Danilo Poccia (AWS), i benefici della piattaforma ‘serverless’ e il caso concreto di Amada

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AWS Transformation Day – Con AWS Serverless è possibile generare applicazioni cloud senza preoccuparsi minimamente dell’infrastruttura. Ne parliamo con Danilo Poccia Global Principal Evangelist che ne spiega i vantaggi concreti sperimentati sul campo con Amada Engineering Europe e beSharp

Danilo Poccia ricopre l’incarico di Principal Evangelist a livello globale per AWS Serverless, e in occasione di AWS Transformation Day ha approfondito come gli sviluppatori possano progettare, implementare e monitorare applicazioni cloud beneficiando dei vantaggi e degli strumenti offerti dalla piattaforma AWS Serverless.

Soprattutto è stata interessante la presentazione della case history di Amada Engingeering Europa, un’azienda che opera nella produzione e nella vendita delle macchine per la lavorazione della lamiera che, con beSharp e le tecnologie AWS, è riuscita a soddisfare il bisogno di raccogliere i dati relativi alle macchine installate, a consentirne la visualizzazione e la valorizzazione.
Un progetto quindi per nulla basato sulla riduzione dei costi, ma tanto più interessante proprio perché in grado di aggiungere valore a un sistema di lavorazione ‘pesante’ a partire da un’infrastruttura esistente in un’industry che erroneamente si potrebbe pensare come ‘conservativa’.

Entra nel dettaglio Poccia: “Sì, AWS Serverless è una piattaforma che permette di ‘costruire’ applicazioni native in cloud senza pensare del tutto all’infrastruttura sottostante su cui esse poggeranno e soprattutto senza pensare a tutte le problematiche di manutenzione relative, concentrandosi del tutto sulle funzionalità dell’applicazione”. Quindi con serverless non ci si preoccupa nemmeno più della gestione delle macchine virtuali e dei container creati. AWS gestisce esecuzione,scalabilità, e affidabilità.

AWS Transformation Day – I Building Block disponibili con AWS Serverless

Quelle realizzate sfruttando AWS Serverless saranno quindi applicazioni il cui workflow risulterà fortemente semplificato: a fronte di una richiesta di funzionalità, anche con pochissimo budget, si definirà il progetto di un’app web o mobile, in grado di comunicare con il back-end tramite un’interfaccia governata dalle API, con la possibilità di comunicare le informazioni a database statici e dinamici, probabilmente integrati con un servizio CRM, sapendo di poter contare sui building block AWS (tra cui API Gateway) e ovviamente su AWS Lambda.
E’ semplicemente il servizio di elaborazione (serverless appunto) che esegue codice specifico in risposta a determinati eventi, gestendo in autonomia le risorse di elaborazione.

Lambda per esempio può eseguire codice in risposta anche a più eventi. Tipico l’esempio di richieste HTTP tramite Amazon API Gateway con relativa modifica di oggetti in Amazon S3 ed elaborazione di tabelle dati in Amazon DynamoDB. E’ Lambda stessa quindi ad amministrare le risorse di elaborazione, tra cui la manutenzione di server e del sistema operativo, il provisioning e il ridimensionamento automatico della capacità.

Ciascuna funzione creata (senza preoccuparsi dell’infrastruttura sottostante) include quindi il codice e alcune informazioni di configurazione, quali il nome della funzione e i requisiti in termini di risorse. Le funzioni Lambda tuttavia sono del tutto slegate dall’infrastruttura sottostante, perciò AWS Lambda può avviare qualsiasi numero di copie della funzione, in base alla frequenza degli eventi in entrata. Al variare della risorsa collegata, quindi, Lambda eseguirà la funzione pensata e gestirà le risorse di elaborazione in modo da soddisfare le esigenze dettate dalle richieste in entrata.

E’ facile  creare in velocità, e a basso costo, nuove opportunità di business (l’approccio iniziale di AWS Serverless prevede un Free Tier, poi il costo è per centesimi a millisecondo in esecuzione). Ed è quello che ha fatto Amada che per testare qualcosa di nuovo con la stessa Amazon ma anche un approccio tradizionale avrebbe dovuto creare dei server virtuali (quindi con la manutenzione di patching e la cura della scalabilità in base al traffico) e invece con l’approccio ‘serverless’ ha scavalcato queste difficoltà.

Come valorizzare i dati di macchine a controllo numerico, il caso Amada

Le macchine industriali a controllo numerico per la lavorazione della lamiera, che hanno sempre operato ‘isolate’, senza comunicare informazioni ai loro clienti, grazie a beSharp e alle tecnologie serverless di AWS sono state “prototipate” per provare a comunicare informazioni in cloud e dare feedback di utilizzo, accumulando dati che hanno consentito senza investimenti considerevoli di provare poi a testare nuove funzionalità fino a consentire ad Amada Engineering Europe non solo di fornire ai clienti le macchine da utilizzare ma anche servizi Saas – richiesti e accolti molto favorevolmente dagli utenti – cambiando in parte il modello di business.

In questo caso la scelta di Amada è caduta su AWS Serverless sia per i vantaggi economici sia per la possibilità di procedere agilmente, integrando diversi team di sviluppatori, disponendo di diversi ambienti di sviluppo (tutti validi per le realizzazioni AWS Serverless).

Amada Engineering Europe – I prossimi step del progetto ‘serverless’

La collaborazione con beSharp ha dato vita a una nuova infrastruttura che comprende servizi come API Gateway per endpoint REST, ovviamente funzioni Lambda, Dynamo DB per la raccolta di dati ma anche Elasticsearch per l’aggregazione e l’analisi dei log in tempo reale. S3 è lo storage scelto per il dato ‘caldo’, mentre Glacier per l’archiviazione a lungo termine.

La partnership con beSharp è risultata strategica, da lì sono state attinte le competenze necessarie per il progetto, spiega Poccia: “In Italia abbiamo un ottimo mix di partner nati in cloud come beSharp, come system integrator tradizionali di pari valore. Direttamente sul portale AWS è possibile individuare partner per aree di competenza e posizione geografica. Il progetto Foto Vogue per esempio, che è una referenza mondiale, è stato realizzato da Condé Nast con il supporto di un partner italiano”.
Dell’approccio ‘serverless’ infatti possono beneficiare tutte le tipologie di industries, prosegue Poccia: “Abbiamo case histories in ogni ambito: media (anche con Reuters), financial (per esempio nella simulazione del comportamento dei mutui per ridurre i rischi), manufacturing appunto con Amada, ma anche in ambito IoT.”

E’ infatti possibile eseguire funzioni Lambda anche all’esterno dei dati center, all’interno di apparati fisici. Ci sono clienti che all’interno delle serre, tipicamente ambienti non connessi, hanno scelto di implementare funzioni Lambda che coordinano i sensori per raccogliere specifici dati ambientali per migliorare le tecniche di irrigazione.

L’appuntamento per i prossimi step di sviluppo delle tecnologie AWS Serverless è sicuramente Re:Invent a Las Vegas, oramai prossimo, tuttavia Danilo Poccia, senza anticipare gli annunci, anticipa almeno l’indirizzo delle novità che vedremo: “Ci focalizzeremo ancora su nuovi strumenti per rendere ancora più semplice l’adozione di queste tecnologie e disponibili a un numero maggiore di sviluppatore semplificando ulteriormente la gestione del codice”.

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