Boccotti (IBM), dati e intelligenza aumentata al servizio delle catene produttive

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

VIDEO – Andrea Boccotti, IoT e Industry 4.0 Solution Leader di IBM Italia, spiega l’evoluzione del valore del dato nell’era 4.0

Machine learning e Intelligenza Artificiale sono spesso termini utilizzati dagli esperti di marketing in modo non appropriato, a volte ad indicare processi che in verità non sfruttano queste tecnologie, altre volte in modo allarmistico a sottolineare un’automazione in grado di fare a meno dell’apporto umano.

Non è questa la prospettiva di IBM che preferisce utilizzare il termine di Intelligenza Aumentata e che in occasione dell’evento IoThings 2018 oltre a spiegarne il significato ha messo a fuoco specificità di utilizzo e benefici.

L’Intelligenza Aumentata, esemplificata prima di tutto in IBM dalle performance di Watson, completa quindi le potenzialità umane e ne aumenta le capacità attraverso l’analisi in tempi estremamente rapidi di un’enorme mole di dati per aiutare a comprendere meglio i fenomeni e a prendere decisioni migliori. IBM in questo ambito ha investito due anni fa la bellezza di 15 miliardi di dollari. E ne legge la pervasività nei casi d’uso più svariati.

Secondo IDC il mercato delle intelligenze artificiali cresce anno su anno di quasi il 60 percento, con una velocità che rimarrà costante anche in questo e nei prossimi due anni, fino al 2020. Se nel 2017 a far la parte del leone sono state le applicazioni cognitive (in grado di offrire previsioni e elart), i maggiori investimenti (e risultati) si avranno con l’arrivo di software completi in grado di offrire interi stack di servizi sulla base di informazioni strutturate ma anche di informazioni non strutturate.

Ad abilitare e a fornire informazioni in questo scenario sarà anche l’ecosistema Internet of Things. I dati, nella nuova era, solo per il 20 percento arrivano dal Web, l’80 percento di essi risiede all’interno dei perimetri aziendali, da questi dati si genera il valore, qui è più naturale applicare le funzionalità di AI.

Ne abbiamo parlato con Andrea Boccotti, IoT e Industry 4.0 Solution Leader di IBM Italia che evidenzia i vantaggi delle applicazioni di realtà aumentata per le catene produttive, a partire proprio dalle funzionalità di riconoscimento degli oggetti.