Davide Suppia (Data4), un’offerta DC che piace agli hyperscaler come alle PMI, grazie ai partner

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Data4 cresce a doppia cifra in Italia grazie ai propri partner. Nel 2019 con il nuovo DC4 di Cornaredo, e sfruttando migliaia di sensori, arriverà la possibilità di “vedere” cosa succede alle proprie infrastrutture fisiche all’interno del data center

Il business di Data4 che seguiamo dal suo arrivo in Italia è da sempre la proposta di data center in co-location.

Di più di un DC Data4 abbiamo seguito l’inaugurazione step by step. Solo per ricordare le tappe più recenti potremmo citare l’inaugurazione del secondo DC a Cornaredo nel 2015, in primavera, per 2200 metri quadrati, quindi il terzo a marzo 2016 e proprio ad ottobre abbiamo parlato dell’ultimo importante investimento con D4.

Davide Suppia è country manager e VP Sales di Data4, con lui tentiamo di “tirare le fila” dell’attività di Data4 in questi anni in Italia, con uno sguardo su passato, presente e ovviamente il futuro dell’azienda che, proprio nel nostro Paese ha saputo crescere interpretando le esigenze del territorio e del nostro tessuto produttivo.

L’azienda francese opera in Europa dal 2006 realizzando campus data center con un alto livello di certificazione, tra cui TIA-942 è di sicuro quella più caratterizzante (parliamo di Tier 4), la massima attuale, oltre a diverse ISO e, per il DC italiano di Cornaredo, la Leed per l’eco-compatibilità ambientale, per i campus che operano con particolari criteri di silenziosità e ‘pulizia’ e rispetto ambientale.

Data4, Digital Campus Cornaredo (MI)
Una sfida non da poco, considerato che si parla di un campus che sfrutta oltre 60 megaWatt (consumi paragonabili a quelli di 20mila famiglie che insistono su 10 ettari di terreno).

I primi clienti di Data4 sono i big player internazionali (tra cui IBM) presenti con le loro infrastrutture IT sul campus di Cornaredo; per essi significa poter trovare in tutti i Paesi lo stesso alto livello qualitativo. Data4, infatti, progetta, finanzia, realizza e commercializza i propri DC dal primo bullone fino alla consegna al cliente. E questo si tratti di un semplice rack come di un’intera stanza di rack o di un edificio, con alcuni clienti che affittano un intero DC.

In Italia il campus oggi è, come accennato, di 10 ettari complessivi, tre sono i DC già operativi, il quarto è in via di definizione e sarà operativo intorno a maggio/giugno 2019, come gli altri costruito con la modalità operativa standard di Data4.

Data4 avrà la possibilità di costruirne altri sei in una zona particolarmente favorevole. Cornaredo è infatti vicina a Milano, si tratta di un’area industriale con grande disponibilità di potenza, il campus è alimentato a 132mila Volt. Non solo, Cornaredo è molto vicino anche a Caldera Park che ospita il Mix (Milan Internet Exchange) per la connettività. L’infrastruttura di comunicazione è doppia e ridondata, si tratta di una doppia via con 144 fibre ottiche per parte (senza intersezioni).

Inoltre il Campus è neutrale rispetto ai carrier (Carrier Neutral), dispone di interconnettività con praticamente tutti i più importanti operatori di telecomunicazione presenti con proprie risorse nel campus (Telecom, Fastweb, Wind, Century Link, Verizon, Telia Sonera, solo per citarne alcuni…) a patto che non sfruttino infrastrutture che vanno verso Caldera ma restino indipendenti ( a Cornaredo è presente il Mix Data4), proprio a garanzia della massima efficienza sempre. I clienti in questo modo possono disporre della connettività che preferiscono dall’operatore preferito. Quando il cliente invece non dispone delle competenze necessarie, Data4 mette comunque a disposizione i propri esperti.

Spesso quando si sente dire che un’azienda ha un nuovo DC a Cornaredo il pubblico pensa che essa stessa lo abbia costruito, ma non è così. Data4 costruisce, essa stessa, i DC e ovviamente li personalizza secondo i desiderata delle aziende, ma all’interno dei propri protocolli di sicurezza, nulla deve intaccare le specifiche Data4. Quello di IBM per esempio è stato customizzato in modo specifico, così come è vero pure che Data4 può vantare per i suoi DC la compliance con le procedure IBM, tra le più esigenti in assoluto.

Data4, un modello di business su misura per l’Italia

Tre sono i pilastri del modello di business di Data4. Il primo è sostenuto dai grandi operatori wholesale e hyperscale internazionali che hanno bisogno di affidabilità e sicurezza, i secondi dai clienti retail che hanno bisogno di spazio e potenze inferiori ma di qualità equivalenti (per esempio un semplice rack ma che non può spegnersi mai) ma anche clienti che hanno più di un rack, e magari non hanno bisogno di un intero data center, sono clienti di servizi co-location condivisa o dedicata.

In entrambi i casi sono clienti diretti di Data4, arrivati grazie all’attività di promozione diretta, con la struttura Data4 cresciuta proprio in questi anni, vantaggi per essi sono di “non” doversi occupare del DC perché non è il loro business, ma avendo ovviamente bisogno di un’infrastruttura sicura.

Davide Suppia, country manager e VP Sales Data4 Italia

All’inizio del 2017 (fine 2016) Davide Suppia ha messo in piedi per l’Italia il canale indiretto, che rappresenta a tutti gli effetti il terzo pilastro della strategia, e ci spiega:“Molto spesso il cliente finale italiano, la nostra PMI, fa fatica a prendere la decisione di spostare la propria infrastruttura in un data center, pur sapendo che porterà dei vantaggi.Ha bisogno di supporto nella fase di migrazione, accensione e spegnimento dei server, trasferimento delle applicazioni, e non dispone al proprio interno competente per poterlo fare. Per questo abbiamo pensato a un VIP Partner Program dedicato ai system integrator che fanno questo per il cliente finale”.

Si tratta di system integrator che non dispongono in tantissimi casi di DC di proprietà, la cui gestione comporta costi elevati (a fine 2021 gli investimenti di Datat4 a Cornaredo saranno stati di oltre 250 milioni di euro, senza contare tecnologia e altri costi). Data4 si rivela per essi complementare e non in competizione perché non fa integrazione applicativa e di infrastruttura IT a tutti gli effetti ed è vista quindi come vero partner da essi e non come un competitor (offrendo solo spazio, potenza e sicurezza).

I system integrator possono fare visitare con Data4 ai propri clienti l’infrastruttura nei Digital Day che rappresentano un’occasione importante per incontrare i potenziali clienti sul campus, e per farne percepire il livello qualitativo, nell’assoluto rispetto del system integrator. Fino ad ora hanno aderito al VPP una decina di integrator, IBM certamente, ma anche più piccoli come Purple Ocean che ha la peculiarità di operare nelle piattaforme di e-commerce ed ha portato un cliente importantissimo italiano a Cornaredo.

Il fatturato di Data4 pesa e si affida per il 60/70 percento al momento proprio sul canale indiretto.Prosegue Supplia: “Tra i partner contiamo anche alcuni Managed Service Provider (anche Purple Ocean per una serie di aspetti può essere considerato tale), anzi, favoriamo noi stessi che i nostri partner creino infrastrutture nel nostro DC da poter rivendere nel nostro Digital Hub ai clienti che chiedono co-location ma non saprebbero orientarsi”. 

Digital Hub è nato proprio per aiutare le aziende a cavalcare l’hybrid transformation, a creare piattaforme interconnesse al cloud. Si tratta di un insieme di servizi tra i quali la connettività cloud – oltre 110 destinazioni tra cui Aws, Azure, IBM Cloud – integrata con già la presenza degli operatori cloud pubblici.

Non solo Digital Hub propone connettività verso il mondo Internet e Cloud, ma offre già in Francia servizi di storage as a service e HPC as a service (arriveranno in Italia grazie ai partner italiani), in modo da consentire anche lo spegnimento delle proprie infrastrutture (senza rinunciare a storage e calcolo).

Gli obiettivi per il 2019 saranno di accrescere la presenza di integrator, sviluppare i rapporti con quelli che ci sono, mettere in piedi un programma di reclutamento ulteriore di system integrator e partner con servizi di co-branding, estendere ad iniziative specifiche la disponibilità del campus (per esempio proprio con i Digital Day), offrire diversi livelli di scontistica e tiering a seconda della vendita prodotta. I progetti di co-location ovviamente spesso sono progetti specifici, Data4 lavora con i partner perché la co-location sia economicamente posizionata in modo corretto, e l’idea di mettere in catalogo una serie di plus resta differenziante.

Una strategia che paga. L’Italia è cresciuta rispetto all’anno precedente più di ogni altra, quasi del 70 percento. La nostra piccola e media impresa, anche grazie ai nuovi regolamenti (il Gdpr sugli altri) ha percepito i vantaggi della proposta Data4 e si avvicina al Campus, proprio grazie ai suoi partner.

Data4, in DC4 arriverà il data center ‘virtualizzato’

Nell’evoluzione di Data4 ora arrivano nuovi servizi per i clienti. Nella proposta di DC4, di prossima generazione, smart non solo di nome, Data4 introdurrà il servizio DCIM, da giugno 2019: si può parlare proprio di una sorta di servizio di virtualizzazione del data center.

Si tratta della possibilità attraverso un software e un portale per i clienti finali di avere una visione di quanto succede all’interno del DC per quanto riguarda le proprie infrastrutture.

E’ come virtualizzare il data center attraverso un portale di cui solo il cliente può disporre, comprensivo della possibilità di simulare diversi scenari.

I clienti, secondo un sondaggio realizzato da Data4, si aspettano proprio di poter comprendere e misurare la potenza di consumo in tempo reale (quanto scalda, umidità, spazio disponibile, quante unità ancora si possono montare, quanti sono i rack disponibili attraverso 5500 sensori di rilevamento), e capire le possibilità di espansione e utilizzo delle infrastrutture all’interno di un DC in modo dinamico.

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