Per il datacenter Cavium gioca la carta ARM ThunderX2

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Con il ThunderX2 Cavium propone un processore tuttofare da 54 core che punta alle applicazioni datacenter del mondo software-defined

Dopo aver sostanzialmente conquistato il mondo mobile, la piattaforma ARM da tempo sta puntando anche settori diversi e in particolare quello dei server “white box” per i datacenter. L’idea è quella di intercettare le varie evoluzioni software-defined che interessano il mondo dell’elaborazione, dello storage e del networking: se la gestione delle funzioni si sposta dall’hardware quasi completamente al software allora si apre lo spazio per processori alternativi al monopolio Intel, dato che quello che conta è “sopra” l’hardware. A patto di avere CPU abbastanza performanti.

In questo senso ora Cavium mette in campo ThunderX2, seconda generazione di un SoC che aveva già proposto per le applicazioni datacenter e che si presenta con un livello di performance da due a tre volte superiore. La novità sta anche nell’approccio al mercato con lo sviluppo di versioni specifiche di ThunderX2 per applicazioni mirate. Secondo Cavium il nuovo SoC offre “prestazioni paragonabili ai processori server tradizionali di nuova generazione a un costo complessivo di gestione più basso”.

ThunderX2 è basato su architettura ARMv8-A e realizzato con microlitografia a 14 nanometri. Ha una frequenza operativa da 2,4 a 2,8 GHz e un massimo di 54 core per socket (le configurazioni previste sono a singolo o doppio socket). La memoria RAM gestibile arriva a 3 terabyte, il SoC comprende anche moduli dedicati all’accelerazione in hardware di funzioni come la virtualizzazione, la cifratura e lo switching.

Il case rack Gigabyte che può ospitare sino a 384 core ARM
Un case rack Gigabyte progettato per sistemi ARM

Cavium ha progettato quattro versioni mirate del ThunderX2. Quella siglata CP è dedicata al cloud computing in generale e per applicazioni correlate (web serving, web caching, ricerca, HPC) grazie anche ad acceleratori per virtualizzazione e switching. La versione ST è dedicata alle applicazioni collegate allo storage (Big Data, cloud storage, database con elaborazione parallela, data warehousing) e comprende acceleratori per la parte di protezione e spostamento dei dati. ThunderX2-SC è invece dedicato alla sicurezza, ad esempio come “cuore” delle appliance, e dispone dell’acceleratore Nitrox per realizzare in hardware la cifratura IPSec, RSA e SSL. Infine, la versione NT guarda alla virtualizzazione delle funzioni di networking con diverse funzioni derivate dalla linea di processori Octeon.

A spingere l’architettura ARM nei datacenter non bastano i processori ma servono anche alleanze, ecco quindi che ThunderX2 si presenta con il supporto dichiarato di diverse aziende tra cui Gigabyte per le motherboard e Canonical, Red Hat e Suse per le distribuzioni Linux.

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