Dal garage alle missioni su Marte. Hpe impazza tra AI e analitycs

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Stefano Venturi, Corporate Vp e amministratore delegato gruppo Hewlett Packard Enterprise in Italia

Stefano Venturi, presidente e amministratore delegato di Hpe Italia, spiega la strategia dell’azienda in ambito AI, big data analitycs e racconta le evoluzioni delle novità in casa Hpe come The Machine e l’accordo con la Nasa

“Non esiste intelligenza artificiale buona o cattiva, ma esistono uomini buoni e uomini cattivi i quali hanno in mano l’utilizzo delle tecnologie”. L’intelligenza artificiale arriva ben prima di pensare che i robot siano senzienti, siamo a livelli tali per cui l’intelligenza artificiale osserva i fenomeni e prende decisioni in seguito a questi stessi, ma gli input arrivano da chi glieli insegna, arrivando quasi a decretare che la tecnologia è al servizio di chi la utilizza.

Stefano Venturi, presidente e amministratore delegato di Hpe Italia, ma anche uomo di cultura economica e industriale, in qualità di presidente di American Chamber of Commerce in Italy, Vice Presidente di Assinform, Membro dell’Advisory Board Investitori Esteri di Confindustria, ha portato a galla i risvolti economico-tecnologici che stanno arrivando anche nel nostro paese come una presa di coscienza: abbiamo gli strumenti in mano, sta noi saperli o volerli usare nel modo corretto. E così, partendo dai robot con un etica e una morale (?), si finisce per sollevare il solito annoso dilemma: la tecnologia porta via posti di lavoro o li crea?

Stefano Venturi

Secondo Venturi, incontrato recentemente all’Hpe Italian partner summit 2018 il fatto che li diminuisca è un ‘falso mito’. “L’intelligenza artificiale ha lo stesso impatto che ebbe l’automazione durante la rivoluzione industriale. Si gridava allo scandalo ma ci si accorse che chi manovrava le macchine portava più produttività, plusvalore che veniva redistribuito a favore dell’economia dei consumi e del tempo libero. Quindi – continua – non ci dobbiamo far ingannare! L’automazione non porta via posti di lavoro perchè è in linea con quello che è già accaduto. Semmai ciò che fa perdere posti di lavoro sono l’apertura dei mercati ai paesi lontani dal welfare. Dobbiamo pensare bene cosa determina la creazione o la cancellazione dei posti di lavoro? Due elementi differenzianti: l’early adoption delle tecnologie: prima le si adotta e prima si inizia a produrre creando know how da esportare e la formazione permanente dei lavoratori per riformare e reimmettere nel mondo del lavoro anche chi viene escluso”.

Secondo Venturi, il nostro paese ha avuto un impatto grave dalla concorrenza con la Cina, ma quello che è rimasto nel Belpaese è una manifattura di alto valore aggiunto che deve ancora evolvere, “quindi ben venga il piano Calenda che ha spinto gli imprenditori a ripensare alla fabbrica, portandola ad automatizzare e fare produzione di alto valore, quindi stimolandola su ciò che era latente. L’Italia è ancora il secondo paese manifatturiero in Europa e in questa posizione si riparte verso eccellenze in ambito medicale, meccatronica…”, spiega Venturi.

Tornando sull’acquisto di Nimble, Venturi racconta un esempio concreto. “ Nimble aveva software di predictive maintenance e applicava intelligenza artificiale sulle batterie di storage. Hpe, che ha un mercato storage importante, dopo l’acquisizione, ha iniziato a installare questo software passando da predictive maintenance a prescrictive maintenance, cioè l’intelligenza artificiale decide quando è tempo di fare manutenzione o saltarla, e abbiamo visto un crollo dell’80% delle aperture dei problemi tecnici durante la lavorazione delle macchine. Questo software lo installeremo anche sui server. Un esempio: Kaeser Compressor in Germania, azienda produttrice di compressori hanno installato i software di gestione Industry 4.0 Hpe in fabbrica, hanno gestito la produzione, le tolleranze, e hanno deciso poi di spostare i sensori direttamente sui compressori in grado così di monitorarne i movimenti e gli eventuali incidenti di percorso durante il funzionamento: hanno fatto predictive e prescrivtive analitycs sul campo, e si sono spostati ancora più in là, decidendo di ampliare lo spettro di business anche alla vendita dell’aria compressa. Grazie ai sensori collegati ai sistemi centralizzati analitici, che sono dei big data analitycs, non solo prevedo la manutenzione, ma con i dati che sono in grado di ricavare, riescono a capire quanta aria serve. Ogni sensore quindi forniva informazioni e l’azienda ha dovuto crearsi nuove competenze”.

Supercomputer HPE – prototipo – Nasa

Infine un dettaglio su The machine. Oltre ad aver ridisegnato la macchina, nel futuro vedremo sempre di più i dati e la memoria al centro, una memoria unica che richiamerà le Cpu periferiche per elaborare i dati, espandendo la potenzialità di calcolo. Hpe, da agosto scorso, sta collaborando anche con la Nasa per la realizzazione di un supercomputer che possa essere installato su astronave o navicella ai fini della prossima missione su Marte. “L’esperienza ci insegnerà che i viaggi spaziali saranno sempre piu lontani, la navicella che andrà su Marte avrà tempi di latenza enormi, il supercomputing deve essere quindi caricato a bordo dell’astronave, e non stare più nella stazione di terra. Hpe ha fornito il supercomputer, la Nasa ha costruito l’involucro ad arte per far si che il supercomputer, in orbita, non sia sottoposto a radiazioni, cali o aumenti drastici di temperatura, sia alloggiato in modo tale da non prendere colpi”, conclude Venturi.

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