Self-Driving Network Blog

Che cos'è un Brand Voice ?

Il settore del networking ha prodotto innovazioni fenomenali negli ultimi 25 anni. Ce ne parla Mario Manfredoni, Country Manager per l’Italia di Juniper Networks

Internet, così come lo conosciamo oggi non sarebbe esistito se non fosse stato per gli enormi investimenti fatti per la creazione di router ad alte prestazioni. Uno tra tutti, il primo router hardware mai prodotto, l’M40 di Juniper.

Sono state sviluppate nuove tecnologie, nuovi meccanismi per trasportare e scambiare i dati (L3VPNs, L2VPNs, EVPN, ..).  Nuovi modi per portare maggiore efficienza mediante l’integrazione ottica, nuovi protocolli o nuovi modi per usare i protocolli esistenti e rendere le reti più flessibili e potenti.

Tuttavia, il vero problema, particolarmente significativo nel contesto dei service provider, è ancora lì, in gran parte irrisolto. Per ogni euro speso (Capex) nell’infrastruttura di rete se ne spendono 4 o 5 per farla funzionare. Questo è conseguenza di molti fattori tra cui:

  • la complessità e la varietà di operazioni necessarie per costruire una rete
  • la complessità a la varietà di operazioni necessaria per configurarla e metterla in opera
  • la complessità e la varietà di operazioni necessarie per farla funzionare
  • la varietà e la complessità di operazioni necessarie per diagnosticare gli errori e porvi rimedio
  • la varietà e complessità di operazioni necessarie per…

La situazione si complica ulteriormente se pensiamo che esistono diversi tipi di reti e di tecnologie.

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Le reti di oggi (e questa è un’affermazione applicabile generalmente a ogni dominio di rete) sono tutte ad alta intensità di decisioni e interventi umani e da questi dipendono.

  • la questione dell’intensità è legata ai costi. Tempo e attività umane sono risorse scarse e costose
  • la questione della dipendenza è legata ai limiti. La mente umana (la capacità generale di elaborare dati e il tempo necessario per elaborarli) è molto limitata. Pertanto le decisioni e le azioni relative alla rete sono condizionate dai limiti di ciò che gli umani possono fare.

La motivazione principale delle self driving network è la separazione delle complessità intrinseche della rete dai costi e dai limiti umani.

Mario Manfredoni, Country Manager per l’Italia di Juniper Networks
Mario Manfredoni, Country Manager per l’Italia di Juniper Networks

La motivazione principale della Self-Driving Network™ sta nella possibilità di poter minimizzare la dipendenza dalle decisioni e azioni umane lungo l’intero ciclo di vita di una rete. Ciò porterà a minori costi operativi e a superare gli attuali limiti, col risultato di decisioni più accurate e rapide. Se hai la responsabilità della progettazione, del deployment o della gestione di una rete, queste considerazioni devono interessarvi.

In un mondo ideale, se il costo del lavoro fosse uguale a zero e le capacità umane infinite, la complessità non sarebbe un problema in quanto non si tradurrebbe in costi superiori o decisioni peggiori. Nel mondo, però, reale le cose vanno diversamente. Quindi o affrontiamo il problema della complessità – che in molti casi è solo la conseguenza di quanto chiediamo alla rete (se le richieste non cambiano nemmeno la complessità può cambiare) o affrontiamo gli effetti di tale complessità

La capacità di sfruttare le tecniche di machine learning e di intelligenza artificiale può aiutarci a risolvere alcune parti della complessità che abbiamo oggi con gli schemi attuali. Ciò porterà una serie di effetti che saranno molto importanti, quali:

  • la capacità di costruire reti migliori
  • la capacità di costruire grosse reti con meno risorse. In pratica fare di più con un TCO uguale o più basso
  • La capacità di costruire reti più affidabili
  • la capacità di costruire reti che, in caso di guasto, possano essere riparate e ripristinate più rapidamente
  • la capacità di costruire reti che facciano un uso ottimale delle risorse

Perché ciò è possibile oggi?

Il principale punto di svolta che fa sì che la self-driving network sia una possibilità reale è la grande disponibilità di capacità di calcolo a diversi livelli. In passato, la disponibilità di tali motori di esecuzione (Cpu) era limitata e costosa (la maggior parte dei nostri protocolli e principi di progettazione è stata concepita quando memoria e Cpu erano beni limitati). Ora invece sono disponibili a prezzi accettabili e abbiamo cervelli potenti sia sugli elementi di rete sia nei data center. Questo è il punto di svolta.

Quando sarà disponibile?

L’inevitabile termine di paragone quando si parla di cose “self-driving “ è l’automobile. Le auto a guida autonoma sono un argomento caldo perchè promettono di rivoluzionare non solo il settore dei trasporti ma probabilmente anche altri settori e le nostre intere vite.

Sembra sia una novità ma in larga misura da molti anni le auto stanno diventando, passo dopo passo, autonome. In generale, diciamo che non abbiamo usato quel termine: più spesso si usa il termine “automatico” (per riferirsi a specifiche funzioni dell’auto). Solo ora alcuni processi decisionali che sembravano riservati esclusivamente agli umani cominciano a diventare autonomi (il parcheggio, il mantenimento della distanza di sicurezza, ecc…) generando nuove aspettative.

D’altro canto, è vero che eliminare completamente gli umani dall’equazione richiederà molti anni – ammesso che sia possibile – e non solo per ragioni tecniche ma anche culturali. E’ interessante leggere una recente dichiarazione di Toyota[1]il problema è che la società accetta che negli Usa si contino 39.000 vittime all’anno dovute principalmente a errori umani, ma non tollererebbe mai un massacro di questa entità dove fossero coinvolte auto guidate da un computer”.  Occorrerà un importante cambiamento culturale, un diverso atteggiamento e ciò potrebbe richiedere una generazione o forse più. Ciò significa che l’approccio più realistico alle auto a guida autonoma sarà di tipo progressivo/incrementale. E’ un viaggio.

Ciò significa che nemmeno il settore del networking si convertirà dall’oggi al domani alle self-driving network, indipendentemente da quanto se ne parli, e allo stesso tempo nemmeno la tecnologia necessaria per realizzarle sarà disponibile dall’oggi al domani. Anche qui un approccio incrementale appare più verosimile sia dal punto di vista dello sviluppo sia dell’adozione.

Le auto a guida autonoma non sono state un successo improvviso: ci sono stati anni di innovazioni sul fronte dell’automazione, dalla trasmissione automatica ai freni antibloccaggio, dal parcheggio automatico al mantenimento della corsia di marcia alla frenata automatica. Nessuna di queste tecnologie è stata sviluppata pensando specificamente all’obiettivo finale. Ma definire l’obiettivo serve a riunire queste tecnologie e accelerare l’aggiunta dei pezzi mancanti.

Arriveremo alle reti autonome attraverso la realizzazione di una serie di sottosistemi autonomi successivi, ma ci arriveremo prima se definiremo degli obiettivi in funzione dello stato finale che abbiamo in mente.  Nel networking ora questo obiettivo lo abbiamo. E’ un viaggio, un viaggio importante per il nostro settore e importante per tutti. Occorre una serie di passaggi intermedi e una serie di tecnologie; intanto, negli ultimi anni Juniper Networks ha realizzato i mattoni chiave.

Per chi volesse approfondire l’argomento, http://www.juniper.net/us/en/dm/the-self-driving-network/ 

 

 

[1] http://www.smh.com.au/business/toyota-plans-years-of-building-cars-largely-controlled-by-humans-20170105-gtmfwy.html