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Windows 8 in azienda, missione impossibile. Si preparino gli evangelist

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l’evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Kevin Turner, Chief Operating Officer di Microsoft, a CeBit 2012 ha presentato i vantaggi di Windows 8 per il mondo aziendale, una sfida tutta in salita, perché le argomentazioni di Turner non ci convincono affatto

Che Windows 8 sia la risposta di Microsoft all’esigenza di avere un sistema operativo consumer da installare sia su pc, sia su tablet mi sembra fuori di discussione. Il passo successivo della sfida è avere anche app comuni che possano essere utilizzate su piattaforma Intel e Arm, su qualsiasi diagonale e su qualunque dispositivo con il minimo degli sforzi di sviluppo possibili. E in questo senso si può leggere anche la scelta di includere una porzione (massiccia?) di kernel NT persino sui prossimi sistemi Windows Phone (Tango e Apollo).

Ora inizia il grande sforzo di evangelizzazione per portare Windows 8 anche sui client aziendali, mentre persino Windows Xp sembra non volere morire più.

Ha dato il via all’opera di convincimento Kevin Turner, Chief Operating Officer di Microsoft, proprio in occasione del CeBit 2012 in corso. I passaggi argomentativi secondo Turner sono i seguenti:

1. Ottima user experience

2. Le opportunità di produttività in mobilità e Windows To Go

3. Sicurezza end-to-end

4. Virtualizzazione avanzata

Rispondiamo con le nostre considerazioni punto a punto

1. Per il punto Ottima user experience, Turner sostiene che l’interfaccia Metro UI e la possibilità di utilizzare multitouch, tastiera e mouse rendono più produttivi. Noi in questi giorni stiamo provando a lavorare con desktop e notebook con il nuovo sistema. Non abbiamo guadagnato un minuto a passare da Metro UI al desktop e viceversa, senza contare che le aziende sono refrattarie al cambiamento e non so tra quanto quelle del nostro paese troveranno i soldi per dotare i propri dipendenti di schermi touch. Potrei andare per molto ad argomentare l’inutilità, almeno al momento, di Metro Ui per lavorare, considerata l’espressa vocazione per l’intrattenimento di questa interfaccia, e la lunghezza del ciclo di vita delle applicazioni enterprise che non aderiranno ai criteri Metro Style.

2. Windows To Go è una nuova caratteristica di Windows 8 che permette alle aziende di avere a disposizione l’intero ambiente di lavoro aziendale pronto all’avvio, via USB drive. Certamente questo è uno strumento utile, per chi utilizza diversi pc, ma anche e soprattutto proprio per gli amministratori dei sistemi aziendali. Ma è una caratteristica chiave che può spostare il baricentro di una scelta di aggiornamento? Non lo penso. Da un lato perché in ottica di virtualizzazione delle applicazioni, del desktop e dell’intera infrastruttura mi sembra una direzione anacronistica quella di girare per lavoro con la chiavetta che contiene tutto il sistema operativo e le applicazioni, dall’altro perché in condizioni di mobilità ci si aspetta di lavorare sempre e comunque sul proprio device qualsiasi esso sia, con la sincronizzazione della cloud. Non posso credere che Microsoft abbia creato Windows 8 e lo abbia pensato così per le aziende e poi proponga Windows To Go come strumento enterprise in più.

3. Il terzo punto riguarderebbe i miglioramenti nella sicurezza  attraverso funzionalità quali Trusted Boot, un BitLocker ancora potenziato, e  AppLocker per la gestione controllata degli accessi alla rete aziendale, ai vari dispositivi e alla rete di back-end. Ma questi sono strumenti utilissimi che nella sostanza sono già disponibili per Windows 7, di AppLocker se ne parla dal 2009. E poi c’è qualcuno che mi vuole convincere che è stato violato BitLocker o che BitLocker così come era non bastava? Sono tutte caratteristiche che potrei utilizzare anche sul tablet aziendale con Windows 8? La cifratura dei dati onsite è ancora da inseguire? Quanti sono i dati importanti che risiedono su disco nei modelli di virtualizzazione che ci vengono continuamente proposti e con lo spostamento delle informazioni nella cloud? A che serve un sistema bitlocker su un tablet, se posso bloccare quel tablet in ogni momento con ben altri strumenti? E poi ci sono migliaia di aziende che lavorano con il sistema operativo Windows 7 di Microsoft in una versione meno costosa rispetto a quelle che supportano i vari BitLocker.

4. E arriviamo all’ultimo punto. Quello cruciale della virtualizzazione. E’ vero che gli utenti possono beneficiare di un’esperienza virtualizzata migliore, di supporto per il touch, per dispositivi Usb su Pc locale. Ma non è un miglioramento architetturale di Windows 8 e sarebbe potuto essere implementato anche con Windows 7. Windows 8, spiega Turner, include Microsoft Hyper-V. Alzi la mano chi è convinto che con un Service Pack, o molto meno, non si potrebbe includere Hyper-V anche su Windows 7, proprio con le stesse caratteristiche.

Alzi la mano, ancora, chi è davvero convinto che serva Windows 8 e la Metro UI sui computer delle aziende, ora adesso e non magari tra tre/quattro anni a rivoluzione mobile stabilizzata. Kevin Turner ha un compito davvero difficile e – diciamocelo – alcune scelte di design di Steven Sinofsky, a capo della divisione Windows, e alcune convinzioni assurde (come quella di far morire Start, come è sempre stato), non semplificheranno certo il lavoro a Turner.