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General Electric: l’additive manufacturing fa bene anche all’Italia

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

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General Electric acquista la stampante industriale 3D dalla barese Roboze e annuncia la creazione di una nuova unità di business, GE Additive

General Electric (GE) sceglie l’Italia per acquistare una stampante industriale 3D dedicata a supportare e sviluppare la ricerca nel proprio research center americano. La società, attiva nel campo dell’additive manufacturing, ha fatto spesa nel barese andando a bussare alla porta della società Roboze per acquistare la stampante industriale 3D Roboze One+400. Ma non solo. GE utilizza le tecnologie dell’additive manufacturing per concept design, prototipazione e produzione di componenti industriali ha annunciato la creazione di una nuova unità di business, GE Additive, il cui obiettivo è crescere fino a 1 miliardo di dollari entro il 2020 e di vendere 10mila macchine additive nei prossimi 10 anni.

Grazie all’implementazione di Roboze One+400, la continua ricerca di nuovi e innovativi sbocchi inerenti le tecnologie di stampa 3D, si arricchisce della capacità di stampare polimeri performanti presso il centro di ricerche di Niskayuna (New York). Nel dettaglio, la tecnologia italiana consentirà di produrre e testare la durabilità di componenti in 3D ottenuti da 13 differenti tipologie di polimeri termoplastici per applicazioni avanzate. I team di entrambe le società lavoreranno insieme per migliorare la tecnologia per applicazioni avanzate.

La stampante industriale 3D RobozeOne+400
La stampante industriale 3D RobozeOne+400

La crescita di GE nel campo dell’additive manufacturing, che è presente in Italia dal 1921, porterà benefici anche in Italia dove, oltre a svolgere attività di ricerca e sviluppo nel GE Oil & Gas Additive Center of Excellence a Firenze, il Gruppo utilizza la stampa 3D applicata all’industria nello stabilimento Avio Aero di Cameri (NO), in cui sono prodotte le pale delle turbine destinate ai motori aeronautici, e nello stabilimento di GE Oil & Gas a Talamona (SO), in cui si realizzano i bruciatori delle turbine a gas attraverso la tecnologia dell’Additive Manufacturing.

“Siamo molto soddisfatti di poter contare su questa nuova stampante”, dice Scott Miller, Manger Material System Lab di GE Global Research. “La nuova apparecchiatura ci permetterà di esplorare i vantaggi dell’additive manufacturing connesso alla stampa di polimeri avanzati come il Peek. Saremo anche capaci di valutare nuovi progetti con elevate complessità grazie alla stampa 3D all’interno di settori dove utilizziamo già polimeri altamente performanti”.

In una prima fase, il team di GE si concentrerà sul Peek per varie applicazioni, tra cui quelle nel settore dell’aviazione. Roboze offrirà agli attori del mercato l’accesso a materiali termoplastici. Questa tecnologia permette agli utenti professionisti di produrre parti sostitutive del metallo e componenti per test funzionali.

Il piano di stampa della stampante industriale 3D RobozeOne+400
Il piano di stampa della stampante industriale 3D RobozeOne+400

Siamo veramente orgogliosi dei risultati ottenuti nell’ultimo anno, specialmente dopo i nostri enormi sforzi in ricerca e sviluppo”, ha commentato Alessio Lorusso, fondatore e ceo di Roboze.L’installazione di Roboze One+400 nei laboratory del GE Global Research in Niskayuna, ci dimostra che la nostra tecnologia innovativa di stampa 3D sarà parte della rivoluzione industriale globale in corso, offrendo metodi per una sostanziale riduzione dei costi di produzione, obiettivo primario di tutte le grandi società industriali”.