AWS Transformation Day, come approdare al cloud con metodo

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AWS Transformation Day è occasione di incontro tra chi deve ancora intraprendere un cammino di trasformazione con il cloud e chi ha le competenze per farlo nel migliore dei modi. Nella ricetta di metodo anche l’importanza di rischiare (a basso costo) e lasciare spazio alle idee

AWS Transformation Day, il 7 di Novembre la data milanese, nella sua prima edizione italiana si qualifica subito come momento del tutto diverso rispetto ad AWS Summit oramai ospitato da alcuni anni nel nostro Paese.

Quest’ultimo, il Summit, resta l’appuntamento di punta, dove è più facile individuare le novità tecnologiche e le strategie, e come tale in grado di chiamare a raccolta almeno un paio di migliaia di persone.
Decisamente più raccolto e numericamente inferiore è il pubblico del primo AWS Transformation Day (al massimo 600 persone), tra cui tanti sono i rappresentanti di aziende che ancora devono scoprire le potenzialità del cloud computing e della proposta di AWS.

Anche per questo però l’occasione è modulata per rendere più facile incontrare i compagni di viaggio che potenzialmente saranno in grado di aiutare a mettere a terra i propositi di innovazione e trasformazione (BeeToBit, beSharp, Claranet, Deloitte, Ideato, Sorint.lab, Reply Storm, Techedge, VMware e Zero12), che poi è il tema chiave della giornata di lavori.

AWS Transformation Day – Luca Giuratrabocchetta Country Manager AWS Italia

Li apre Luca Giuratrabocchetta, Country Manager AWS Italia: “La tecnologia a supporto del business è oggi in piena trasformazione, il cloud ne è il centro, e le aziende hanno bisogno di capire meglio e approfondire con AWS come arrivarci a loro volta, con le aziende che hanno già percepito quali siano i vantaggi”.

Negli ultimi cinquant’anni la risorsa più importante per innovare è stata il capitale, oggi il paradigma cloud cambia la possibilità di fare sperimentazione per produrre innovazione con un costo del fallimento prossimo allo zero.

Prosegue Giuratrabocchetta: “Il vero vantaggio competitivo è la capacità di lanciare velocemente nuovi servizi per i clienti e, se esse non produrranno un ritorno, poterli spegnere, accettando il fallimento stesso come fonte di innovazione”. E’ un atteggiamento profondamente diverso rispetto al passato, ora assimilato in parte anche in Europa.
Il cloud quindi non deve essere visto come scelta tecnologica, ma strategica, che permette di avvicinarsi a nuovi mercati e restare competitivi in un business che è comunque sempre più difficile.

Per farlo è necessario cambiare i modelli organizzativi. Spiega Giuratrabocchetta: “E’ possibile distribuire oggi in azienda la capacità di avere idee per aprirsi a nuovi mercati e rendere disponibile a chiunque strumenti che permettano di sperimentare le idee a basso costo e a basso rischio”.

Per questo si può parlare di innovazione distribuita a partire dalle aziende sempre citate come AirBnB, Netflix, Satispay, N26, ma anche da quelle sconosciute come Amada Engingeering Europe che opera nel manufacturing più pesante e di cui parleremo in dettaglio in un prossimo contributo.

La domanda principe che giustifica AWS Transformation Day è sicuramente non se adottare il cloud, ma come fare, approfondendo use case aziendali che hanno già affrontato il percorso.
Il fattore abilitante sarà in primis la competenza – secondo IDC le aziende che sanno investire in formazione e training sui nuovi modelli cloud riescono ad adottarli fino all’80 percento in modo più veloce rispetto a chi non lo fa.

AWS Transformation Day – Thomas Blood AWS Enterprise Strategist Emea

Le aziende dalle più piccole alle più grandi hanno compreso che si tratta di competenze ‘nuove’ di classe profondamente diversa rispetto alle precedenti che si formano anche con processi nuovi. Un secondo fattore importante è proprio legato alla capacità dei system integrator italiani di lavorare affianco delle aziende e aiutare il percorso.

Ve ne sono di globali ma anche di molto piccoli cloud native, specifici del mondo cloud, nel primo caso potremmo citare Deloitte, nel secondo proprio beSharp, in grado tutti di affiancare il business proprio per comprendere insieme alle aziende ‘come fare ad intraprendere il percorso cloud con le tecnologie AWS’.

Il metodo AWS per approcciare il cloud computing

Per alcuni aspetti il contributo in occasione del Transformation Day di Thomas Blood, AWS Enterprise Strategist Emea ed ex VP Emerging Technologies per Experian, l’azienda che ha contribuito a trasformare con il cloud, ci è sembrato addirittura anacronistico.

Thomas Blood – AWS Enterprise Strategist Emea

Dove in tanti incontri si parla del futuro e delle potenzialità future del cloud, l’approccio a Transformation Day è fortemente ancorato invece a quelli che sono i primi passi da compiere e l’atteggiamento da avere per intraprendere il viaggio verso il cloud.

Blood risponde alla critica con i numeri: secondo una recente ricerca di IDC mentre il 90 percento dei responsabili d’azienda sa di dover trasformare il proprio business, solo il 15 percento sa come farlo.

E’ al rimanente 75 percento che si rivolge l’iniziativa milanese di AWS.
Il modello di Blood è abbastanza sistemico. Tutte le realtà aspirano ad accelerare il time to market, e ridurre i cicli temporali decisionali, focalizzandosi su una migliore esperienza per i clienti e favorendo la collaborazione trasversale in azienda; ma il punto di partenza è spesso fin troppo lontano da quello di arrivo: si spende nelle aree sbagliate, si teme il cambiamento tanto più quanto più appare di discontinuità con il passato, e sono gli stessi dipendenti a opporre resistenza. La ricetta di Blood si può quindi riassumere in otto punti:

  1. Agire come farebbe una start-up
  2. Fare la propria scelta cloud (ovviamente accompagnati)
  3. Utilizzare il giusto strumento a seconda degli obiettivi da raggiungere
  4. Sfruttare le soluzioni out-of-box non appena è possibile farlo
  5. Creare un’architettura di microservizi
  6. Fare le cose più semplici in grado di funzionare
  7. Coltivare la cultura DevOps
  8. Tenere sempre presente il principio di Atkins per cui “Si padroneggia completamente ciò che si è costruito” – Regola prima dei cultori DevOps.

Secondo Blood i primi obiettivi devono essere visibili a 90 giorni con quelli sul medio termine già percepibili sui 15 mesi. Tra i primi l’impianto di un’architettura basata sui microservizi con un primo embrione ‘prodotto’ rappresentativo delle nuove caratteristiche già utilizzabile che sia già ‘customer centrico’ e adattabile in base ai cambiamenti. Tra gli obiettivi di medio termine: un nuovo business model, l’affermarsi di una nuova cultura in azienda, un nuovo ambiente di lavoro, processi scalabili, resilienti e sicuri.

Tra gli strumenti tattici Blood evidenzia la necessità di ridurre costi e rischi nello sperimentare nuove idee (non come fine ultimo), lo sforzo di allineamento delle risorse umane ai nuovi obiettivi (senza squadra coesa non si va da nessuna parte), e la rimozione degli ostacoli tecnologici e di processo.

Non sono messaggi nuovi, e tuttavia un punto a favore dell’evento è proprio quello di essere riuscito ad avvicinare concretamente quelle aziende che per qualsiasi motivo ‘iniziano ora il proprio percorso in cloud’ con chi (system integrator e partner) padroneggia gli strumenti messi a disposizione da AWS. Ad AWS Transformation Day questo è stato senza dubbio possibile.

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