tempo le carenze specifiche, disponendo del budget utile ad effettuare azioni e interventi correttivi adeguati. “Spesso non possiamo avvalerci neppure di una semplice lista con i punti salienti da controllare per essere sicuri di realizzare una nuova infrastruttura di data center di alta qualità. In particolare, per progetti di data center multi-megawatt, mantenere un team di costruzione sinergica e affidabile per tutta la durata del progetto può essere una sfida“, afferma.

Peggio ancora, quando il progetto è multi-fase, l’adattamento, la finitura e la qualità del core shell possono avere variazioni significative, anche se gestibili. Lo stesso non si può dire per la realizzazione del cosiddetto “white space” indispensabile per la creazione di strutture per ambienti mission critical. Ogni volta che si ricorre all’utilizzo di manodopera locale, la qualità, la finitura appropriata e il layout fisico delle strutture fabbricate in loco (condutture dei cavi elettrici, busway, cavi di potenza e fibra ottica, ad esempio) possono variare notevolmente. Fino al punto in cui, a volte, gli impianti predisposti per espansioni future non funzionano correttamente con la base installata esistente. Tutto ciò porta a un’eccessiva rilavorazione e a soluzioni di ripiego.
Fortunatamente, la maggior parte, se non la totalità, di questi problemi è stata eliminata grazie all’avvento della tecnologia di produzione e installazione di data center prefabbricati.
Con i data center modulari costruiti in loco, il sito completo viene ingegnerizzato il primo giorno per lo stato finale del progetto. Quindi, se si sta costruendo un sito da 50 MW, ma nella prima fase si decide di implementare solo 5 MW, i disegni di progetto, l’elenco dei componenti infrastrutturali, i disegni di produzione e assemblaggio, così come le procedure di test e i protocolli di ispezione di qualità associati, sono tutti documentati per garantire che i restanti blocchi da 5 MW siano assolutamente identici. Saranno costruiti con la stessa modalità, utilizzando gli stessi componenti, le strutture di montaggio, le practice di fabbricazione, i processi di produzione, i controlli di qualità e le procedure di collaudo.

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