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Tucci (Emc): la manutenzione It e la mole di dati chiamano il cloud computing

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

All’Emc World 2010 di Boston, Joe Tucci, president e ceo Emc Corporation, sostiene la necessità che le aziende sposino soluzioni cloud. Motivo: risparmio sui costi di manutenzione delle infrastrutture It e migliore gestione della mole di dati digitali

I costi della manutenzione delle infrastrutture It e la mole di dati da gestire sono due delle principali cause che dovrebbero spingere le imprese a pensare e passare al cloud computing. E’ questo uno dei messaggi lanciati da Joe Tucci, president e ceo Emc Corporation, durante l’Emc World 2010 di Boston.

Tucci è partito da questi due aspetti per sostenere un problema che tocca e toccherà le imprese di tutto il mondo. Da una ricerca del maggio 2010, commissionata da Emc a Idc, si evince che i dati digitali cresceranno di quasi 45 volte entro il 2020. Secondo Idc, nel solo 2009, in periodo di recessione, le informazioni digitali sono cresciute del 62% rispetto all’anno prima raggiungendo gli 800 milioni di gigabyte.

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Joe Tucci, president e ceo Emc Corporation

In secondo luogo Tucci ha ricordato come le infrastrutture It siano troppo complicate, inefficienti e costose. “Si pensi che in media un’azienda spende il 72% del proprio budget per mantenere un’infrastruttura e solo il 28% è destinato a reali investimenti. Per questa motivazione e per la mole di dati digitali che transiteranno in rete, serve un nuovo approccio, le imprese non possono spendere in continuazione così tanto per la manutenzione. E’ il momento propizio per parlare alle aziende di private cloud”.

Per Emc il private cloud è l’evoluzione delle infrastrutture It. Un ambiente federativo di risorse interne ed esterne disponibili attraverso service provider, utilizzate in combinazione e modalità differenti, per soddisfare le esigenze degli utenti.

In particolare il private cloud combina i vantaggi tipici del cloud computing con quelli di controllo e sicurezza di un data center enterprise (risorse disponibili on demand, riduzione dei costi grazie a economia di scala, flessibilità e libertà di scelta delle risorse da usare). Se da un lato l’internal data center diventa private cloud, il service provider diventa public cloud.

Dal palco, Tucci auspica sulla nascita di un ecosistema tra private public cloud. E proprio su questo ecosistema si fonda la nuova strategia dell’azienda, che fa leva sulla federazione, elemento fondamentale di virtual storage e componente della nuova tecnologia di virtual storage lanciata a Boston, la Vplex, la tecnologia che permette di spostare migliaia di macchine virtuali e petabyte di informazioni per diversi chilometri.

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Uno scorcio del palco durante l’Emc World 2010 a Boston

La federazione associa le risorse di diversi sistemi di storage sia a livello locale sia remoto e ne consente la collaborazione. Lo storage federato permette, quindi, alle aziende di aggregare data center e service provider separati in un unico data center virtuale di grandi dimensioni. Secondo alcuni analisti, poi, nel 2010 la priorità principe dei Cio sarà la server virtualization seguita dalla security, dal cloud computing e dallo storage virtualization.