Cloud Security Summit: cloud e sicurezza un matrimonio che si può fare

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Durante l’ultimo Cloud Security Summit tema centrale è stato il rapporto cloud e sicurezza: da tragico a di convivenza quasi perfetta. Le aziende stanno imparando ad aver meno paura

Tra cloud e security, il matrimonio sembra funzionare. Almeno secondo le logiche emerse durante la terza edizione del convegno organizzato da Assintel, Associazione Nazionale Imprese ICT, Clusit, Associazione per la Sicurezza Informatica in Italia e CSA Italy, Cloud Security Alliance Italy Chapter, Cloud Security Summit. Svoltosi a Milano, presso la sede di Confcommercio, l’evento che ha visto la partecipazione di oltre 150 persone si è posto l’obiettivo di mettere l’accento su opportunità e rischi della “rivoluzione Cloud”: un mercato che oggi vale in Italia 1,5 miliardi di euro, secondo gli ultimi dati dell’Assintel Report e che, sia la stessa Associazione che l’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, hanno confermato in crescita nel 2019 (+25% secondo l’Assintel Report). Secondo le dichiarazioni di Giorgio Rapari, presidente Assintel, durante l’ultima presentazione dell’Assintel Report in Smau a Milano, il Nord Italia pesa per il 53%. Se si guarda al solo comparto IT, questo cresce oltre il doppio (+1,6%), totalizzando 22,8 miliardi di euro e un trend previsto al +2,3% nel 2019. Merito della Trasformazione Digitale, su cui investono soprattutto le grandi aziende, e delle tecnologie che ruotano attorno alla cosiddetta Terza Piattaforma e agli Acceleratori dell’Innovazione, che da sole valgono 18 miliardi e che hanno ritmi di crescita a due cifre: Cloud +25%, Internet of Things +18%, Intelligenza Artificiale +31%, Realtà virtuale e aumentata +72%, wearable + 43%, Big Data e Analytics +26%.

Gabriele Faggioli

Al Cloud si affiancano poi gli investimenti in Security, che da un valore attuale di 391 milioni di euro nel nostro Paese registreranno, secondo Assintel, un incremento del 7,4% nel 2019. Secondo il presidente del Clusit, Gabriele Faggioli, “Dopo forti resistenze, da un paio di anni l’utilizzo del Cloud, in particolare del Public Cloud, è stato quasi completamente sdoganato da parte delle grandi aziende, l’82% delle quali utilizza oggi almeno un servizio in Public Cloud”. C’è ancora un neo in queste realtà e si tratta del fattore sicurezza legato alle aziende di medio-piccola dimensione. A frenare queste realtà è spesso la percezione che non si riesca a rispondere in tempi rapidi ai requisiti di conformità di sicurezza e privacy nei confronti dei propri utenti.

Proprio su questi rischi si sono concentrate le tre principali associazioni di settore nel corso di Cloud Security Summit, mettendo a fattor comune le proprie competenze sul tema. “Se il Cloud cresce in ogni ordine di imprese, la sicurezza deve invece scontrarsi con una percezione culturale non sempre in linea con la sua valenza strategica: i dati appena usciti dell’Assintel Report rilevano che solo il 19% delle aziende italiane la considera un investimento strategico, dato influenzato negativamente soprattutto dalle micro e piccole imprese, che la ritengono un costo contingente, spesso legato ad obblighi normativi. La consapevolezza migliora invece nelle Medie e Grandi aziende: il 45% la considera un investimento strategico e il 35% del totale investirà anche nel 2019. Per questa ragione il Gruppo Sicurezza Informatica di Assintel coordinato da Paola Generali sta lavorando nell’ecosistema di PMI di Confcommercio per fare soprattutto opera di sensibilizzazione e informazione su questi temi”, afferma Rapari.

Giorgio Rapari, Presidente Assintel

“Il Cloud sta portando le infrastrutture tecnologiche di imprese e istituzioni a livelli molto elevati, grazie anche al concetto dell’impresa ‘software defined’, ovvero dell’organizzazione che si modella a seconda delle necessità, rispondendo in maniera immediata ad eventi esterni, anche di sicurezza”, dice Daniele Catteddu, CTO di Cloud Security Alliance.

Il Rapporto Clusit 2018 presenta uno scenario coerente: tra tutti gli incidenti di sicurezza accaduti a livello globale nei primi sei mesi dell’anno in corso, il 10% è stato perpetrato ai danni di provider di servizi online/cloud. “Assintel, Clusit e CSA Italy operano in sinergia con istituzioni e organizzazioni per abbattere le resistenze ancora esistenti all’utilizzo del cloud pubblico”, afferma Faggioli. “In questo ambito vediamo tutte le grandi aziende investire in maniera massiccia in ottica di sicurezza e standardizzazione dei servizi a livello internazionale, anche alla luce dell’applicazione del GDPR, secondo un paradigma collaborativo e di condivisione delle responsabilità che sono di per sé stesse garanzie di sicurezza e sviluppo tecnologico che non esitiamo a definire innovazione”, conclude.

“La spinta più importante alla crescita del mercato Cloud Computing in Italia non può che arrivare dalla Pubblica Amministrazione”, prosegue Alberto Manfredi, presidente di CSA Italy.Vorrei sottolineare l’importante lavoro svolto in questi ultimi anni dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID); mi riferisco in particolare alla pubblicazione della linea guida sull’adozione del Cloud Computing nella PA (2012), al progetto nazionale SPC Cloud (2016), il più importante al livello EU per investimento e complessità, e recentemente all’avvio del progetto Marketplace Cloud per la PA (cloud.italia.it), ovvero un percorso di qualificazione dei fornitori CSP e Saas che rientra nella strategia Cloud della PA delineata da AgID in coerenza con gli obiettivi del Piano triennale per l’informatica pubblica 2017-19 per favorire l’adozione del modello del Cloud Computing nelle amministrazioni italiane. Tutte iniziative in cui CSA ha fornito dei contributi importanti”.

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