Accesso ai dati cloud fuori USA: Microsoft si oppone alle ingiunzioni dei giudici

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Microsoft continua rifiutarsi di fornire i dati dei messaggi di un cliente conservati sul suo centro di Dublino

Microsoft si oppone a una decisione di un giudice americano che ha confermato la possibilità per il governo di Washington di esigere dai fornitori americani l’accesso ai dati conservati in cloud al di fuori degli Stati Uniti. Nonostante la sentenza sfavorevole Microsoft rifiuta di fornire il contenuto delle email di un cliente conservate nei suoi server di Dublino in Irlanda.
Microsoft ha infatti confermato la sua intenzione di interporre appello sulla base del fatto che il Congresso degli Stati Unit non ha autorizzato l’extraterritorialità sui mandati emessi negli Usa. D’altra parte per il Governo di Washington il quarto emendamento della Costituzione americana relativo alla protezione contro le perquisizioni non motivate non si applica al Cloud Computing. Il mandato deve dunque essere applicato.

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Per questo Microsoft ha ricevuto un nuovo ordine di consegna di dati relativi a un utente non americano che utilizza il servizio cloud non americano.
Sia Microsoft sia il Governo Usa hanno tempo fino al 5 settembre per informare il giudice su come intendono precedere. Microsoft ha già messo in chiaro la sua posizione mentre il caso affronta la procedura di appello.
Inutile dire che il caso potrebbe avere profonde ripercussioni per il mercato dei servizi cloud se dovesse concludersi con il blocco di ogni sforzo da parte dei fornitori di servizi cloud americani per rassicurare i loro utenti che i dati sono al sicuro da occhi indiscreti da parte degli enti governativi.
Se il governo federale delgi Stati Uniti può ottenere l’accesso ai contenuti stipati sui server dei data center mondiali degli operatori americani i clienti aziendali , già scottati dall’affaire degli ascolti massicci messi in opera dalla agenzia NSA, rischiano di uscire dal mercato di questo tipo di offerte. Consapevoli di queste conseguenze economiche anche le rivali Apple, Cisco, Verizon e AT&T hanno offerto il loro appoggio a Microsoft.

Su un altro fronte Microsoft è messa sotto indagine anche dalla Cina.La società americana deve spiegare la propria strategia di bundling dei prodotti alle autorità antitrust locali.Per adeguarsi sono stati concessi alla software house di Redmond una ventina di giorni per spiegare le implicazioni che comportano le sue attività di marketing per i prodotti Windows e Office . La State Administration for Industry and Commerce (SAIC) ha ripetuto i suoi sospetti che Microsoft non abbia rivelato compiutamente i nessi di compatibilità tra il software applicativo e il sistema operativo.
Intanto in questo mese di settembre è atteso in Cina lo stesso Satya Natella , CEO di Microsoft. Ma Microsoft non è la sola azienda americana sotto osservazione in Cina .Anche Qualcomm è nel mirino per attività di aumenti ingiustificati sui prezzi dei i suoi chip.

 

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Autore: Silicon
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