Come è cambiata Enel, la Digital Transformation come stile

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Tra il 2015 e oggi Enel ha trasformato completamente la propria infrastruttura IT. I passaggi chiave del connubio con le tecnologie cloud, di piattaforma e l’approccio alla cybersecurity

E’ difficile immaginare qualcosa di più complesso della trasformazione di una grande azienda, aggiungiamo le criticità di un’utility che opera nell’ambito della fornitura di energia e probabilmente potremmo pensare a un’impresa quasi impossibile in tempi brevi, invece abbiamo proprio in casa un caso di successo ed è Enel Spa, illustrato da Francesca Mazzini, Responsabile Enterprise Architecture e Service Design di Enel, in occasione di Technology Infrastructure Summit 2018.

Francesca Mazzini
Francesca Mazzini (a sinistra) – Responsabile Enterprise Architecture e Service Design di Enel

Parliamo di un’azienda che opera in 34 Paesi nei 5 continenti, produce energia con capacità gestita di oltre 86 GW, ma vende anche gas e distribuisce energia su una rete di approssimativamente 2,2 milioni di km. Con quasi 71 milioni di utenze finali nel mondo, Enel è tra le principali aziende elettriche d’Europa in termini di capacità installata.

Possiamo fissare come punto cardine di inizio della trasformazione lo scenario del 2015 con un parco applicativo di 1600 applicazioni, ridotte a circa 1200. Rispetto ad allora è cresciuto il numero dei server, a fianco della razionalizzazione di risorse infatti bisogna considerare l’attivazione di servizi funzionali, così come sono cresciuti capacità computazionale e storage raddoppiati.

Capex ed Opex rispetto al 2015 hanno avuto incrementi, ma per quanto riguarda gli Opex, Enel è riuscita a mantenere una spesa costante. Costi di capacità computazionale e storage, proprio grazie a cloud e al rispetto degli obiettivi di migrazione sono invece diminuiti.

Ma qual è stata la strategia abilitante? Enel ha modellizzato nella figura di un ‘diamante’ i pilastri verso i quali evolvere: clienti, asset, promozione delle risorse. Gli abilitatori tecnologici invece sono stati: il cloud come fil rouge, il concetto di piattaforma e la componente di cybersecurity. Come fondamenta. L’approccio Agile e le metodologie di ervice design hanno accompagnato i processi di revisione.

La trasformazione con il cloud

Robustezza, risorse sempre disponibili, aggiornate e certificate, efficienza e velocità di provisioning sono stati indubbiamente i fattori che hanno offerto la possibilità di un cambio di passo, insieme alla scalabilità in un ambito in cui la pianificazione (con un approccio on-premise) porta spesso a dotarsi di infrastrutture sovradimensionate.

Ok, ma quale cloud? Enel, contrariamente a quello che si potrebbe pensare ha compiuto una scelta forte di cloud pubblico, con AWS per la parte Iaas, le scelte ulteriori in Saas sono state innestate in corso d’opera. Il percorso ovviamente non è stato semplice.

la Digital Transformation di Enel
La Digital Transformation di Enel

Iniziato a fine 2014, l’idea di spostare i dati sulla nuvola ovviamente ha richiesto considerazioni importanti e critiche. Operations ed esercizio sistemi ovviamente hanno vissuto momenti dialettici importanti.

Enel è partita con il progetto cloud portando lì il calcolo delle applicazioni più piccole, quindi si è trovata con una mappa applicativa ibrida (on-premise e cloud), ma ha apprezzato la semplificazione andando oltre il semplice modello lift and shift che non avrebbe abbracciato tutti i vantaggi del cloud computing.

Enel oggi è in procinto di completare la migrazione di tutte le applicazioni rimaste sul Data Center (compresa la fatturazione clienti) e verrà chiuso il vecchio CRM. Alla fine del 2017 l’80 percento delle applicazioni erano già in cloud.

Un viaggio tutt’altro che semplice che avvicina Enel alla chiusura completa di tutti i Data Center attivi. Oggi Enel in termini di volumi l’utility più grande in Europa a servirsi di AWS e in Italia l’azienda più dirompente per questa scelta.
Ora Enel si affaccia alle architetture container e microservizi anche con la formazione di competenze interne.

Questo modello di trasformazione è indubbio che abbia richiesto la rivoluzione dei processi. Si pensi anche solo alla richiesta di una nuova risorsa in cloud, rivoluzione che ha portato nel 2018 alla percentuale di circa il 50 percento delle Service Request attualizzabili in digitale.

A livello di costi di capacità computazionale e storage a fine 2016 Enel aveva già equilibrato i costi di onpremise e cloud. Dalla fine del 2016 i costi di capacità computazionale e storage sono scesi.

Enel ha avuto il coraggio di dismettere infrastrutture importanti in ambito Data Center, ma ha dovuto anche affrontare il problema importante delle interconnessioni e di una nuova Rete, per garantire la necessaria riduzione di delay.

Enel Digital Disruption
Enel Digital Disruption

Nel 2016 sono state potenziate le linee dirette su Francoforte e Amsterdam con tratte a 100 Gbit e ora si sta introducendo tecnologia Equinix per la virtualizzazione di tutta la rete, con la rete stessa in modalità As A Service.

La nuova platform

Il cambio di paradigma, da una filiera verticale al concetto di platform, ha implicato la scelta di standard di configurazione. Dal controllo oneroso di risorse interne, all’orchestrazione strutturata. Quindi dall’esclusivo focus sui servizi, a una serie di bisogni ulteriori del cliente.

Enel ha individuato le configurazioni standard verso cui tendere, quindi ha sposato a seconda dei task Salesforce (CRM), Sap Hana, Adobe per il Content Management, Cloudera (Data Lake), una serie di servizi Amazon e Salesforce e le soluzioni per il metering. Da centinaia di tecnologie a venti piattaforme chiave.

La Cybersecurity

La gestione del rischio informatico è cruciale per un’utility. Enel ha scelto di attivarsi su una serie di tematiche. Dalle sonde che monitorano i sistemi di comunicazione, ai percorsi proattivi e di training per l’acquisizione di nuove sensibilità. Tanto più sui temi legati a GDPR.

Una tappa importante del percorso sono gli step formativi su alcuni concetti chiave: l’acquisizione di sensibilità sul concetto di dato, l’attenzione richiesta nel trattamento, anche in fase di collaudo e di trasferimento dei report, con l’introduzione di una serie di strumenti per assolvere ai task di Data Procession Impact Analysis, controllo su dove sono le applicazioni e quali sono quelle in uso, con ovviamente l’attivazione di strumenti di data encryption e data masking, l’attivazione dei tool per individuare i data breach. Con la prospettiva però di interpretare la cybersecurity come opportunità per ‘riprendere il controllo anche sui processi’.

La Digital Transformation come stile

Una Digital Transformation, quindi, quella di Enel, sostanzialmente incardinata come implementazione in due step. Il primo identificabile in un processo di convergenza. Prevede standardizzazione completa sulla global platform (le 20 tecnologie chiave scelte), omogeneizzazione dei processi di business e incremento dell’efficienza anche nella gestione dei fornitori.

Il secondo step invece è di carattere dirompente, e prevede quindi la volontà di confrontarsi con una serie di nuove tecnologie data driven per costruirvi sopra una nuova esperienza cliente, ed individuare un nuovo customer journey. La stabilizzazione della Digital Transformation non implica un punto di fermo: sugli analytics il percorso resta dinamico, la tecnologia Saleforce è giovane e richiede il necessario ‘tuning’, le sfide multicanale sono molteplici, l’introduzione di nuovi microservizi ad API e la gestione documentale più snella sono tutti ambiti che non permetteranno ad Enel di rimanere ferma.

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