Krzanich: ecco i cinque capisaldi del futuro di Intel

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Il CEO Brian Krzanich illustra i filoni che Intel seguirà e che hanno portato alla ristrutturazione dell’azienda. Sempre nel segno della Legge di Moore.

La ristrutturazione annunciata da Intel qualche giorno fa è stata accolta come un evento simbolico: l’azienda-simbolo della rivoluzione PC prende le distanze dal mercato dei personal computer. Per chiarire meglio quale sia la strategia dietro queste mosse, più di quanto possa fare un comunicato stampa, il CEO Brian Krzanich ha pubblicato un suo post in cui delinea i punti chiave della transizione da “PC company” a qualcosa di diverso. I punti chiave sono cinque: il cloud, il valore della connessione tra oggetti e cloud, il business delle memorie e dei FPGA, il 5G e la validità della Legge di Moore.

Il cloud per Intel si traduce in primo luogo nel business dei prodotti per datacenter. Per il CEO di Intel il passaggio alle architetture software-defined gioca proprio sui punti di forza della società e per questo “porteremo all’architettura Intel una parte sempre più grande dei datacenter”. Ma non c’è solo la parte processori in sé: la crescita del cloud e dei datacenter significa anche uno sviluppo delle piattaforme di analytics e in questo senso, spiega Krzanich, “incrementeremo la potenza e il valore degli analytics continuando a innovare nei campi dell’high-performance computing, dei Big Data e del machine learning”.

Brian Krzanich, CEO di Intel
Brian Krzanich, CEO di Intel

Intel ha sempre sottolineato il suo impegno in campo Internet of Things, termine che però secondo Krzanich è ambiguo. Per Intel l’IoT comprende tutti i dispositivi smart che si collegano al cloud. Questo significa sensori, wearable, abitazioni e automobili, ma è anche l’ambito in cui ora rientrano i tradizionali computer: “consideriamo il nostro core business dei client PC e mobili come una delle molte varianti di oggetti connessi”. Per il CEO di Intel la connettività al cloud è un elemento essenziale dell’IoT: “significa che qualsiasi cosa un oggetto faccia può essere catturata sotto forma di dati, misurata in tempo reale e accessibile da ovunque”. Veicoli autonomi, mondo industriale e applicazioni retail saranno gli ambiti chiave dell’IoT per Intel.

I settori delle memorie, dei componenti programmabili e della connettività sono trasversali a questa visione e per essi Krzanich ha dato meno dettagli. Gli sviluppi tecnologici legati a memorie e FPGA si tradurranno in innovazioni e prodotti per le infrastrutture dei datacenter e, assicura il CEO, “ognuna di queste tecnologie ha una roadmap lunga che garantisce crescita negli anni a venire”. La connettività è il filo che collega tutti gli elementi e per Intel è quella del 5G, campo in cui ritiene di poter fornire sistemi completi: “dai modem alle base station e a tutte le forme di connettività che esistono oggi ed esisteranno domani”, spiega il CEO.

Infine, la Legge di Moore. Che resta un caposaldo della visione di Intel: “Nei miei 34 anni nel mercato dei semiconduttori ho visto dichiarare morta la Legge di Moore almeno quattro volte… Vogliamo dimostrare che è viva e vegeta”, spiega Krzanich. Questo significa rendere sempre più raffinati i processi di microlitografia con un passaggio progressivo a 10, 7 e 5 nanometri. “E anche oltre”, dichiara ambiziosamente il CEO di Intel.

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