Qualys 3.0: obiettivo armonizzare security, IT e compliance

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Emilio Turani, managing director per Italia, Iberia, Central Eastern Europe e Turchia di Qualys, spiega che la strategia è armonizzare security, It e compliance e agevolare l’automazione la gestione l’interazione con terze parti

Quattro anni fa, Emilio Turani, managing director per Italia, Iberia, Central Eastern Europe e Turchia, aprì la filiale italiana di Qualys, ma l’azienda nacque nel 1999 in Francia (oggi il quartier generale è in America) proponendo sul mercato un modello sul mercato che andava controcorrente rispetto alle soluzioni di allora perchè oggi sappiamo dargli un nome: cloud. Secondo quanto ha affermato Turani, il presidente di Qualys ebbe l’idea di passare da una soluzione on premise a una soluzione di demand computing. “Oggi siamo arrivati a un livello per cui i sevizi cloud sono centrali e Qualys è maestra garantendo innovazione come fosse una startup cloud native e partendo come pioniere, garantendo solidità”.

Il discorso era tenere disgiunti il cervellone dalla piattaforma garantendo scalabilità e ampliando nel corso degli anni il mercato coprendo oltre 130 paesi con 45 subsidiary cresciute nel tempo grazie ad approccio al mercato “dove fare vulnerability management voleva dire entrare nei processi aziendali, poi dal 2012 al 2018 abbiamo aggiunto altre applicazioni, siamo leder nella vulnerability management global”, afferma Turani.

team Qualys

A livello strategico abbiamo permeato clienti importanti e multisedi garantendo la piattaforma che consente di aver aggiunto applicazioni che vanno a gestire container security devops”, spiega. “La retention dei nostri clienti con tre applicazioni sono al 97% quindi un rinnovo costante e i clienti fidelizzati sono importanti al fine di interagire con noi dato che vogliamo facilitare con una console centralizzata queste applicazioni per raggiungere l’obiettivo di estenderci sia in verticale sia in orizzontale”.
Oggi Qualys è nella fase 3.0 e la piattaforma si evolve tanto da voler armonizzare tre mondi: security, It e compliance ed è questo il cardine della Qualys cloud paltform 3.0, agevolare l’automazione la gestione l’interazione con terze parti.

Poi, dal 2019 al 2021, esplorazione di nuovi universi: da operation technology all’IoT, elementi caratterizzanti per un Ciso e un Cio e per far si che la security sia parte integrante di un processo di accesso fin dall’inizio dello stesso. “Il consolidamento di più soluzioni è l’obiettivo che vogliamo porci per i nostri clienti. L’obiettivo futuro – continua Turani – è che la sicurezza sia built in, quindi costruita da subito, la tecnologia evolve veloce e da subito deve essere inserita nei processi per essere integrata. Questo è l’obiettivo a medio lungo termine che ha portato a un’evoluzione della piattaforma che vede oltre 12.200 clienti attraverso 7 data center che sono ubicati nel mondo, due in Europa uno a Ginevra e uno ad Amsterdam. Ogni anno gestiamo 3 trilioni di data point che e solo un anno e mezzo fa erano 600 milioni”, spiega Turani.

Philippe Courtot, CEO di Qualys

Nel primo trimestre 2019 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il fatturato infatti è cresciuto del 16% sul trimestre, consolidando il trend positivo e confermando la crescita del numero dei clienti che utilizzano la Qualys Cloud Platform. In particolare, nel singolo trimestre Qualys ha registrato un fatturato di 75,3 milioni di dollari ed un Ebitda rettificato di 30,6 milioni di dollari.

“Siamo soddisfatti di aver realizzato un altro trimestre estremamente positivo e di aver iniziato molto bene anche il 2019. I nostri risultati sono il frutto della continua innovazione della nostra Cloud Platform e la crescente adozione del numero di Cloud Agent presso le aziende clienti, ne sono la conferma – ha dichiarato in una nota Philippe Courtot, Presidente e CEO di Qualys. “Il mercato della sicurezza sta cambiando rapidamente grazie alla trasformazione digitale e noi ci sentiamo perfettamente allineati alle esigenze del mercato e sapremo assicurare un approccio più olistico e integrato per la sicurezza delle applicazioni”.

In Italia il livello di crescita rispecchia quello globale: da 85 clienti tra Enterprise medium e sb a oggi sono stati superati i 200 clienti. “In Italia i Ciso si muovono in orizzontale: si utilizzano le soluzioni Qualys ma si uniscono e utilizzano applicazioni di altri in orizzonatale perché così i clienti migliorano l’operatività e riescono a ottenere risorse”.

Il canale
Modello one tier con system integrator specializzati e il servizio è erogato da rivenditori e implementato con i loro servizi professionali. “In Italia abbiamo circa 15 system integrator ubicati in verticale che coprono alcuni servizi (finance, manufacturing, telco, egovernment) e altri più piccoli su base locale. La struttura di canale si sviluppa per seguire l’evoluzione orizzontale dei clienti: puntiamo su approccio tecnico e andiamo dal cliente per fare in modo che testi le soluzioni, le cosiddette PoC”, chiude Turani.

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