Protto (Retelit): carenza di infrastruttura e di cultura in azienda sono aspetti da sanare

Che cos'è un Brand Discovery ?

Federico Protto, amministratore delegato e direttore generale di Retelit, ha spiegato alcuni tasselli affrontati durante il Digital Italy Summit 2016: digital transformation, Industry 4.0. Sarà diramato un documento congiunto con le linee guida sul processo di digitalizzazione della Pa e delle imprese

Un momento di confronto vero e paritetico tra imprese, istituzioni, politica ed enti. Ma anche un momento per stilare un documento congiunto che detti le linee guida e il percorso verso la digitalizzazione della Pubblica amministrazione (Pa) e delle imprese. Aziende e istituzioni si sono sedute attorno a un tavolo e hanno messo nero su bianco temi che riguardino la banda ultralarga e le migliori modalità per mettere a frutto i bandi, sia in termini di modalità operative sia, in termini più pratici, di accesso ai finanziamenti.

Così Federico Protto, amministratore delegato e direttore generale di Retelit, ha spiegato, in sintesi, alcuni dei tasselli che saranno affrontati durante il Digital Italy Summit 2016, in programma a Roma il 22 e il 23 novembre 2016. Con Protto abbiamo voluto toccare temi di stretta attualità, quali quelli della digital transformation, dell’Industry 4.0, e analizzarli in chiave sia economica, sia industriale per capire come sta rispondendo il nostro Paese e quali aspetti, eventualmente, possano essere migliorati.  “Il Digital Italy Summit 2016 è importante perché occasione unica in cui i diversi stakeholders si parleranno, si metteranno in discussione e affronteranno assieme le questioni più spinose. Si tratta quindi di un confronto vero, specie in un momento così importante per l’Italia, caratterizzato dalla trasformazione digitale delle imprese. Ho sempre desiderato che si superassero i ‘personalismi’, dal punto di vista degli stakeholders, e si affrontassero assieme i problemi di competitività, di efficienza delle imprese e solo insieme si potranno ottenere delle risposte. Ecco perché questo Digital Italy Summit 2006 rappresenta un momento di incontro e di svolta”, spiega.

Carenza di infrastruttura e di cultura. Due aspetti da sanare

Sostanzialmente, Protto sottolinea due aspetti, tra i tanti, che gli stanno a cuore parlando di Industry 4.0, che definisce “due facce della stessa medaglia”. “Da un lato la carenza di infrastrutture delle nostre aziende e dall’altro la carenza di sviluppo culturale da parte delle stesse imprese. Si pensi semplicemente alla percentuale relativa agli ordini online sul totale degli ordini per le aziende italiane: 7% contro gli oltre 15 punti percentuali della Francia e addirittura oltre il 20 della Germania. Questa differenza è un problema infrastrutturale, imputabile certamente al fatto che molte delle nostre imprese sono dislocate lontano dalle grandi città e quindi difficilmente possono fruire dei vantaggi della banda larga, ma soprattutto è ancora un problema culturale e le potenzialità della digitalizzazione sia commerciale sia produttiva non sono ancora completamente sviluppate e pervasive in queste imprese”. Protto ha qualcosa da dire anche alle associazioni di categoria e al loro ruolo e auspica che, oltre a battersi per sollevare problematiche legate all’eccessivo carico fiscale sulle imprese, intervengano “sull’alfabetizzazione digitale delle imprese stesse”, colmando quel gap culturale che l’Italia ancora possiede. Un gap che Retelit, nel suo piccolo, vorrebbe contribuire a colmare. “Parliamo in un’ottica di posizionamento industriale, non solo per creare competenze, ma per dare il via a ecosistemi che lavorino in modo sinergico e dare vita a sinergie tra società e partner con cui andare insieme sul mercato con offerte integrate”, spiega Protto.

Federico Protto
Federico Protto

Il documento congiunto

Durante l’evento organizzato da The Innovation Group, Protto fa sapere che sarà presentato un documento congiunto redatto con il contributo di imprese e istituzioni che detti le linee guida sul processo di digitalizzazione della Pa e delle imprese e, tra le altre cose, spieghi le modalità di costituzione dei bandi e l’accesso ai finanziamenti. Al tavolo dei lavori, Protto spiega che erano poche le imprese Tlc e sarebbe stata l’occasione per far sentire la propria voce. “Abbiamo dato un contributo affinché venisse alla luce il problema e non cercare la colpa”, spiega Protto. “La pubblica amministrazione ha fatto passi importanti sia in termini di risorse (il lavoro di Agid, nomina del commissario per la Trasformazione digitale), sia in termini di digitalizzazione dei processi (fattura elettronica, Spid, ecc.) e ancora: i mandi per la banda ultralarga, il nuovo codice degli appalti, il cd. “Decreto Scavi” e le nuove regole di accesso emanate da Agcom…Sono tutti tasselli che spiegano come lo Stato stia agendo nella direzione giusta”, spiega.

Cosa bolle in pentola?

Retelit si posiziona come un player di riferimento per quanto riguarda la tecnologia infrastrutturale portando competenze nelle aree “cosiddette a fallimento di mercato, quelle per cui il privato non è mai stato incentivato a investire in termini di ritorno sugli investimenti perché non avrebbe avuto ritorni nel breve periodo. Retelit fa questo lavoro da 15 anni”, chiude. Il 2016 sarà un anno ricordato, in casa Retelit, come l’anno della svolta, in cui si registrerà un importante miglioramento della redditività operativa. “Dall’inizio del 2015 – spiega Protto – abbiamo iniziato un lavoro di concertazione mettendo a reddito il patrimonio della società: un’infrastruttura di più di 200 mila km di fibra pari a 9700 km di percorso infrastrutturale, oltre 2 700 siti, Data Center e sedi di Aziende, serviti, che va a rafforzare il nostro posizionamento sul mercato. Vendiamo sia ad aziende sia a operatori wholesale e ci siamo avvicinati anche ai clienti finali con significativi incrementi di fatturato. Chiuderemo l’anno con un fatturato corporate e PA intorno ai 6 milioni di euro, mentre all’inizio del 2015 era poco meno di un milione di euro. Complessivamente, chiuderemo l’anno sopra i 46 milioni di euro di fatturato, al di sopra delle aspettative sia in termini di volumi che reddituali, e contiamo di proseguire verso questa direzione per i prossimi esercizi, consolidando il rapporto con gli operatori nazionali e internazionali e sviluppando ulteriormente il posizionamento sul mondo Business”.

Posizionamento industriale e istituzionale

Retelit ha deciso di seguire la strada industriale e istituzionale. Protto spiega che la società era ai margini e per porsi come istituzione, il punto di vista della società doveva cambiare. “Ora siamo più solidi all’interno della filiera. Siamo una società quotata e abbiamo dovuto rimboccarci le maniche e riconquistare la fiducia dei mercati finanziari per tornare ad avere credibilità sul mercato dei capitali”. Prosegue l’investimento di Retelit a Bari sul cavo sottomarino che sarà in servizio tra fine anno e i primi mesi del 2017. Il cavo collegherà i paesi del Mediterraneo, il Middle East, l’India e il sud est asiatico con 25 mila chilometri e 820 milioni di dollari di investimento complessivo. “Si tratta di un investimento di circa 60 milioni di euro per Retelit, completamente finanziati. Il progetto ha preso forma, il rischio industriale è mitigato e il cavo sarà operativo nei tempi previsti e senza alcun overrun in termini di costi”, conclude Protto.