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Windows 10 CloudBook, quasi ci siamo?

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Svelate le specifiche minime per i sistemi con Windows 10 Cloud. Potrebbe presto arrivare un device Microsoft con caratteristiche molto simili a quelle dei Chromebook

Immaginate il corrispettivo dei Chromebook ma con il sistema operativo Windows 10 Cloud a bordo. In pratica, un sistema di computing che dipende fortemente dalla nuvola, con un OS Windows in versione ‘ridotta’, pronto a sfruttare Office 365 in cloud, e a memorizzare  i vostri dati, con tutti i relativi vantaggi (e svantaggi), insomma, quasi una proposta di Desktop As A Service (come software). Ecco, avete immaginato quella che potrebbe essere presto un nuovo device Microsoft, Windows 10 CloudBook. Lo scoop sulle specifiche minime per i device con Windows 10 Cloud sono state rilevate da Windows Central (qui di seguito la capture), non a caso con la diretta comparazione rispetto ai Chromebook.

Windows CloudBook (Fonte Windows Central)
Windows CloudBook (Fonte Windows Central)

Questa tipologia di sistemi potrebbe arrivare sul mercato americano prima di Windows 10 Redstone 3, in modo da approfittare del periodo Back To School. Sarebbe mossa intelligente per Redmond, perché questi device  trovano accoglienza molto favorevole soprattutto in ambito educational (negli Usa), per l’autonomia quasi sempre superiore alle 10 ore e il prezzo decisamente sostenibile (anche considerata la dotazione di memoria SSD sempre intorno a 32/64 Gbyte e alla cpu Celeron).  Windows 10 CloudBook nasce sull’idea di base di un laptop tradizionale, ma non si escluderebbero versioni dotate anche di touchscreen e stilo, certo, il costo lieviterebbe e quindi verrebbe anche meno un po’ il senso della proposta.

E' luglio 2015. Acer propone i CloudBooks con Windows 10 (la versione completa del sistema operativo)
E’ luglio 2015. Acer propone i CloudBooks con Windows 10 (la versione completa del sistema operativo)

Non sarebbe difficile pensare a questa idea nemmeno in uno scenario di utilizzo “thin”, in azienda, con notevoli benefici soprattutto per la sicurezza. Sembrano invece fuori luogo scenari ottimistici di diffusione in Italia.

Come sappiamo nel nostro Paese fino ad oggi i Chromebook hanno trovato  quote di mercato del tutto irrisorie e sono oggettivamente poco spinti anche dai vendor, che si trovano ad affrontare ben altri problemi (l’Italia per esempio è tra i pochissimi Paesi in area Emea in cui il mercato pc tradizionali non è cresciuto nemmeno nel primo trimestre del 2017, secondo i preliminari di IDC).

Interessante è invece notare che l’idea di un dispositivo CloudBook (e anche il nome) non è per nulla una novità di questi giorni. Per esempio Acer nel 2015 propose un device di questa natura, ma ovviamente che si appoggiava su Windows 10 versione completa.

Questo non vuol dire che Windows 10 CloudBook sia una cattiva idea, tutt’altro. La diversificazione dei device ha soddisfatto un numero sempre maggiore di casi d’uso, quasi sempre senza fare scomparire dal mercato i device già presenti.

Ci sono tantissimi ambiti in cui davvero non serve né poter installare ad hoc applicazioni specifiche, né disporre di potenza di calcolo, e invece magari serve proprio avere a disposizione un device con un form factor confortevole anche per lunghe sessioni, in grado di supportare perfettamente tutte le funzionalità ancora esclusiva dei sistemi di computing completi, usare Office e la posta elettronica, ma fare tutto il resto via Web, con uno schermo adeguato e una tastiera completa… E dite poco.

Windows 10 CloudBook rispetto ai Chromebook avrebbe il vantaggio di integrare “nativamente” l’esperienza Office 365 e di prevedere in pratica già un’esperienza di computing uniforme su, laptop, ibridi e tablet. Google ha dalla sua un app store più ricco.