Come sbloccare il potenziale dell’economia digitale

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L’Indice di Connettività Globale di Huawei spiega come il mondo stia abbracciando la trasformazione digitale per ottenere il successo nel futuro

Sia che abbiate bisogno di un taxi in città, di qualcosa da mangiare o addirittura per un appuntamento – c’è sempre un’app pronta. Infatti, con cosi tante imprese tradizionali e startup che oggigiorno raggiungono i consumatori online, c’è un’app quasi per tutto. Il business digitale è diventato un grande business.

L’economia digitale, un’economia basata sull’elaborazione digitale, è qualcosa che le aziende e similmente le nazioni hanno iniziato a prendere sul serio, e con buona ragione.

Il termine è stato coniato per la prima volta nel libro di Don Tapscott “The Digital Economy” (l’economia digitale): Promessa e pericolo nell’era dell’intelligenza collegata in rete, Questa è stata una delle prime pubblicazioni a considerare come Internet avrebbe cambiato il modo in cui facciamo business. E il cambiamento che ha. Tanto che nel mese di aprile , il Regno unito ha istituito il Digital Economy Act 2017 (legge sull’economia digitale 2017) – una legge che, fra le altre cose, contiene disposizioni sulle infrastrutture e i servizi per le comunicazioni elettroniche, nonché la condivisione dei dati.

Il Regno unito è certamente uno dei capifila globali in questo aspetto, con un recente studio dell’azienda di telecomunicazioni Huawei che lo nomina la quinta più avanzata economia digitale su 50 paesi esaminati.

L’Indice di Connettività Globale (GCI) di Huawei del 2017 classifica gli USA in prima posizione fra gli altri paesi oggetto di indagine, con le altre economie mature di Singapore (2), della Svezia (3) e della Svizzera (4) a completare le cinque posizioni più alte di quest’anno.

21 paesi in totale hanno migliorato la propria posizione in classifica dal GCI 2015 al GCI 2017. La Malaysia ha segnato il maggiore miglioramento in quel momento, salendo di cinque posizioni fino alla 24ma. Altre nazioni che hanno compiuto un progresso includono l’Argentina, il Cile e la Nuova Zelanda – le quali hanno migliorato le posizioni in classifica di tre posizioni – mentre la Colombia, l’Indonesia, il Messico, le Filippine, la Spagna e il Vietnam hanno migliorato di due posizioni.

I paesi che hanno sperimentato il maggiore progresso della connettività hanno tutti qualche attributo in comune. Hanno registrato investimenti significativi in infrastrutture ICT, hanno potenziato le applicazioni e le esperienze degli utenti e hanno un contesto politico di governo che incentiva lo sviluppo nazionale IT. I dati GCI fanno notare che questi paesi hanno anche elevate prestazione nella copertura 4G, nella velocità di download a banda larga, e hanno fatto notevoli progressi verso la diffusione del cloud. Da un punto di vista politico, i governi dei paesi che migliorano le posizioni stanno dando priorità alle iniziative che mirano a migliorare l’esperienza dei cittadini con l’ICT.

Per quanto riguarda lo sviluppo ICT delle nazioni, il GCI ha identificato 3 categorie:

Gli starters (i principianti): Questi paesi sono nella fase precoce del completamento dell’infrastruttura IT. Il loro focus si concentra sull’aumento della fornitura IT per consentire a più persone l’accesso all’economia digitale.

Gli adopters (i neo-utilizzatori): Le nazioni in questo cluster sperimentano la maggiore crescita del PIL derivante dall’infrastruttura ICT. Esse sono al lavoro per aumentare la domanda di IT per facilitare la digitalizzazione e la crescita economica di alta qualità.

I frontrunners (i capifila): Questo gruppo di paesi è costituito principalmente da economie sviluppate, come ad esempio il Regno Unito. Queste nazioni potenziano continuamente l’esperienza degli utenti, ed usano i Big Data e Internet delle cose per creare una società più efficiente.

Il GCI di Huawei ha identificato un divario crescente fra questi cluster, comunque. In modo preoccupante, questo divario di sta sviluppando in un baratro, che potrebbe avere conseguenze disastrose per i paesi che lottano per lo sviluppo ICT. La trasformazione digitale delle aziende, dei governi, dell’industria e della società, ha un forte legame con l’innovazione, con la produttività, con la crescita economica e con l’istruzione, quindi i paesi che saranno sempre più in ritardo sui capifila soffriranno.

I dati GCI, tuttavia, mostrano che l’investimento in infrastrutture IT – Big Data, banda larga, servizi cloud, data center e Internet delle cose – è in grado di livellare il campo di gioco innescando una reazione a catena che porta alla trasformazione digitale.

Il GCI del 2017 individua come investire nella banda larga sia il primo passo per attingere alle funzionalità del cloud. Le funzionalità del cloud possono quindi agire come un potente equalizzatore per gli adapters e per gli starters, in particolare, per fare grandi passi avanti nella montagna della tecnologia, per fare innovazione e per raggiungere una crescita sostenibile. Il cloud computing è considerato come un potente catalizzatore nella catena e una via d’accesso verso il potere dei Big Data e di Internet delle cose.

I paesi di tutto il mondo devono focalizzarsi su tre strategie in particolare, secondo il GCI del 2017, se vogliono trarre pieno beneficio dall’economia digitale.

  • Priorità relative all’infrastruttura ICT

Le nazioni dovrebbero includere le politiche ICT come parte integrante dei propri piani di sviluppo economico per incoraggiare ed incentivare la trasformazione digitale. Il ruolo della banda larga è quello di permetter i servizi cloud e il software che funziona sul cloud.

  • Priorità relative all’industria e alle società

Costruendo sul i vantaggi comparativi locali di ogni paese, i politici dovrebbero prendere in considerazione politiche maggiormente compatibili con le esigenze dell’industria per aiutare a promuovere la trasformazione digitale.

  • Priorità relative alle persone

Il GCI raccomanda la collaborazione con istituzioni per l’istruzione, con i ministeri dell’istruzione, con i dipartimenti del lavoro e con gli elementi determinanti della tecnologia per assicurarsi che l’istruzione per la creazione dell’accesso e delle competenze digitali sia accessibile universalmente, mirato e pienamente utilizzato.