Aruba presenta Enterprise e anticipa l’avvio di altri data center

CloudDatacenter

Aruba presenta da divisione Enterprise per clientela PA e grandi imprese, anticipa l’ampliamento dei lavori in provincia di Bergamo e la nascita di un nuovo polo a Roma. Stefano Sordi diventa direttore commerciale del gruppo

Aruba alza il sipario sulla divisione Enterprise. Come ha spiegato Stefano Cecconi, ceo della società dalla sede di Ponte San Pietro in provincia di Bergamo dove sorge il data center campus “non si tratta del lancio ma della presentazione. E’ una storia che si sviluppa negli ultimi dieci anni che ci ha permesso di affrontare sfide e scalare i sistemi operativi, e creare competenze”, dice.

Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba
Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba

Le soluzioni e le competenze più rilevanti offerte dalla divisione sono suddivise in Cloud e Data Center e Trust Services. In particolare, i servizi di Cloud e Data Center aiutano le grandi aziende e le PA ad aumentare l’affidabilità e la compliance dei propri sistemi IT, riducendone i costi; tra i servizi principali si possono considerare la progettazione di intere infrastrutture – fisiche o in cloud – e la loro gestione, i servizi di Disaster Recovery, Backup e Business Continuity.

Le soluzioni Trust Services sono dedicate alla dematerializzazione e certificazione dei processi, allo scopo di digitalizzare l’azienda; tra questi, sono inclusi progetti relativi all’identità digitale, certificati SSL, sistemi di strong authentication, firma elettronica o grafometrica, marcatura temporale, conservazione digitale a norma e, inoltre, servizi avanzati di PEC e fatturazione elettronica. Ha poi preso la parola Stefano Sordi che da responsabile marketing diventa direttore commerciale del gruppo Aruba che esordisce subito affermando: “Spiegare il marketing del cloud? Fu una sfida in termini di comunicazione, la Pa e le grandi aziende sono clienti della divisione Enterprise”.
Aruba Enterprise si rivolge a clienti con esigenze complesse sia in termini di personalizzazione, sia di dimensione dell’infrastruttura e dei volumi dei servizi con i quali si opera. Aruba lavora già al fianco di aziende nazionali e globali di settori quali: bancario e assicurativo, energia e utilities, produzione e manifattura, retail, sanitario e farmaceutico, telecomunicazioni e media, service provider, Pubblica Amministrazione e i principali ordini professionali.

Data center Aruba – le prossime tappe

La divisione è organizzata per seguire i clienti con ingegneri e tecnici altamente qualificati in ciascuna fase relativa alla fornitura del servizio. Da quella iniziale di ascolto e definizione della soluzione appropriata, alla fase di implementazione e migrazione fino all’erogazione e gestione in esercizio. Il cliente avrà sempre personale dedicato a garanzia del massimo rispetto dello SLA concordato. Giorgio Girelli è general manager di Aruba Enterprise e spiega: “il cliente vuole un servizio ben definito. Siamo un gruppo di 250 persone con focus Enterprise, era necessario arrivare a una divisione e dare proposte di soluzioni ai clienti che seguiamo attraverso process manager. La flessibilità è la caratteristiche che ci aiuta a seguire il cliente e assicurargli il giusto interlocutore perché il cliente enterprise cerca un servizio che deve essere customizzato”.

Aruba Global Cloud Data Center

Fabio Biancucci è architetto con una passione per la tecnologia, afferma di sentirsi ‘in famiglia’ in Aruba. L’azienda ha avuto molti cambiamenti nel corso dei suoi 25 anni ma ha saputo restare ferma alle tradizioni e all’origine familiare, come ha più volte dichiarato Cecconi. Dopo il data center di Arezzo, il Data center Campus di Ponte San Pietro si sta pian piano ampliando: a breve inizierà la costruzione di un auditorium e il secondo data center (B) che, a detta di Fabio Biancucci “cambierà volto alla città”. In generale, Biancucci, da architetto, ha spiegato che “abbiamo cercato di fare costruzioni esteticamente belle e sostenibili dal punto di vista ambientale: la vicinanza del fiume Brembo che agevola le operazioni di raffreddamento e la produzione di energia che arriva da termovalorizzatori; il territorio a basso impatto sismico”.

Aruba – Sala Server

Gli stessi criteri di estetica e di sostenibilità saranno replicati nella costruzione del nuovo Hyper cloud data center a Roma: 74 mila metri quadrati in un territorio che non prevede rischi di alluvioni e sisma. Ma come nasce il progetto Roma? “Cercavamo un terreno sismicamente performante e stiamo optando per un edificio in classe 4, ossia al pari di ospedali e di edifici che devono sopravvivere. A breve presenteremo il progetto per Roma che prevede cinque data center. Sfruttiamo il fotovoltaico e, per i sistemi di raffreddamento, non avendo vicino un fiume perché saremo in zona Tiburtina, doteremo i pali interrati di uno speciale sistema che convertirà la temperatura”, conferma Biancucci.

Una struttura che guarda al futuro, dopo il grosso lavoro, ora è tempo di guardare alle risorse. “Sono 120 le persone certificate hyper – dice Girelli – proseguiremo con la formazione e, se quello che abbiamo pensato continuerà, potremo crescere in modo armonico”. Come la partnership con Vmware, necessaria, soprattutto per raccogliere le maestranze a livello software, indispensabili in cloud, “sicurezza”, afferma.

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