AWS Outposts, arriva il ‘cloud ibrido’ proposto da Amazon

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Amazon ha capito che il cloud ibrido è la via preferita dalle aziende e si adegua proponendo AWS Outposts. Veri “avamposti” per portare i servizi AWS nativi, infrastruttura e modelli operativi virtualmente su qualsiasi data center

In questi anni abbiamo imparato a conoscere i benefici e i vantaggi offerti dal cloud pubblico, ma le aziende che ne hanno saputo comprendere da subito i benefici lo hanno abbracciato partendo da una situazione di partenza non certo vantaggiosa.

I carichi applicativi critici sono rimasti a lungo su infrastrutture di cloud privati, quando non addirittura on premise. Ora si è imparato a sfruttare diversi cloud a seconda delle esigenze e si cerca la possibilità di spostare i carichi in continuità: è la prospettiva multicloud.
Amazon ha compreso bene la direzione preferita delle aziende e per questo in occasione di Re:invent ha proposto AWS Outposts.

In pratica vuole portare servizi AWS nativi, infrastruttura e modelli operativi virtualmente a qualsiasi data center, compresa quindi la modalità di co-location, come sulle risorse on-premise. Amazon presenta l’offerta in modo molto chiaro: sarà possibile utilizzare le medesime API, gli stessi strumenti e lo stesso hardware on premise come in cloud e gli AWS Outposts si potranno utilizzare a supporto dei carichi di lavoro che è meglio tenere in locale (per esempio quando il fattore critico è la latenza) o semplicemente per esigenze di elaborazione locali.
Fitta in questo senso la collaborazione con VMware.

AWS Outposts - Come funziona
AWS Outposts – Come funziona

Spieghiamo meglio. Gli AWS Outposts (avamposti non a caso) sono completamente assimilabili ad unità AWS configurate e gestite con rack di calcolo e storage identici all’hardware AWS e possono quindi ‘girare’ in modo trasparente anche nell’ambiente on-premise dei clienti. In pratica è come disporre di AWS in casa propria. Non a caso Amazon parla di poter far girare un’infrastruttura AWS on-premise per una perfetta esperienza di cloud ibrido.

In questo modo le aziende possono beneficiare di un’esperienza ‘ibrida’ del tutto allineata con quella in cloud, con un unico piano di gestione hardware. I clienti hanno chiesto sostanzialmente una sorta di estensione del loro ambiente AWS (e VMware Cloud) su un ambiente AWS on-premise, con lo stesso hardware, interfacce e API, e Amazon li ha accontentati ricreando la stessa immagine con gli AWS Outposts.

Gli ‘avamposti’ arriveranno nella seconda metà del 2019 in due varianti. La prima prevede VMware CLoud su AWS Outposts per utilizzare lo stesso sistema e piano di controllo VMware e relative API già in uso per l’esecuzione.

La seconda possibilità invece prevede proprio l’utilizzo delle medesime API per il pieno controllo del piano in uso su AWS Cloud ma on-premise.
L’ifnrastruttura AWS Outposts sarà completamente gestita e supportata da AWS, i clienti potranno accedere alla Console di gestione di AWS, ordinare i server Outposts tra una vasta gamma di opzioni sia per la potenza di calcolo sia di archiviazione.

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