La Veeam Availability Suite passa alla versione 9.5

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Diversi i miglioramenti anticipati per la nuova release della Availability Suite, che aumenta le sue capaictà di integrazione con altre piattaforme nella gestione del cloud ibrido

Veeam Software ha reso disponibile la versione 9.5 della sua Availability Suite, focalizzata come sempre sulla protezione e l’alta disponibilità dei workload e con alcune funzioni aggiuntive per la tutela degli ambienti di cloud ibrido e, come già anticipato, in campo storage. L’aspetto generale per cui la suite è stata migliorata – spiega Veeam – è quello della scalabilità: dato che sempre più aziende passano al cloud e man mano aumentano i carichi di lavoro spostati nella “nuvola”, la Availability Suite ha esteso il suo raggio d’azione sino a poter proteggere decine di migliaia di macchine virtuali e petabyte di dati.

Altra parola d’ordine della suite è “integrazione”. La versione 9.5 è in particolare più integrata con alcune piattaforme datacenter di Microsoft come Windows Server 2016, Hyper-V 2016 e Nano Server. Ma anche con ReFS, il che secondo la software house offre migliori prestazioni e maggiore efficienza nella gestione di grandi dataset, assicurando allo stesso tempo l’integrità dei dati di backup e la protezione delle applicazioni.

Lo schema di funzionamento della Cloud Connect Replication
Lo schema di funzionamento della Cloud Connect Replication

Del tutto nuova è la parte di Direct Restore per Microsoft Azure, che permette il ripristino in cloud per i backup di Veeam. Questa nuova soluzione permette alle imprese di ripristinare o migrare su Azure le macchine virtuali on-premise basate su Linux e Windows, server fisici ed endpoint. Lato storage si conferma l’integrazione con diverse tecnologie storage enterprise come quelle di HPE, NetApp e EMC. In questa versione si aggiunge il supporto a Nimble Storage.

Con l’update si aggiorna anche la piattaforma Veeam One, che passa anch’essa alla versione 9.5. Si tratta sempre del modulo che aziende e service provider usano per avere un dettaglio dei costi delle infrastrutture virtualizzate e di backup, per poi calcolare il costo delle risorse di storage e di elaborazione nella propria azienda o per i servizi offerti, addebitandolo in base all’uso dei singoli reparti o dei clienti.

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Autore: Silicon
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