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Sanità ed eHealth, che ruolo per l’ICT?

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L’ ICT sembra una delle poche leve in grado di portare a un sistema sanitario qualitativamente migliore ed economicamente sostenibile. Ma le regioni viaggiano a velocità diversa sul Fascicolo Elettronico Sanitario

Fine maggio caratterizzato da un tema che ha attraversato la penisola , in diverse occasioni e con diverse angolature: la Sanità , i rapporti tra Ict e Sanità , i rapporti tra cittadino , Ict e Sanità. Sicuramente il primo posto nell’attualità merita l’evento Exposanità di Bologna nel corso del quale è stata presentata la Ricerca dell’Osservatorio Ict in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, che ha coinvolto un campione di di oltre 200 strutture sanitarie.
Cosa ne è uscito in sintesi ? L’innovazione nella Sanità italiana c’è, ma è a macchia di leopardo. Considerando la media dei budget destinati a strumenti e progetti informatici da tutta la sanità italiana, le spese annuali sono cresciute da 1,9 milioni di euro del 2009 ai 2 milioni del 2010 (+6%). Tuttavia, il quadro è disomogeneo e fortemente sbilanciato verso il Nord del Paese. Accanto a punte di eccellenza, prese a esempio anche all’estero, permangono sacche di pesante inefficienza, di degrado nel servizio e sprechi nell’impiego delle risorse. E in un quadro di continui tagli per la spesa pubblica, la via da intraprendere è quella dell’innovazione Ict, che sembra essere oggi una delle poche leve in grado di portare a un Sistema Sanitario qualitativamente migliore ed economicamente sostenibile per la collettività.

Al centro delle considerazioni e delle critiche il modello federato che ha prodotto sistemi regionali autonomi e diversi, con le regioni del Nord che hanno investito e continueranno a investire più di quelle del Centro e del Sud. Quel medesimo modello federato ha mostrato i suoi limiti anche nel convegno “ Il cittadino al centro del sistema salute “ gestito dal Club TI  e coordinato da Ornella Fouillouze. Anche in questo caso il sistema sanitario italiano ha proposto un misto di ritardi e casi di eccellenza, ma soprattutto ha lasciato nei presenti la sensazione che l’integrazione e l’interoperabilità tra regione e regione delle informazioni che dovranno comporre il Fascicolo Elettronico Sanitario siano ancora molto lontane. Da un lato c’è la mancanza di quella che è stata definita come governance interregionale dei diversi sistemi sanitari locali sta vanificando gli sforzi già fatti , ma dall’altro proprio n le Regioni che fanno da guida – la Lombardia con Lombardia Informatica ed Emilia Romagna con Cup 2000 – sono divise sul modo di concedere l’accesso al cittadino ai suoi dati organizzati all’interno del Dossier Sanitario Personale o Fascicolo Sanitario Elettronico , che dir si voglia. Per un cittadino alle prese con una sanità di difficile gestione forse apre qualche speranza di autogestione il progetto di Fascicolo Sanitario Elettronico, realizzato in Emilia con il nome di My Page . Si tratta di un archivio personale in rete dove conservare e aggiornare la propria storia clinica: dai referti di visite, agli esami effettuati, alle lettere di dimissioni, alle prenotazioni sanitarie. Il Fascicolo Sanitario Elettronico è già a disposizione di tutti i cittadini che hanno il medico di base in Emilia-Romagna. Già 400 persone in Emilia-Romagna lo hanno attivato. Nel fascicolo, grazie alla rete Sole (Sanità On LinE), si hanno a disposizione i vari referti, le lettere di dimissioni. Inoltre è possibile caricare all’interno della propria pagina anche altri documenti di visite svolte al di fuori del servizio sanitario nazionale.

Al confine preme la Commissione Europea con il suo tentativo di governance super partes con il progetto di eHealth denominato epSOS, per una interoperabilità transnazionale i tra i sistemi europei che gestiscono l’ Electronic Health Record. Ma soprattutto si prospetta il caso di una strada, come quella seguita dagli Stati Uniti , dove i dossier sanitari dei singoli cittadini sono affidati alla loro iniziativa personale e già incombono i grandi colossi dell’informatica , Microsoft e Google, pronti a gestire il colossale business delle informazioni personali della sanità .